«Prima i bambini! Torniamo a gioire per la vita che nasce»

LA GIORNATA. Sabato 31 gennaio la Veglia diocesana e domenica 1° febbraio le Messe. Don Antonioli: «Guardiamo il mondo con gli occhi dei più piccoli».

«Non saremo giudicati da quante volte sbagliamo, ma da quanta luce diffondiamo attorno a noi». Don Giorgio Antonioli, direttore dell’Ufficio diocesano per la pastorale della Famiglia, schiude questa perla nella sua riflessione per la 48ª Giornata nazionale per la vita, che si celebra ogni anno la prima domenica di febbraio. Un inno alla generatività che provoca ancora di più oggi, in tempi di evidente denatalità. Senza negare che i problemi economici - dal lavoro «povero» alla casa «precaria» - incidono sulla scelta di «mettere su» famiglia, per far germogliare la primavera demografica forse però serve prima di tutto recuperare «la gioia per la vita nascente». Non a caso il titolo scelto dalla Diocesi di Bergamo per accompagnare il messaggio dei Vescovi italiani dall’evocativo imperativo «Prima i bambini!».

«La gioia di vivere»

«Non c’è dubbio che servano politiche di sostegno serie e non a spot – commenta il direttore dell’Ufficio diocesano per la pastorale della Famiglia –. Ma il tema vero e fondamentale è la “gioia di vivere”, l’aspetto vocazionale della vita. Se non brilliamo più di gioia, ci spegniamo». Il rimando alla lettera pastorale del Vescovo Francesco Beschi, che da tempo invita a «servire la vita e a farlo sempre laddove essa accade», viene da sé: «In particolare quest’anno ci ha consegnato la bella missione di “servire la gioia di vivere”. Ci ha invitato alla gioia, a saperla gustare e promuovere nella quotidianità, nelle “pieghe della vita”: nel nascere in particolare, nel festeggiare, nel condividere, nell’accogliere e nel servire la vita», ricorda don Antonioli. Con la consegna dell’icona di Maria che canta il Magnificat: «Due donne che condividono la gioia della vita che portano in grembo e, prima ancora, nel cuore». Un recupero di senso e del valore «di trasmettere la vita», che vuole anche mettere al centro il punto di vista dei più piccoli, spesso trascurati dagli adulti «troppo occupati da loro stessi».

Don Antonioli cita quindi come saliente il passaggio finale del documento della Cei: «La Giornata per la vita sia l’occasione per un serio esame di coscienza basato sul punto di vista dei piccoli nelle questioni che li riguardano (dal nascere al crescere all’essere felici) e sostenuto dalla voce sincera dei bambini, cui chiedere - una volta tanto - come vorrebbero che andassero le cose». Un esercizio di ascolto e premura che andrebbe messo in atto anche nelle nostre città, nelle scuole, e anche nella Chiesa. «Dovremmo provare a vedere gli spazi, la scuola, l’oratorio con gli occhi e il cuore dei bambini, chiedendo loro come vorrebbero che andassero le cose – osserva don Antonioli –. Non per infantilizzare il mondo, ma per aprirlo, perché spesso è chiuso in strutture troppo da adulti». Le iniziative promosse dalla Diocesi per la Giornata della vita scaturiscono proprio dall’incontro tra generazioni e tra famiglie. «Le reti familiari sono fondamentali per continuare a crescere e sostenersi a vicenda – riflette don Antonioli –. Nelle reti, tra l’altro, i figli crescono meglio perché sono un po’ i figli di tutti»

«La Giornata per la vita sia l’occasione per un serio esame di coscienza basato sul punto di vista dei piccoli nelle questioni che li riguardano (dal nascere al crescere all’essere felici) e sostenuto dalla voce sincera dei bambini, cui chiedere - una volta tanto - come vorrebbero che andassero le cose».

È la strada su cui l’Ufficio investe e lavora sin dalla promozione del progetto «Famiglie per le famiglie», «che con l’équipe punta a trasformare il ruolo delle famiglie all’interno delle comunità, rendendole protagoniste attive e corresponsabili della pastorale familiare, non destinatarie e basta. Si è passati dal “faccio questo per le famiglie” al “faccio questo con le famiglie”, alla co-progettazione dei percorsi».

Gli appuntamenti

Le iniziative per la Giornata sono state quindi costruite con quattordici enti e associazioni, che don Antonioli definisce «amici della vita», tra cui la Cet9 (Terra esistenziale Famiglia ed educazione e Terra esistenziale Prossimità e cura). Sabato 31 gennaio, dalle 17,30 nella chiesa parrocchiale di Sombreno, monsignor Michelangelo Finazzi, Vicario episcopale per i laici e per la pastorale, presiederà la Veglia diocesana per la vita. «Ci ritroveremo a pregare, perché l’uomo custodisca, difenda e si prenda cura della vita – anticipa don Antonioli – . Lo faremo ascoltando alcune parti della lettera pastorale del Vescovo Francesco e le testimonianze di due mamme, una in attesa del figlio e l’altra con il figlio partorito da poco».

Domenica 1° febbraio, Giornata della vita, tutte le parrocchie sono invitate ad animare almeno una Messa sul tema (sul sito della Diocesi c’è il materiale necessario). In particolare a Cavernago, nella chiesa parrocchiale alle 11, ci sarà la celebrazione eucaristica con la benedizione delle famiglie adottive, in collaborazione con «Il Conventino adozioni» e Famiglie per l’accoglienza. «Per il secondo anno – ricorda il direttore dell’Ufficio diocesano – vivremo questo rito che accoglie e benedice l’adozione, sancendo il legame familiare a livello religioso e non solo civile. Quest’anno saranno coinvolte undici coppie di sposi che benediranno i loro 14 figli».

Infine venerdì 6 febbraio, alle 20,30 al Teatro San Carlo di Villa d’Almè, la proiezione del film «Solo cose belle» di Kristian Gianfreda (nato dall’esperienza sul campo in case famiglia e comunità d’accoglienza), in collaborazione con la Cet9, il Movimento per la vita Bergamo e Valcavallina, e il Forum bergamasco delle associazioni familiari. Una serata all’insegna della riflessione e dello stare insieme.

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