Referendum, domenica alle 23 in Bergamasca il 52,64% di affluenza. La città raggiunge il 56,95%

AL VOTO. Sono circa 846mila bergamaschi chiamati alle urne. I dati sull’affluenza di domenica 22 marzo: bene in città e provincia, sopra la media nazionale e lombarda. Si vota anche lunedì dalle 7 alle 15, poi lo spoglio che seguiremo online.

Non essendoci il quorum l’esito sarà valido a prescidere dal numero di votanti, anche se è molta la curiosità circa la risposta dei cittadini, in termini di affluenza e partecipazione. Dalla mattinata di domenica 22 marzo si sono aperti ufficialmente i seggi per il referendum costituzionale sulla giustizia, con oltre 846mila bergamaschi chiamati alle urne tra domenica (dalle 7 alle 23) e lunedì 23 marzo(dalle 7 alle 15). Poi lo spoglio che seguiremo online.

Si vota nelle 983 sezioni disseminate in 378 plessi su tutto il territorio orobico. Nel capoluogo sono quasi 100mila gli aventi diritto al voto: 97.349 cittadini, tra cui una settantina di ultracentenari, 858 neodiciottenni e circa 9mila elettori che voteranno dall’estero.

I dati sull’affluenza alle 23

Alle 23 in Bergamasca hanno votato il 52.64% degli aventi diritto. In città si è raggiunto il 56.95% e sono Gorle (60.78%), Oltressenda Alta (63.33%), Mozzo (60.48%) e Ranica (60.63%) i Comuni con la più alta affluenza nel nostro territorio. Il Comune con meno adesioni è stato invece Averara che si è fermato al 29.93%.
Buona la percentuale anche della Lombardia che ha raggiunto alle 23 il 51.83% di affluenza. A livello nazionale toccato per ora il 46.07%.

I dati sull’affluenza alle 19

In Bergamasca alle 19 ha votato il 46,11 %, con Bergamo città che ha raggiunto il 49,36% con punte oltre il 50% come Villa di Serio (50,93%), Torre Boldone (50,54%), Songavazzo (50,57%); Pedrengo (50,85%), Oltressenda (60%), Mozzo (51,97%); Brusaporto (51,57%). L’affluenza più bassa? Foppolo con il 28,89% e Locatello (30,94%).

A livello nazionale, sempre alle 19, è alto: 39.90%, in Lombardia ha votato invece il 44.99%, dimostrando un’alta partecipazione della nostra regione e del territorio orobico.

Il dato delle 19 conferma comunque la crescita della partecipazione al voto con una percentuale del 38,9%: quasi di 10 punti in più rispetto al precedente del referendum del 2020 sul taglio del numero dei parlamentari che, nel primo giorno di voto allo stesso orario, aveva fatto registrare una partecipazione del 29,7% degli aventi diritto. Per quanto riguarda gli altri precedenti di referendum costituzionali (nei quali, va ricordato, non è necessario il raggiungimento di un quorum) il dato dell’affluenza delle 19 si conferma da record.Al referendum del 2001 sulla riforma del Titolo V (nel quale si votò, però, solo in un giorno) l’affluenza alle urne delle 19 era stata al 23,9%. A quello sulla devolution del 2006 alle 19 del 25 giugno aveva votato il 22,4%. Il referendum costituzionale del 2016 sulla riforma Renzi si tenne in una sola giornata e alle 19 aveva votato il 57,24%. Nelle altre consultazioni popolari più recenti, non di carattere costituzionale, ma nelle quali si è votato in due giorni nell’ultima, del 2025, su lavoro e cittadinanza si è registrato un dato del primo giorno alle ore 19 del 16,16% e a quello del 2011 su acqua e nucleare fu del 30,3%.

I dati sull’affluenza alle 12

L’affluenza al voto per il referendum costituzionale sulla riforma della giustizia è al 14,92% circa alle ore 12. Il dato aggiornato è pubblicato sul sito Eligendo del Viminale. In Bergamasca il dato si attesta invece sul 18.87% e in Lombardia intorno al 17.57%. In città la percentuale è ancora più alta: si attesta sul 21,19%.

L’affluenza nazionale è in crescita rispetto ai precedenti delle ore 12 dei referendum costituzionali (nei quali, va ricordato, non è necessario il raggiungimento di un quorum) ad eccezione di quello del 2016 sulla riforma Renzi quando, però, si votò in un solo giorno. Al referendum del 2001 sulla riforma del Titolo V l’affluenza alle urne delle 12 era al 7,8%. A quello sulla devolution del 2006 alle 12 del 25 giugno aveva votato il 10,1%. Il referendum costituzionale del 2016 si tenne in una sola giornata e alle 12 aveva votato il 20,1%. Per quanto riguarda, infine, quello del 2020 sulla riduzione del numero dei parlamentari il dato dell’affluenza delle 12 del primo giorno è del 12,2%. Per quanto riguarda le altre consultazioni popolari non di carattere costituzionale, ma nelle quali si votò in due giorni nell’ultima, del 2025, su lavoro e cittadinanza il dato del primo giorno alle ore 12 era del 7,4% e a quello del 2011 su acqua e nucleare era dell’11,7%.

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I numeri a Bergamo

A Bergamo - dove sono operativi 103 seggi ordinari e 8 seggi speciali - la macchina elettorale è in moto da tempo e può contare su 111 presidenti di seggio, 103 segretari e 340 scrutatori. In totale sono 120 le unità del personale di Palazzo Frizzoni impegnate a vario titolo per tutte le attività e gli adempimenti, a cui va sommato il personale della polizia locale.

Sabato 21 marzo l’allestimento dei seggi s’è svolto senza particolari intoppi, tanto che sono stati sostituiti solo cinque scrutatori, mentre gli uffici del Comune hanno rilasciato 260 tessere elettorali e 25 carte d’identità in formato elettronico.

«Bilancio positivo»

«Sono giorni di grande lavoro per tutta la struttura, che ringrazio per l’impegno - commenta l’assessore ai Servizi demografici ed elettorali, Giacomo Angeloni -. Tutte le operazioni preliminari sono andate bene, il bilancio è positivo, l’obiettivo è garantire agli elettori la possibilità di votare in serenità e senza difficoltà».

In caso di problemi

Nella giornata di domenica 22 marzo, dalle 9 alle 13, saranno aperte le sedi decentrate del Comune a Loreto, Celadina e Redona, per il rilascio dei duplicati e/o l’aggiornamento delle tessere elettorali. Oltre a queste aperture straordinarie nei quartieri, anche quelle dello sportello di Palazzo Uffici in piazza Matteotti, operativo oggi (7-23) e domani (7-15). Da gennaio i duplicati di tessere elettorali emessi dal Comune sono stati circa 1.500. In totale sono state più di 3.300 le tessere elettorali emesse per neoresidenti e neoelettori. I tagliandi adesivi di aggiornamento per cambio di sezione o sede di seggio sono stati oltre 5mila.

Al voto

Per quanto riguarda gli aspetti pratici, l’elettore - ovvero ogni cittadino italiano iscritto nelle liste elettorali del Comune e che avrà compiuto il 18° anno di età entro oggi - deve presentarsi al seggio con un documento d’identità valido e la tessera elettorale. La scheda su cui votare è unica, di colore verde, con un solo quesito. Se vincerà il «sì» la riforma sarà approvata, entrerà in vigore il nuovo testo della Costituzione ed entro un anno dovranno essere adottati gli ulteriori provvedimenti normativi – con procedura ordinaria – necessari al funzionamento dei nuovi Csm e dell’Alta Corte; se vincerà il «no» resteranno la Costituzione vigente e il Csm attuale.

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