Rfi: «Nuova stazione di Bergamo, lavori nei tempi»

L’HUB INTERMODALE. Pronte le fondazioni per realizzare gli edifici sopraelevati. A fine anno sarà attivo il ponte ovest. Riaperto il sottopasso (molto ristretto) verso via Gavazzeni. In futuro permetterà di raggiungere solo i nuovi binari.

Le fondazioni sono pronte a sostenere i pilastri sui quali si innalzerà la struttura del nuovo hub ferroviario. E con la riapertura del sottopasso pedonale, è tornata libera anche l’area destinata alla posa dei nuovi binari e delle nuove banchine.

Lavori secondo cronoprogramma

In stazione si cambia ancora. Dopo un anno di onorato servizio - 53 settimane per la precisione - il passaggio a raso tra piazzale Marconi e via Gavazzeni è stato chiuso definitivamente lunedì 12 gennaio, poco prima dell’alba, tappa obbligata nel percorso del cantiere avviato all’inizio di febbraio del 2024, e destinato a consegnare alla città la nuova stazione ferroviaria. Il nuovo hub intermodale costituirà il primo tassello del progetto di Porta Sud, il cui piano attuativo è atteso nelle prossime settimane. I lavori, come ha confermato Rete ferroviaria italiana, procedono secondo il cronoprogramma. E questa è già una notizia, soprattutto alla luce dei ritardi - ammessi nelle scorse settimane proprio da Rfi - che stanno interessando altri interventi strategici sul nodo ferroviario bergamasco, dal raddoppio Bergamo-Ponte San Pietro al collegamento per l’aeroporto di Orio. L’entità di questi ritardi, insieme alla definizione di un nuovo cronoprogramma per entrambe le opere, sarà al centro dell’incontro che Rfi ha annunciato con il Comune nelle prossime settimane.

La nuova stazione

Il progetto della nuova stazione, finanziato anche con risorse del Pnrr, è realizzato dal raggruppamento di imprese guidato da Vitali Spa. L’intervento ridisegna l’assetto dello scalo ferroviario, con la riorganizzazione dei binari, nuove banchine più ampie e accessibili e l’introduzione di «landbridge», i collegamenti sopraelevati destinati a superare la cesura urbana storicamente creata dalla ferrovia.

Il ruolo del nuovo sottopasso sarà esclusivamente interno alla stazione: collegherà le banchine all’ingresso, senza più funzione di connessione urbana verso via Gavazzeni

I «landbridge» saranno due, uno a ovest e uno a est. Strutture che consentiranno l’attraversamento dei binari e che ospiteranno anche spazi di servizio per i viaggiatori. Il ponte ovest rappresenterà la prima fase funzionale della nuova stazione e sarà il primo a entrare in esercizio entro la fine dell’anno, in tempo per non perdere i finanziamenti Pnrr (a meno di proroghe). Per gli altri si dovrà aspettare il 2027. Conclusa la fase delle opere preparatorie, si entra ora nella costruzione vera e propria.

Il primo ponte con il treno per Orio

«Con l’apertura al pubblico del nuovo sottopasso, come da intese con le Amministrazioni, è stato dismesso il percorso pedonale a raso e proseguiranno le lavorazioni relative ai binari nonché ai nuovi edifici-ponte dell’hub di stazione – spiegano da Rfi –. Con riferimento a quest’ultimo, completate di fatto le opere di fondazione, i lavori proseguiranno per fasi con l’esecuzione delle elevazioni e, a seguire, con il varo degli impalcati e la realizzazione degli impianti e delle finiture». Il ponte ovest «sarà attivato congiuntamente con il collegamento per Orio - specifica la società delle Ferrovie dello Stato -, mentre il ponte est seguirà secondo un programma integrato con gli altri lavori all’infrastruttura, che sarà approfondito nei prossimi mesi».

Sottopasso più stretto

Nel frattempo, lunedì 12 gennaio prima dell’alba ha riaperto il sottopasso pedonale. Rispetto alla configurazione precedente risulta molto più stretto - circa 2,50 metri di larghezza - ma completamente rinnovato, con un nuovo pavimento, un nuovo soffitto e un sistema di illuminazione e videosorveglianza. A regime, però, il suo ruolo sarà esclusivamente interno alla stazione: collegherà le banchine all’ingresso, senza più funzione di connessione urbana verso via Gavazzeni. Su questo punto Rfi chiarisce che la galleria pedonale «risulta una ricostruzione del sottopasso esistente, resa necessaria per garantire la compatibilità con il nuovo assetto dei marciapiedi e dei binari previsti in progetto». E precisa: «L’opera è da considerarsi definitiva in virtù degli esiti della Conferenza dei Servizi che ha approvato il progetto definitivo del nuovo hub di stazione, prescrivendo il mantenimento in esercizio del sottopasso ferroviario, accoppiato ai due ponti previsti, con la funzione di garantire esclusivamente il collegamento interno tra i marciapiedi e non la connessione urbana».

Nella mattinata del 12 gennaio il flusso degli studenti è stato seguito dalla polizia locale, presenti nelle ore di maggiore afflusso, insieme agli agenti della Polizia di Stato e ai Carabinieri. Nonostante la larghezza ridotta del passaggio (circa un terzo in meno di quella originaria), non si sono registrati assembramenti né tempi di attesa all’imbocco del tunnel. È comunque previsto, se necessario, che il sottopasso possa essere temporaneamente chiuso in una direzione, quella opposta al flusso principale degli studenti – verso la stazione al mattino e verso via Gavazzeni all’uscita dalle scuole – per rendere il transito più fluido e sicuro.

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