L’ospedale di Bergamo sfiora i «top 100» del mondo
LA CLASSIFICA. Il «Papa Giovanni» è al 104esimo posto del ranking secondo la classifica «Newsweek», in due anni guadagnate 31 posizioni.
A un passo dalla top-100 mondiale. Il «Papa Giovanni» continua la scalata nella classifica «World’s Best Hospitals» elaborata da Newsweek e Nomisma, consolidato punto di riferimento per la valutazione delle strutture sanitarie a livello internazionale: l’edizione 2026 vede l’ospedale di Bergamo al 104° posto nel mondo, migliorando di 13 posizioni il 117° posto del 2025. E, allargando lo sguardo, l’ascesa è costante: nel 2024, ad esempio, era 135° (guadagna 31 posizioni in un biennio).
Terza eccellenza pubblica italiana
Restringendo il campo alla comparazione nazionale, il «Papa Giovanni» si piazza – confermando le gerarchie di un anno fa – al 6° posto tra gli ospedali italiani e al 3° tra quelli pubblici: meglio fanno solo il Gemelli di Roma (privato, 33° al mondo), il Niguarda di Milano (pubblico, 43° al mondo), l’Humanitas di Rozzano (privato, 51° al mondo), il San Raffaele di Milano (privato, 57° al mondo) e il Sant’Orsola-Malpighi di Bologna (pubblico, 76° al mondo).
L’analisi di Newsweek-Statista individua i 250 migliori ospedali al mondo, ed è il settimo anno consecutivo che in questa «élite» rientra anche il «Papa Giovanni». Alla base c’è una valutazione complessiva tra 2.530 ospedali in 32 Paesi; a determinare i piazzamenti è un mix di indicatori, tra cui il parere di esperti medici, le risposte dei pazienti nelle indagini di soddisfazione, i parametri qualitativi internazionali su più voci (sicurezza del paziente, misure igieniche, qualità dei trattamenti) e i cosiddetti Proms (i «patient reported outcome measurer, indagini strutturate rivolte ai pazienti). A proposito di Proms, frutto di questionari standardizzati compilati dai pazienti per valutare l’efficacia delle cure e il miglioramento della loro qualità di vita, il «Papa Giovanni» ottiene tre «nastri» (questa l’unità di misura adottata): è l’ospedale italiano con la valutazione più alta per questo indicatore di qualità delle cure.
Sono in tutto 6 i presìdi lombardi tra i primi 250 al mondo: oltre a quelli già citati, si segnala anche il San Matteo di Pavia (134°); fuori dalla top-250 globale, ma inseriti nelle singole «sottocategorie» nazionali, ci sono altre strutture bergamasche: l’ospedale di Treviglio è 61° in Italia, il Bolognini di Seriate 91°, Humanitas Gavazzeni al 110° posto.
Le reazioni
«La valutazione più importante per noi resta quella dei pazienti, che ogni giorno misurano con la loro esperienza concreta la qualità dei servizi e la competenza dei nostri professionisti – commenta Francesco Locati, direttore generale dell’Asst Papa Giovanni -. Il miglioramento nel ranking Newsweek-Statista rappresenta un riconoscimento autorevole di questo lavoro quotidiano. L’attenzione crescente ai Proms, che mettono al centro la qualità di vita percepita dal paziente, conferma che il valore in sanità non si misura solo con indicatori tecnici, ma anche con gli esiti vissuti dalle persone. È su questa integrazione tra qualità clinica, sicurezza e centralità del paziente che continueremo a investire». Secondo il direttore sanitario Alessandro Amorosi, «la progressione nel ranking mondiale e la conferma ai vertici nazionali attestano il rispetto di standard clinici elevati e una reputazione scientifica consolidata. Il fatto che il “Papa Giovanni XXIII” sia l’unico ospedale italiano nella top 250 con un ricorso così esteso ai Proms evidenzia una scelta precisa: valutare l’efficacia delle cure anche attraverso la voce strutturata dei pazienti».
Il piazzamento del «Papa Giovanni» e degli altri nosocomi lombardi nel «gotha» mondiale è lodato dai vertici della Regione: «Un risultato che conferma la solidità del nostro sistema sanitario – commenta il presidente Attilio Fontana -. È un riconoscimento al lavoro quotidiano di medici, infermieri, ricercatori e di tutto il personale sanitario che opera con professionalità e dedizione». Per Guido Bertolaso, assessore regionale al Welfare, «riteniamo ancora più significativo del posizionamento nelle classifiche internazionali il giudizio espresso quotidianamente dai cittadini che si affidano alle nostre strutture. È a loro che dobbiamo risposte concrete, qualità dell’assistenza e continuità delle cure».
Reazioni anche dalla politica locale per il piazzamento del «Papa Giovanni». «Orgoglioso di questo risultato» si dice Ivan Rota, consigliere regionale di Forza Italia, mentre secondo il collega azzurro Jonathan Lobati la classifica «attesta l’alto livello di prestazioni e servizi che l’ospedale garantisce ai bergamaschi e ai cittadini che vengono a curarsi da tutta Italia». Dall’opposizione, Davide Casati, consigliere regionale del Partito democratico, parla di «risultato che riconosce a livello internazionale la qualità delle cure, della ricerca e dell’assistenza ai pazienti».
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