Medici di base, «orfano» un bergamasco su venti

SANITÀ . A fine anno erano circa 45mila i cittadini senza un medico di famiglia contro i 30mila censiti a marzo 2024. Le criticità maggiori sono nei distretti dell’alta Valle Seriana e della Pianura.

L’emergenza è ancora lontana dall’essere risolta. In Bergamasca, sempre più cittadini si trovano senza un medico di famiglia: a fine 2025 erano circa 45mila le persone in questa situazione (quasi il 5% degli adulti, uno su venti), contro le 35mila censite in estate e le 30mila di marzo 2024. È una questione di pura «aritmetica sanitaria», data dalla sproporzione tra i camici bianchi che vanno in pensione (ancora tanti) e quelli che entrano in servizio (ancora pochi), e con un’incognita ben nota: l’attrattività della professione. È nei due poli della provincia – l’alta Val Seriana e la pianura – che si concentra la criticità. La mappa è tratteggiata attraverso i dati forniti dalle stesse Asst.

Asst Bergamo Ovest

Al 30 novembre, nell’area dell’Asst Bergamo Ovest (la più popolosa, con oltre 482mila cittadini), i pazienti «orfani» – questa la definizione tecnica di chi non ha un medico di base – erano 32.609 (a luglio 2025 erano poco più di 24mila), cioè il 6,8%. Come spiega Rosetta Gagliardo, commissario straordinario dell’Asst, «i Distretti più in sofferenza sono quelli della Pianura Orientale (10.663 “orfani”) e Occidentale (10.059), segue quello dell’Isola Valle San Martino (6.921) e Media Pianura (4.966). Nell’Asst vi sono però 3.875 posti ancora liberi presso i medici di medicina generale. Le cure primarie dell’Asst continuano incessantemente, di concerto con i Distretti, a cercare professionisti, anche provvisori, da inserire negli ambiti rimasti carenti». Nel territorio di competenza sono 28 gli Amt (Ambulatori medici temporanei) attivati per queste situazioni, capaci di erogare 9.763 ore di servizio nel 2025. «Come Cure primarie – approfondisce Gianfranco Galli, direttore facente funzioni del Dipartimento –, di concerto con i Distretti, proseguiamo quotidianamente nel nostro lavoro costante e puntiglioso di ricerca di nuovi professionisti, perché ci sta a cuore il miglioramento del servizio offerto al cittadino che si trova in questa condizione sfavorevole. I cittadini, nonostante siano orfani di un proprio medico, ci hanno espresso in diverse occasioni apprezzamenti per il servizio Amt ed è successo che alcuni, nonostante i posti liberi di medici di medicina generale nel proprio ambito, abbiano preferito continuare con l’Amt per la gentilezza dei professionisti arruolati e la velocità a prendere appuntamento».

Asst Bergamo Est

All’altro capo della provincia, l’Asst Bergamo Est conta oltre 10mila pazienti orfani su 380mila assistiti (in linea con i valori dell’estate), quindi quasi il 3%, concentrati soprattutto nell’alta Val Seriana. «La carenza di medici di medicina generale è una criticità che riguarda l’intero territorio nazionale – premette Marco Passaretta, dg dell’Asst Bergamo Est –. Stiamo lavorando con continuità e responsabilità per assicurare ai cittadini risposte tempestive e appropriate, attraverso il rafforzamento degli Ambulatori medici temporanei e l’inserimento progressivo di nuovi medici titolari e incaricati. L’obiettivo è garantire prossimità, qualità delle cure e tutela del diritto alla salute, anche in una fase complessa come quella attuale». Gli Amt in servizio sono 12, mentre «9 sono stati chiusi a seguito dell’inserimento di medici titolari o incaricati provvisori, a testimonianza della flessibilità del sistema e della capacità di adattarsi alle esigenze del territorio»: nell’anno da poco concluso, gli Amt hanno erogato 4.944 ore di attività.

Asst Papa Giovanni

L’Asst Papa Giovanni abbraccia un contesto che dalla città si spinge alla Val Brembana, passando per l’Imagna, e la situazione è dunque diversificata, ma con numeri contenuti: in tutto sono 870 (su 92.200, lo 0,9%) i pazienti orfani: nel dettaglio, 600 sono in valle Imagna e 270 in alta val Brembana. Per loro sono stati predisposti degli ambulatori dedicati nelle Case di comunità di Villa d’Almè, Zogno e Strozza, e sono attivi anche degli Ambulatori medici temporanei ad accesso libero nei Comuni di Foppolo, Valleve, Isola di Fondra e Branzi per i cittadini dell’alta val Brembana.

«Il nostro Dipartimento di Cure primarie – commenta il dg Francesco Locati – è costantemente impegnato in un dialogo con i medici di assistenza Primaria con studio sul territorio dei due Distretti, alla ricerca delle migliori soluzioni possibili per i residenti. Mi preme sottolineare la collaborazione con molti sindaci e assessori, con cui lavoriamo per analizzare e valutare in maniera condivisa i reali bisogni di salute dei quartieri, per l’ambito metropolitano, e dei singoli comuni, per gli ambiti territoriali. Questa collaborazione è strategica: ci aiuta a gestire eventuali temporanee scoperture residue e ad articolare il modello organizzativo che stiamo implementando sul territorio, con la rete delle Case di Comunità in fase di completamento e con una serie di strumenti a disposizione delle cure primarie».

© RIPRODUZIONE RISERVATA