Lutto a Bergamo, morto l’ex sindaco Cesare Veneziani

Il lutto. Malato da tempo era ricoverato in ospedale e si è spento nella notte tra martedì 17 e mercoledì 18 gennaio. Primo cittadino dal 1999 al 2004, vinse al ballottaggio contro Vicentini.

Lutto a Bergamo: è morto Cesare Veneziani, dal 1999 al 2004 alla guida della città di Bergamo con il Polo delle libertà. Classe 1934, manager di lungo corso alla Fiat, sfidò nel 1999 il primo cittadino uscente Guido Vicentini, e vinse al ballottaggio. Malato da tempo era ricoverato in ospedale e si è spento nella notte tra martedì 17 e mercoledì 18 gennaio: lascia la moglie Giovanna e i quattro figli Elena, Lisa, Sergio e Matteo. I funerali saranno celebrati venerdì 20 gennaio alle 14,30 nella chiesa parrocchiale delle Grazie a Bergamo. La camera ardente è allestita nella Casa del Commiato di via San Bernardino 139 a Bergamo.

Tra i provvedimenti della giunta Veneziani: la costruzione del sottopasso del rondò delle Valli; la nuova stazione autolinee; la Fiera Nuova di Bergamo in via Lunga; la nuova biblioteca Tiraboschi di Mario Botta; il Palatenda (Creberg Teatro Bergamo). Nel 2000 Cesare Veneziani sottoscrisse l’Accordo di Programma per la costruzione del nuovo complesso degli Ospedali Riuniti nell’area della Trucca. Nel 2004 si ricandidò, sostenuto anche dalla Lega Nord, ma perse le elezioni contro lo sfidante Roberto Bruni, sostenuto da tutto il centrosinistra.

Tra i primi a ricordarlo in un post su Facebook la senatrice Alessandra Gallone: «Stanotte è mancato Cesare Veneziani. Già sindaco di Bergamo. Il ”mio” sindaco. Ha guidato con competenza e capacità la giunta di cui ho fatto parte come assessore all’Istruzione, Università e Servizi per l’infanzia. La scuola più importante del mio impegno. Ha lasciato il segno: la Fiera di Bergamo, l’Università in via dei Caniana, il nido di Campagnola, la scuola elementare Alberico da Rosciate, il Palacreberg, il potenziamento dei servizi sociali tra quello che a caldo mi viene in mente. Ciao Cesare. Ciao Sindaco».

Leggi il ricordo su L'Eco di Bergamo di giovedì 19 gennaio

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