Pit’sa vola alle Nazioni Unite: da Bergamo a New York per raccontare l’inclusione

LA STORIA. La pizzeria inclusiva di via Pitentino presenterà alle Nazioni Unite il proprio modello di impresa sociale. Il 10 giugno l’intervento all’Onu, dopo l’evento alla St. Patrick’s Cathedral di Manhattan.

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Pit’sa, la pizzeria inclusiva nata a Bergamo in via Pitentino, sarà protagonista nei prossimi giorni alle Nazioni Unite. Fondata da Giovanni Nicolussi e Valentina Giacomin, la realtà orobica è stata invitata a New York dal ministro per le Disabilità, Alessandra Locatelli, per presentare il proprio modello di impresa sociale nell’ambito della conferenza mondiale sui diritti delle persone con disabilità. Pit’sa, che oggi impiega 14 ragazzi, racconterà all’Onu la propria esperienza e come tecnologia, organizzazione e innovazione possano favorire l’inclusione lavorativa di persone con sindrome di Down e disabilità cognitive.

«Per noi è qualcosa di enorme, non andiamo a New York semplicemente per cucinare, ma per raccontare un modo diverso di fare impresa - commenta Giovanni Nicolussi, fondatore di Pit’sa -. L’idea che una piccola realtà nata a Bergamo possa entrare all’Onu per spiegare come la tecnologia possa aiutare l’inclusione lavorativa ci rende orgogliosi.

Domenica 7 giugno il team preparerà le pizze anche alla St. Patrick’s Cathedral di Manhattan, in occasione di un evento che coinvolgerà rappresentanti istituzionali, imprenditori, membri delle ambasciate italiana e americana, oltre ad ospiti internazionali. Il 10 giugno il progetto verrà invece presentato alle Nazioni Unite. «Per noi è qualcosa di enorme, non andiamo a New York semplicemente per cucinare, ma per raccontare un modo diverso di fare impresa - commenta Giovanni Nicolussi, fondatore di Pit’sa -. L’idea che una piccola realtà nata a Bergamo possa entrare all’Onu per spiegare come la tecnologia possa aiutare l’inclusione lavorativa ci rende orgogliosi. Vogliamo dimostrare che semplificare il lavoro tramite la tecnologia non significa togliere umanità, ma renderla accessibile a tutti».

A finanziare l’avventura newyorkese dei ragazzi di Pit’sa anche Startup Geeks, incubatore italiano per startup e progetti imprenditoriali innovativi, con cui Giovanni Nicolussi aveva iniziato il proprio percorso partecipando al programma Startup Builder. «La storia di Pit’sa dimostra che l’inclusione può diventare impresa concreta, sostenibile e scalabile - dice Alessio Boceda, Founder di Startup Geeks -. Siamo fieri di aver supportato Giovanni nel suo percorso e di contribuire oggi a portare questa esperienza fino a New York». Il viaggio è stato reso possibile anche grazie al sostegno di un gruppo di imprese e realtà italiane (anche bergamasche) e internazionali.

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