(Foto di Foto Colleoni)
ALLE URNE. La Bergamasca è tra le province più virtuose d’Italia: domenica hanno votato oltre 420mila cittadini. In città partecipazione del 56,9%: «Occasione per far sentire la nostra voce». Oggi seggi aperti dalle 7 alle 15.
L’incognita della vigilia era tutta nella partecipazione degli elettori. Ma la Bergamasca, dove sono chiamati alle urne oltre 846mila cittadini in 983 sezioni, ha risposto presente con numeri da record, tanto da essere tra le province più virtuose d’Italia con un’affluenza del 52,6%. Domenica 22 marzo nella prima giornata di apertura dei seggi (dalle 7 alle 23) per il referendum costituzionale sulla giustizia, in città si è arrivati al 56,9%. Il primato, a livello provinciale, è di Oltressenda Alta (63,63%). «Il dibattito in queste settimane è stato veramente intenso, votando non abbiamo sprecato l’occasione per far sentire la nostra voce», raccontano alcuni elettori incontrati ieri nei seggi orobici.
Non essendoci il quorum l’esito delle consultazioni che chiuderanno oggi - lunedì 23 marzo - alle 15 sarà valido a prescindere dal numero di votanti, ma i segnali giunti dalla Bergamasca sono da considerarsi positivamente, oltre la media nazionale e regionale, come certificano i dati resi noti dal ministero dell’Interno alle 23 di ieri sera, con la chiusura dei seggi dopo 16 ore di apertura. In Lombardia è stato raggiunto il 51,8%, con il picco di Monza e Brianza (53,29%), mentre in tutta Italia il 46% (dato parziale di 60.887 sezioni su 61.533). Numeri da record, trascinati anche da Bergamo. Stando agli archivi nazionali, la percentuale dei votanti ha superato quella di ogni altro referendum del terzo millennio con urne aperte due giorni. Nel capoluogo sono quasi 100mila gli aventi diritto al voto: 97.349 cittadini, tra cui una settantina di ultracentenari, 858 neodiciottenni e circa 9mila elettori dall’estero. Sono operativi 103 seggi ordinari e 8 seggi speciali e la macchina elettorale può contare su 111 presidenti di seggio, 103 segretari e 340 scrutatori. In campo 120 dipendenti comunali, oltre alla polizia locale. Ieri le votazioni si sono svolte senza particolari intoppi.
Ma non è finita qui. Visto che oggi si potrà votare dalle 7 alle 15. Nella Bergamasca la partecipazione è stata significativa fin da subito, ieri hanno votato in oltre 420mila. La prima verifica dell’affluenza, alle 12, segnava un dato provinciale del 18,87%, quella delle 19 del 46,11%. A Bergamo è stato raggiunto il 21,19% a mezzogiorno e il 49,36% alle 19. «È andata bene, senza particolari problemi», raccontano alcuni presidenti di seggio. «L’unica difficoltà, nelle prime ore, è stata abituarsi al superamento della divisione delle liste sezionali per genere (maschile e femminile), con divisione in due parti della lista unica per cognome (A-L + M-Z), ma in poco tempo siamo andati a regime», aggiungono alcuni scrutatori, tra cui figurano molti giovani.
Fra pronostici e scongiuri il boom dell’affluenza dà una prima indicazione sul referendum sulla giustizia, che ha assunto una connotazione politica: alle 19 di ieri, il dato nazionale era al 38,9%, quasi 10 punti in più rispetto 29,7% del 2020 per la consultazione sul taglio dei parlamentari che, come quella in corso, era spalmata su domenica e lunedì e di carattere costituzionale, quindi senza quorum.
Per quanto riguarda gli altri precedenti di referendum costituzionali il dato dell’affluenza delle 19 si conferma da record. Al referendum del 2001 sulla riforma del Titolo V (nel quale si votò, però, solo in un giorno) l’affluenza alle urne delle 19 era stata al 23,9%. A quello sulla devolution del 2006 alle 19 del 25 giugno aveva votato il 22,4%. Il referendum costituzionale del 2016 sulla riforma Renzi si tenne in una sola giornata e alle 19 aveva votato il 57,24%.
Nelle altre consultazioni popolari più recenti, non di carattere costituzionale, ma nelle quali si è votato in due giorni nell’ultima, del 2025, su lavoro e cittadinanza si è registrato un dato del primo giorno alle ore 19 del 16,16% e a quello del 2011 su acqua e nucleare fu del 30,3%.
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