Lavori Rfi a Bergamo, il 21 ottobre vertice a Roma
AL MINISTERO. Le Ferrovie faranno il punto sullo stato dei cantieri, ma pesa l’attesa sulla risoluzione del contratto. Frassini: «Vogliamo conoscere tutti gli scenari». L’impresa: «Via San Bernardino apre a novembre».
Lettura 2 min.
Gli occhi sono puntati sui 12 chilometri di cantieri ferroviari che da due anni e mezzo stanno creando pesanti disagi alla città. Ora però l’attenzione si sposta anche verso gli uffici del ministero delle Infrastrutture, dove il 21 ottobre si confronteranno le istituzioni del territorio, i tecnici del Mit e i vertici di Rfi. È in quella sede, alla presenza della sindaca Elena Carnevali, del presidente della Provincia Gianfranco Gafforelli e dei rappresentanti di Rete ferroviaria italiana e Ferrovie dello Stato, che si dovrebbe avere qualche notizia in più sui tempi dei lavori del raddoppio Bergamo-Ponte San Pietro e del treno per Orio.
Con un ritardo «ufficializzato» di un anno, a fine dicembre 2027, e lo spauracchio che i lavori possano protrarsi anche nel 2028, sul tavolo dell’incontro chiesto dal territorio al ministero ci sarà anche la richiesta di risoluzione del contratto con la ditta D’Agostino di Avellino avanzata da Rfi al Cct (Comitato consultivo tecnico), una questione i cui tempi potrebbero non essere così brevi.
Le possibili conseguenze
Un’iniziativa che, in caso di effettiva rescissione, potrebbe rivelarsi rischiosa e avere conseguenze difficili da prevedere: dall’apertura di contenziosi a uno stop dei lavori anche per mesi, il tempo necessario per risolvere le questioni aperte e affidare il cantiere a un’altra ditta. Uno stop che arriverebbe nel momento in cui, dopo mesi di ritardi e rallentamenti, il ritmo delle lavorazioni sembra finalmente essere aumentato. Un primo chiarimento sugli scenari che potrebbero aprirsi con la decisione del Cct - organismo super partes di assistenza per la risoluzione delle controversie nei contratti pubblici - arriverà dal vertice di mercoledì 21 ottobre negli uffici tecnici del ministero, organizzato dall’onorevole Rebecca Frassini dopo l’incontro di una decina di giorni fa in Provincia.
«Incontro necessario per il territorio»
«Vogliamo conoscere il cronoprogramma e sapere quali possono essere i vari scenari, sapendo che arriverà la sentenza del Cct – spiega la parlamentare della Lega –. Questo incontro è necessario per il territorio, affinché si sappia qual è lo stato dell’arte. Le istituzioni bergamasche si stanno muovendo insieme perché tutti noi vogliamo avere delle rassicurazioni da parte di Rfi».
La ripresa dei lavori
Sul fronte dei cantieri, intanto, da un paio di settimane è aumentata la presenza degli operai sui lavori del raddoppio Bergamo-Ponte San Pietro e della linea ferroviaria per Orio. Anche le lavorazioni procedono più spedite, spesso con turni notturni (specialmente in via San Giorgio) e nel fine settimana.
«Viabilità ripristinata a inizio novembre»
Il nodo più urgente da risolvere resta quello della viabilità, con la necessità di riaprire al più presto il ponte di via San Bernardino, chiuso (del tutto o in parte) dal 1° settembre 2025, e di ripristinare la circolazione ordinaria in via dei Caniana. In via San Bernardino resta da ricostruire la parte del ponte abbattuta nei mesi scorsi per consentirne l’allargamento. Su questo fronte il costruttore assicura che la viabilità sarà ripristinata a inizio novembre, anche se lo stato attuale dei lavori lascia qualche dubbio sul rispetto della scadenza. Lo stesso vale per via dei Caniana, dove il nuovo ponte ancora non c’è; in questo caso l’obiettivo dell’azienda appaltatrice è di ripristinare la circolazione ordinaria entro i primi giorni di dicembre.
I disagi in città
«Ci rendiamo conto dei disagi e delle difficoltà che la città sta incontrando – ammette Angelo D’Agostino, presidente della ditta appaltatrice –. Ma ci stiamo organizzando anche con turni notturni per recuperare e ce la faremo. Anzi, la scommessa è di impiegarci meno».
Sui rapporti con Rfi, D’Agostino assicura che «sono buoni. Al momento – dice – non ci sono contenziosi in atto. C’è una richiesta (quella della risoluzione del contratto, ndr), sollecitata probabilmente dal territorio, ma non abbiamo altri problemi. Risolte le criticità di cantiere iniziamo a fare sul serio. Prenderemo di petto questi prossimi 12 mesi. Poi se c’è qualcuno che preferisce perdere un anno prima di riprendere i lavori, questo non lo so. È una prospettiva che non gioverebbe a nessuno, tantomeno al territorio. Noi entro la fine del 2027 contiamo di concludere i lavori».
© RIPRODUZIONE RISERVATA