(Foto di Foto Agazzi)
IL CANTIERE. Lo stabile di via Maffei in città sarà ristrutturato e reso più efficiente. L’anno prossimo tornerà la sede dell’Agenzia per l’Ambiente e alcuni uffici della Regione e di Ats.
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Lo scorso anno si sono spente le luci dell’ultimo ufficio, le serrande si sono abbassate e il grande edificio di via Clara Maffei è rimasto vuoto. Ora quel palazzone dell’ex sede Arpa (l’Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente), tra via Camozzi e via Angelo Maj, sta cambiando pelle: sono partiti i lavori di ristrutturazione interna ed esterna e l’obiettivo è riaprirlo nel 2027, restituendo non solo un edificio più moderno, ma anche un pezzo di città più curato e presidiato, in una zona che col tempo ha visto crescere piccoli episodi di degrado e microcriminalità.
La riqualificazione dell’immobile Arpa/Ats di via Clara Maffei 4 nasce nell’ambito di un più ampio progetto della Regione Lombardia di ridurre il consumo di suolo, puntando sulla rigenerazione urbana. Da qualche anno, invece di costruire nuove sedi in periferia, la Regione sceglie infatti di valorizzare ciò che esiste già, concentrando funzioni sparse in più punti. Un modo per rendere più efficiente il lavoro degli enti e, allo stesso tempo, per dare continuità e ordine al tessuto urbano del centro.
L’obiettivo è riaprire il palazzo nel 2027, restituendo non solo un edificio più moderno, ma anche un pezzo di città più curato e presidiato, in una zona che col tempo ha visto crescere piccoli episodi di degrado e microcriminalità.
Il progetto di riqualificazione dell’edificio di via Clara Maffei prevede la compresenza di tre realtà: l’Ufficio territoriale di Regione Lombardia (in particolare i settori Agricoltura, Foreste, Caccia e Pesca), il Dipartimento provinciale di Arpa Lombardia – con uffici, laboratori e l’apertura periodica al pubblico della camera olfattometrica (il locale in cui si svolge l’analisi dei campioni d’aria) – e gli uffici di Ats, che non avranno sportelli o ambulatori aperti ai cittadini. In pratica, un unico «condominio pubblico» dove più servizi regionali torneranno a lavorare sotto lo stesso tetto, anche con spazi pensati per dialogare tra loro.
L’edificio risale alla fine degli anni Cinquanta ed è rimasto operativo fino al giugno dello scorso anno. A settembre è stato del tutto svuotato, perché Arpa si è trasferita temporaneamente a Orio al Serio, e a fine ottobre sono partiti i lavori, per un investimento complessivo di circa 14 milioni di euro. «C’era bisogno di una profonda ristrutturazione, anche per via delle nuove normative sul contenimento energetico - spiega Carolina Pirovano, responsabile unico del procedimento -. Allo stesso tempo la Regione aveva l’esigenza di compattare il più possibile i suoi uffici, razionalizzando gli spazi fra i tre enti».
L’immobile conta cinque piani fuori terra: il piano terra sarà dedicato agli spazi comuni e ad alcuni uffici aperti al pubblico, mentre i piani superiori ospiteranno Arpa, Ats e l’Ufficio territoriale di Regione Lombardia. Prima della chiusura, il palazzo era utilizzato quasi esclusivamente da Arpa, mentre al piano interrato c’erano alcuni uffici non operativi di Ats. La proprietà è divisa tra i due enti: il 51% dell’edificio è di Arpa e il 49% di Ats. Si tratta comunque di aziende regionali, quindi di strutture che fanno capo alla stessa «casa madre», Regione Lombardia, che attraverso questo intervento riporta alcune delle sue funzioni territoriali in un luogo unico e riconoscibile. «Da qualche anno la Regione ha deciso di investire sulle sue sedi provinciali - ribadisce Pirovano - e Bergamo è uno dei casi in cui la ristrutturazione è totale».
La proprietà è divisa tra i due enti: il 51% dell’edificio è di Arpa e il 49% di Ats. Si tratta comunque di aziende regionali, quindi di strutture che fanno capo alla stessa «casa madre», Regione Lombardia, che attraverso questo intervento riporta alcune delle sue funzioni territoriali in un luogo unico e riconoscibile.
Il cantiere non riguarda solo gli interni, che si sviluppano su una superficie di 4.500 metri quadrat i: il progetto si concentra infatti anche sul rifacimento della facciata. Un intervento che cambierà l’impatto visivo dell’edificio sulla strada, rendendo più ordinato e luminoso un tratto di via Clara Maffei che negli ultimi mesi ha sofferto la presenza di vetrine chiuse, angoli poco frequentati e una percezione diffusa di insicurezza, soprattutto verso l’innesto con via Pascoli. La riapertura di una grande sede istituzionale, con personale, attività e flussi quotidiani, è destinata a riportare movimento e attenzione su questa porzione di centro. I lavori, compresi i collaudi, si concluderanno nel corso del 2027.
La rigenerazione della zona, però, non passerà solo dall’ex sede Arpa. All’angolo tra via Clara Maffei e via Pascoli è in corso anche la riqualificazione dell’ex palazzo delle Poste, altro edificio storico rimasto a lungo in una situazione di sospensione. La combinazione dei due interventi promette di cambiare il volto dell’intero isolato, trasformando un’area percepita come marginale in un fronte urbano più curato, illuminato e vissuto.
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