Ragno violino, insidia difficile da riconoscere. «Attenti alle infezioni»

LE AVVERTENZE. I n tre anni, a Bergamo 106 chiamate. Il 95% non è grave. «Ma non è da sottovalutare, può avere complicazioni».

Negli ultimi anni l’attenzione attorno al ragno violino è cresciuta anche nel territorio bergamasco. Lo dimostrano le chiamate al Centro antiveleni del Papa Giovanni XXIII, dove le richieste di consulenza legate a presunti morsi sono state un centinaio in tre anni (106, per l’esattezza) su un totale di 317 chiamate riguardanti i morsi di ragno, spesso accompagnate da timori alimentati dal racconto mediatico. Il ragno violino europeo, nome scientifico Loxosceles rufescens, è però molto diverso da come viene percepito.

Come è il ragno violino

Il veleno del ragno violino è citotossico, cioè agisce sui tessuti cutanei, ma non sul sistema nervoso: non provoca quindi sintomi sistemici gravi come difficoltà respiratorie o alterazioni cardiache

Di piccole dimensioni, poco appariscente e schivo, «tende sempre a fuggire o a nascondersi al minimo disturbo e il morso resta un evento raro, che si verifica soprattutto quando l’animale viene accidentalmente schiacciato», spiegano il direttore del Centro Giuseppe Bacis e la tossicologa Mariapina Gallo. Secondo gli specialisti, la maggior parte dei casi è gestibile senza complicazioni: «Il 95% dei morsi provoca solo un effetto locale. Solo in una minoranza di situazioni, circa il 5%, può comparire una bolla che si rompe e si trasforma in un’ulcera con tempi di guarigione più lunghi». Il veleno del ragno violino è citotossico, cioè agisce sui tessuti cutanei, ma non sul sistema nervoso: non provoca quindi sintomi sistemici gravi come difficoltà respiratorie o alterazioni cardiache. Nella maggior parte dei casi quindi, spiegano, «i primi effetti sono modesti e compaiono dopo alcune ore, con arrossamento e prurito». I casi più seri, finiti spesso al centro della cronaca, sono in realtà legati a complicanze infettive: «Non è tanto il veleno in sé a causare problemi gravi, ma le infezioni che possono svilupparsi successivamente e che, se non trattate correttamente, possono evolvere».

Non sottovalutare la puntura

Per questo è fondamentale non sottovalutare l’evoluzione della lesione: «Quando si forma una bolla che tende a ulcerarsi bisogna intervenire subito, con pulizia, eventuale terapia antibiotica e valutazione medica». Il consiglio è chiaro: «Non aspettare che passi da sola, ma rivolgersi al medico nelle prime 24 ore se la situazione peggiora». Un altro aspetto centrale riguarda la diagnosi: molte lesioni cutanee vengono erroneamente attribuite al ragno violino. «È importante identificare correttamente il caso, perché esistono molte altre condizioni che possono essere confuse con questo morso». Quando possibile, fotografare l’animale o chiedere il supporto di esperti aiuta a evitare errori. Infine, l’invito degli specialisti è a mantenere la calma: «Negli ultimi anni c’è stato un eccesso di allarme. Non bisogna andare nel panico, ma nemmeno sottovalutare».

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