Manca l’acqua ai rifugi orobici, stop ai pernottamenti al Cassinelli
SICCITA’. Turbine ferme al Dordona, al Brunone e al Longo. Senza elettricità, cena a lume di candela e niente Internet. Cisterne per rifornire il Gherardi e il Capanna 2000.
Lettura 2 min.C’è chi ha sospeso i pernottamenti, chi limita l’uso o chiude i bagni, chi, in assenza di energia elettrica prodotta con la turbina ad acqua, deve adattarsi a torce e candele durante la notte. E chi, proprio per la carenza d’acqua, si rifornisce portando cisterne fino in quota. La siccità sta mettendo a dura prova alcuni rifugi delle Orobie, in particolare quelli proprio per cui l’acqua è fondamentale per la produzione di energia elettrica.
Turbine ferme, niente elettricità
«La difficoltà è abbastanza generalizzata – dice il presidente del Cai di Bergamo, Dario Nisoli –, perché l’acqua è veramente poca. Sto percorrendo proprio in questi giorni il Giro delle Orobie per rendermi conto della situazione».
«Per la produzione di corrente dobbiamo usare il generatore. Che, però, spegniamo di notte, per evitare il rumore. Così, se necessario, quando c’è buio ci muoviamo con candele e torce»
Per la scarsità d’acqua è ferma, per esempio, la turbina idroelettrica del rifugio Dordona, raggiungibile da Foppolo. «La sorgente è ormai secca - dice Jessica Ruffinoni – e per la produzione di corrente dobbiamo usare il generatore. Che, però, spegniamo di notte, per evitare il rumore. Così, se necessario, quando c’è buio ci muoviamo con candele e torce. È così ormai da una quindicina di giorni».
Proprio per la carenza di energia elettrica non sempre, inoltre, è disponibile la linea Internet e quindi il pagamento tramite Pos. «Per qualcuno la situazione è anche avventurosa, altri invece non sempre comprendono le difficoltà di gestire un rifugio come il nostro». Ma l’apertura e le iniziative proseguono: domenica 23 agosto il tributo a Vasco Rossi con i «Fuori di Zocca».
«Per ora, comunque, riusciamo a proseguire e a garantire tutti i servizi. Speriamo nelle piogge del fine settimana»
Turbina spenta per la produzione di energia elettrica anche al rifugio Baroni al Brunone (Valbondione), che riesce comunque a sopperire grazie all’impianto fotovoltaico, e al Longo (Carona). «Siamo al limite – dice il gestore del Longo, Mattia Monaci –. Abbiamo anche messo al minimo la fontanella esterna. Per ora, comunque, riusciamo a proseguire e a garantire tutti i servizi. Speriamo nelle piogge del fine settimana».
A rischio l’uso dei bagni e prenotazioni sospese
In mancanza d’acqua, a rischio l’utilizzo dei bagni, come successo alla Baita Cassinelli (Castione): «Per risparmiare acqua abbiamo sospeso anche i pernottamenti da una decina di giorni – dice Claudio Trentani –. Abbiamo chiuso momentaneamente anche i bagni. Poi, fortunatamente, c’è stato qualche temporale e le cisterne hanno raccolto un po’ di acqua. Siamo riusciti a riaprirli».
Cisterne in aiuto
C’è poi chi, in mancanza di acqua, si è dovuto affidare al trasporto con le cisterne, come al rifugio Gherardi di Taleggio o al Capanna 2000 (Oltre il Colle), entrambi raggiungibili da una strada agrosilvopastorale: «La sorgente è asciutta – dice la titolare, Patrizia Sirtoli –. Da alcuni giorni ci stiamo rifornendo con le cisterne che portiamo da una cascina di Zambla Alta. Cerchiamo anche di limitare l’utilizzo del bagno interno indirizzando anche gli ospiti verso quello esterno, rifornito da una sua cisterna. La carenza d’acqua si fa sentire, speriamo nelle piogge».
Si guarda al futuro per raccogliere acqua
Guarda al futuro il rifugio Grassi (Valtorta): «Questa stagione mi sono salvata – dice Anna Bortoletto –, perché con la cabinovia Barzio-Piani di Bobbio chiusa l’afflusso di escursionisti è stato minore e quindi anche il consumo idrico. Ma la siccità si sta facendo sentire e peggiora ogni anno. Per questo abbiamo in progetto l’ampliamento delle cisterne di raccolta dell’acqua, ormai indispensabili per continuare».
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