Politecnico delle Arti ai Celestini, c’è la firma per la nuova sede

BORGO SAN CATERINA. Operazione da 7 milioni, ora la ristrutturazione. Nel 2028 il Conservatorio, salvi i fondi del ministero. Carnevali: «Rivive uno scrigno storico della città». Berta: «Prospettive aperte anche per l’Accademia di Belle Arti».

Con la firma, venerdì mattina, sull’atto di compravendita, il Politecnico delle Arti di Bergamo ha acquisito in via definitiva l’ex complesso dei Celestini, chiudendo così il lungo iter di acquisizione dell’immobile di Borgo Santa Caterina, che tra poco più di due anni e mezzo diventerà la nuova sede del Conservatorio. Un passaggio formale atteso da tempo, che sblocca ora la fase operativa del progetto di ristrutturazione dell’ormai ex complesso delle suore Sacramentine. L’acquisizione consente inoltre di «salvare» il finanziamento di 9,5 milioni di euro del Ministero dell’Università e della Ricerca, destinato proprio agli interventi di riqualificazione e restauro dell’edificio.

L’acquisizione dell’immobile rappresenta un investimento complessivo di circa 7 milioni di euro: 5 milioni finanziati attraverso un mutuo con Cassa Depositi e Prestiti e 2 milioni sostenuti dal Politecnico delle Arti. L’operazione consente di dare avvio alla trasformazione dell’antico complesso in un nuovo polo dedicato alla formazione musicale superiore, destinato a diventare uno dei punti di riferimento per l’alta formazione artistica cittadina.

«L’operazione - sottolinea il presidente Giorgio Berta – rappresenta un passaggio fondamentale per il futuro del Politecnico delle Arti e del sistema della formazione artistica superiore a Bergamo: da un lato garantirà al Conservatorio spazi adeguati e progettati specificamente per la didattica musicale; dall’altro contribuirà a ridefinire l’assetto delle sedi del Politecnico, lasciando aperte prospettive di sviluppo anche per l’Accademia di Belle Arti nei prossimi anni».

Iscritti 800 studenti

L’acquisizione si inserisce nel percorso di crescita di un’istituzione relativamente giovane ma già centrale nel panorama culturale cittadino. Nato il 1° gennaio 2023 dall’unione tra il Conservatorio «Gaetano Donizetti» e l’Accademia di Belle Arti «Giacomo Carrara», è l’unico Politecnico delle Arti in Italia. Oggi conta circa 800 studenti iscritti, oltre il 35% dei quali provenienti da fuori sede, 54 docenti titolari di cattedra e circa 90 collaboratori e docenti a contratto. «Siamo felici di aver chiuso un’operazione storica. Ringrazio tutti coloro che hanno contribuito a questo successo», aggiunge Berta, cui fa eco la direttrice Daniela Giordano, che sottolinea «l’importanza del progetto per l’istituzione e per tutta la città di Bergamo».

Il prossimo passaggio sarà l’avvio della fase di progettazione esecutiva, durante la quale verranno definiti gli spazi destinati alle attività didattiche e artistiche del Conservatorio. Si aprirà quindi una fase di confronto interno con docenti e personale che porterà a individuare le soluzioni più adatte alle esigenze della formazione musicale contemporanea, mantenendo il rispetto delle caratteristiche architettoniche e storiche dell’edificio. L’obiettivo è arrivare ad aprire la nuova sede entro il 31 dicembre 2028, una scadenza che coincide con la fine del contratto di locazione della sede attuale di via Palazzolo.

«Restituire a questo luogo così ricco di storia, nato nel Trecento e per secoli sede dei monaci dell’ordine dei Frati Celestini, una funzione educativa e creativa, significa dare nuova vita a uno scrigno storico di Bergamo e, allo stesso tempo, rafforzare il ruolo della città come polo di alta formazione artistica e musicale – sottolinea la sindaca di Bergamo Elena Carnevali –. Fare del “sistema Bergamo” una buona pratica di collaborazione dimostra come possa essere capace di generare risultati importanti».

«Un lavoro di squadra»

La sindaca evidenzia anche il valore della collaborazione istituzionale che ha accompagnato l’operazione. «Per questo desidero rivolgere un sentito ringraziamento al presidente Giorgio Berta, per l’impegno e passione, al notaio Armando Santus, alla senatrice Alessandra Gallone e al senatore Antonio Misiani con cui insieme si è lavorato dimostrando la capacità di fare squadra e di andare oltre gli schieramenti. Fondamentale è stato il sostegno delle istituzioni coinvolte, a partire dal Ministero dell’Economia e delle Finanze e dal Ministero dell’Università e della Ricerca, per il rafforzamento di questo risultato».

«La nuova sede contribuirà a rendere il nostro sistema culturale sempre più aperto, dinamico e internazionale»

Per la sindaca, la nuova sede potrà avere un ruolo strategico anche per il futuro della città: «La nuova sede ai Celestini rappresenterà un luogo capace di attrarre studenti, docenti e talenti anche da fuori Bergamo – aggiunge – contribuendo a rendere il nostro sistema culturale sempre più aperto, dinamico e internazionale».

Il finanziamento del Mur

Sulla stessa linea Alessandra Gallone, consigliere del ministro dell’Università Anna Maria Bernini, che sottolinea il valore simbolico e culturale dell’operazione, ricordando il finanziamento del Mur. «L’acquisizione definitiva dell’ex complesso dei Celestini rappresenta una bellissima notizia per Bergamo e per tutto il sistema dell’Alta Formazione Artistica, Musicale e Coreutica - dice -. Un luogo ricco di storia trova oggi una nuova vita senza perdere la sua vocazione diventando casa della formazione musicale e della creatività delle nuove generazioni. Desidero esprimere un ringraziamento al ministro Bernini, che ha sostenuto questo progetto, consentendo di attivare le importanti risorse destinate alla riqualificazione del complesso». Anche il senatore Antonio Misiani sottolinea il valore dell’iniziativa per la città. «L’acquisto del complesso – dice – è una bellissima notizia per la città. Ora serve un impegno corale anche per la chiesa, un patrimonio artistico di grande valore che dobbiamo salvaguardare».

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