Prosciuga il conto della zia invalida, sequestro di oltre un milione di euro alla nipote

LA TRUFFA. Una 54enne di Dalmine avrebbe sottratto alla donna, invalida al 100%, oltre un milione di euro tra prelievi e polizze vita fatte sottoscrivere in suo favore.

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È accusata di aver prosciugato il conto corrente della zia invalida al 100%, facendole anche sottoscrivere polizze assicurative sulla vita di cui lei era l’unica beneficiaria e che le avrebbero fatto intascare, dal 2007 fino alla morte della donna avvenuta nel luglio 2022, la cifra record di un milione e 100mila euro.

La nipote, 54 anni, è indagata per circonvenzione di incapace e autoriciclaggio: nei giorni scorsi i militari della Guardia di finanza di Bergamo hanno eseguito il decreto di sequestro preventivo di denaro, titoli e immobili per la stessa somma (1.107.747,83 euro), ritenuta indebitamente sottratta all’anziana.

Le indagini dopo la morte della zia

Le indagini sono iniziate dopo la morte della zia, avvenuta nel luglio 2022. Abitava a Sforzatica di Dalmine, aveva 82 anni ed era affetta da una grave compromissione delle condizioni mentali e fisiche, per cui fin dal 1968 era stata dichiarata invalida al 100%. Da sempre, hanno ricostruito i finanzieri del Nucleo di polizia economico-finanziaria coordinati dal pm Giulia Angeleri, la donna era affidata alle cure del fratello, il quale, insieme alla figlia (l’indagata, ndr), si era dichiarato disponibile ad assisterla. Alla morte del fratello nel 2007 è rimasta solo la nipote a prendersi cura di lei. Ma la sua assistenza si sarebbe rivelata inadeguata: le condizioni di salute della donna sono peggiorate fino a rendere necessario il suo ricovero, nel 2014 e fino alla sua morte, in una Rsa di Bergamo. Dove, grazie alle cure appropriate e continuative, le sue condizioni di vita negli ultimi anni sono migliorate in modo significativo.

Gravi criticità nella gestione del patrimonio dell’anziana

Parallelamente, l’attività investigativa ha fatto emergere gravi criticità nella gestione del patrimonio dell’anziana. In particolare, è stato accertato che la nipote, approfittando dello stato di vulnerabilità della zia, ha operato in maniera esclusiva su un conto corrente cointestato, effettuando nel tempo numerose operazioni bancarie - tra cui prelievi di contante, movimentazioni finanziarie e la sottoscrizione di polizze assicurative - fino a disporre dell’intero patrimonio della donna. Dopo la morte dell’anziana una sorella e due nipoti, eredi dell’82enne, si sono rivolti a una società di consulenza stragiudiziale ipotizzando che l’altra nipote avesse eroso il patrimonio dell’anziana. «Quando i clienti sono venuti da me, un paio d’anni fa – spiega l’avvocato Davide Scazzoso del Foro di Milano – ho subito spiegato che avremmo dovuto iniziare una lunga e approfondita istruttoria. Cosa che abbiamo fatto, producendo una quantità di documentazione soprattutto sulle condizioni cliniche della signora deceduta». La documentazione è confluita in una querela presentata dai parenti alla Guardia di finanza.

La ricostruzione delle Fiamme Gialle

Le Fiamme gialle hanno ricostruito, anche attraverso la documentazione bancaria, che nel 2007 la nipote aveva aperto un conto corrente cointestato con la zia in una banca di Bergamo, utilizzato nel corso degli anni per compiere una serie di operazioni finanziarie a suo favore. Condotte che sono proseguite anche dopo il ricovero della zia nella Rsa. In quel periodo infatti la nipote le ha fatto sottoscrivere una polizza vita dal valore di 200mila euro, indicando quale unica beneficiaria, in caso di morte, sè stessa. Somma che poi ha effettivamente incassato a seguito del decesso della zia. Secondo gli inquirenti, il comportamento della 54enne si configurerebbe come sfruttamento sistematico di una persona incapace di tutelare autonomamente i propri interessi economici.

Nel decreto di sequestro firmato dal gip Michele Martino Ravelli vengono indicate tutte le somme che la 54enne avrebbe sottratto alla zia approfittando delle sue condizioni di vulnerabilità: bonifici e giroconti in suo favore per 350mila e investimenti finanziari per 524mila euro tra il dicembre 2008 e il giugno 2014; prelievi di contanti per quasi 46mila euro tra il 2025 e il luglio 2022; la polizza vita per 200mila euro (premio di 187mila incassato nel gennaio 2023). L’accusa di autoriciclaggio emerge dal fatto di avere impiegato le somme sottratte attraverso la circonvenzione di incapace nella sottoscrizione di una serie di polizze a lei intestate per un totale di 900mila euro.

«A breve rappresenteremo una realtà ben diversa, visto anche come si colloca la vicenda a livello temporale, e proporremo il riesame – commenta il legale della 54enne, Gianluca Madonna –. La vicenda civilistica antecedente in corso da anni ci fa ben sperare che si possa trattare solo di un equivoco».

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