Lussana, nasce l’associazione «Alumni»
L’INIZIATIVA. Fondata da una sessantina di ex studenti, il presidente Paolo Magri: ««Una forma di restituzione per quello che abbiamo ricevuto». Già raccolti 60mila euro promuovere per borse di studio e orientamento
Non è (solo) nostalgia. Non è il rimpianto per le prime amicizie, per gli amori nati tra i corridoi, per quel tempo in cui si esce dal nido e si impara a guardare il mondo con occhi nuovi. È piuttosto un’idea di responsabilità, di restituzione. Cinquantasette ex studenti del liceo Scientifico Lussana di Bergamo, diplomati tra la fine degli anni Quaranta e i primi Novanta, hanno deciso di rimettersi insieme fondando l’Associazione Alumni Lussana, non per celebrare il passato, ma per investire nel futuro.
Le adesioni
Tra loro ci sono nomi noti alla realtà bergamasca e nazionale: da Paolo Magri, diplomato nel 1979, oggi presidente del Comitato scientifico e amministratore delegato di Ispi e docente all’Università Bocconi, a Mietta Rodeschini, maturità 1967, già presidente di Intercultura e oggi philanthropy advisor della Fondazione Intercultura; da Cristina Bombassei, Chief
Legacy Officer di Brembo a Ferruccio Resta, già rettore del Politecnico di Milano, entrambi diplomati nel 1987; fino a Oliviero Bergamini, responsabile Esteri del Tg1 (anno di maturità 1981) e l’attuale vicesindaco del Comune di Bergamo, l’avvocato Sergio Gandi, diplomato nel 1988 e l’assessore alla Mobilità Marco Berlanda, filosofo, che ha conseguito il diploma nel 1976. Professioni diverse, percorsi lontani, un filo comune: quelle aule di via Angelo Mai che hanno segnato l’inizio. «Siamo ai blocchi di partenza con il primo evento – racconta Magri, presidente dell’associazione Alumni Lussana –. L’associazione ha già raccolto 60mila euro grazie al contributo dei soci. Risorse che serviranno a finanziare borse di studio per i diplomati eccellenti nei primi tre anni di università:
non solo per l’eccellenza all’Esame di Stato, ma anche per l’eccellenza curricolare, ragazzi che incarnano valori che vanno oltre il voto. Inoltre, useremo le risorse per sostenere iniziative di orientamento, in affiancamento a quelle già promosse dalla scuola, oltre a progetti di internazionalizzazione». «Ricordare i miei anni al Lussana mi emoziona molto: penso ai miei professori, veri maestri di vita. Sono profondamente legato a quei muri», aggiunge Magri.
«Abbiamo fondato l’associazione nel solco del centenario del Lussana, festeggiato nel 2024, per celebrare i docenti del passato e sostenere gli studenti del futuro. Lo facciamo per quello che abbiamo ricevuto e che ora vogliamo restituire in termini di competenze, opportunità e relazioni», aggiunge il presidente dell’associazione. Da quegli anni, confida, ha portato con sé «l’amore per le lingue, la logica, la pulizia e la sintesi della comunicazione che quotidianamente utilizzo nel mio lavoro».
Le iniziative
Il primo banco di prova sarà All Week, la rassegna sul «mondo che verrà», in programma dal 26 al 28 febbraio, rivolta agli studenti di terza, quarta e quinta . Tre giornate di conferenze e dibattiti con ospiti di rilievo per approfondire temi specifici in modo «informale». «È un piacere collaborare con l’Associazione Alumni Lussana per l’organizzazione di All Week – sottolinea la dirigente del Lussana Simonetta Marafante –. Crediamo fortemente nel valore del legame tra la scuola e i suoi ex studenti: rappresentano un ponte prezioso tra il percorso formativo e il mondo professionale o accademico che attende i nostri ragazzi». Capofila dei progetti legati al sostegno all’internazionalizzazione portati avanti dall’Associazione, è Mietta Rodeschini. «Finanzieremo otto programmi Erasmus Plus di breve periodo nel triennio, per dare ai ragazzi un primo “sentiment” di estero», spiega. L’obiettivo è farli partire dall’anno scolastico 2026-27. «Il Lussana è stata una delle prime scuole del territorio, negli anni Sessanta, ad attivare programmi all’estero, in America in particolare. Io stessa ho partecipato. Vogliamo ricominciare quella tradizione», aggiunge. Per Rodeschini la sfida è culturale prima ancora che organizzativa: «I ragazzi di allora erano più curiosi. Oggi li vedo più fragili, con una paura che li frena. Ma non devono avere timore di confrontarsi con la diversità, di buttarsi oltre le barriere nel mondo. Forse un tempo c’era anche più fiducia da parte dei genitori». Dei suoi anni ricorda «che eravamo sei ragazze su trenta in classe» e «la mentalità aperta della scuola, capace di coinvolgere docenti e studenti. Il Lussana mi ha dato il coraggio di uscire dal comfort, il primo atto di volontà della mia vita, mi ha dato l’autostima che poi mi ha sempre sostenuta nella vita». «Alumni Lussana» come una missione educativa. Un’associazione che guarda avanti, che prova a tradurre l’affetto per una scuola in azioni concrete: borse di studio, esperienze all’estero, orientamento, crescita culturale. Tra quei banchi sono nati sogni e vocazioni, oggi tocca a chi li ha realizzati aiutare i nuovi studenti a fare il loro primo salto. Per maggiori dettagli: www.alumnilussana.it.
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