(Foto di Colleoni)
LA CELEBRAZIONE. Si è aperto con la Messa solenne del mercoledì delle Ceneri il cammino quaresimale.
Bergamo
Il rito, presieduto in Cattedrale dal Vescovo Francesco Beschi, ha visto la partecipazione anche dei giovani seminaristi; tra i numerosi concelebranti il Vicario generale monsignor Davide Pelucchi, il vicario monsignor Michelangelo Finazzi, il parroco monsignor Claudio Dolcini, il rettore del seminario don Gustavo Bergamelli, il vicerettore don Tommaso Frigerio, don Mattia Magoni. La celebrazione è stata accompagnata dalla Cappella musicale del Duomo.
«Il cammino quaresimale che oggi inizia – ha detti il vescovo Beschi introducendo la celebrazione- ci ricorda la nostra condizione di fragilità e debolezza, ma Dio ci ha consegnato il Figlio invitandoci a scorgere in Lui il suo volto compassionevole e misericordioso. Inizia oggi un itinerario di grazia, conversione, speranza nella ricerca di riconciliazione, giustizia e pace».
La riflessione proposta dal vescovo ha preso spunto dalla frase conclusiva del Vangelo di Matteo: «La frase del Vangelo di oggi “Il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà” mi fa pensare che la quaresima è una questione di cuore: il segreto che non viene esibito è il cuore, un cuore generoso verso i bisognosi, un cuore affamato della Sua Parola, un cuore confidente perché si affida a Dio. Abbiamo un solo cuore, non può essere diviso in due parti: una per coloro che ci sono cari e una destinata all’odio e indifferenza. Dobbiamo amare Dio con tutto il cuore; in questo tempo vogliamo digiunare con tutto il cuore, pregare con tutto il cuore, praticare la carità con tutto il cuore».
«Dio vede con il cuore - ha continuato monsignor Beschi -, ascolta con il cuore. La Quaresima per noi è una scuola dell’ascolto di Dio, per imparare ad ascoltare il prossimo come Dio ascolta. La voce che sale dai luoghi della sofferenza e dall’ingiustizia non rimane inascoltata. Dal frastuono del mondo attuale, scegliamo di ascoltare il grido dei poveri anche nella nostra ricca città. Ascoltare con tutto il cuore suggerisce la disciplina del digiuno, della sobrietà».
Il Vescovo ha fatto riferimento al messaggio di Papa Leone, sottolineando l’importanza del suo suggerimento: «Vorrei – ha scritto il pontefice - invitarvi a una forma di astensione molto concreta e spesso poco apprezzata, cioè quella dalle parole che percuotono e feriscono il nostro prossimo. Cominciamo a disarmare il linguaggio, rinunciando alle parole taglienti, al giudizio immediato, al parlar male di chi è assente e non può difendersi, alle calunnie. Sforziamoci invece di imparare a misurare le parole e a coltivare la gentilezza: in famiglia, tra gli amici, nei luoghi di lavoro, nei social media, nei dibattiti politici, nei mezzi di comunicazione, nelle comunità cristiane. Allora tante parole di odio lasceranno il posto a parole di speranza e di pace. Le parole dei ricchi e dei potenti - ha concluso monsignor Beschi - sono connotate da volgarità e aggressività, non rassegnamici a questo atteggiamento. Dio che vede il cuore ci ricompenserà».
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