Scalano il palazzo sui tubi del gas: in carcere due ladri acrobati

BERGAMO. Prima dell’alba nel quartiere di Longuelo a Bergamo: sorpresi all’interno di un appartamento al secondo piano. I vicini danno l’allarme, la polizia entra con la scala dei pompieri.

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Vestiti con magliette nere, bermuda e scarpe da ginnastica. Erano riusciti a scalare la parete di un palazzo di Longuelo, aggrappandosi alle condutture del gas metano e riuscendo a intrufolarsi in un appartamento del secondo piano, vuoto perché l’inquilina è in vacanza. Ma un condomino dall’udito fine li ha smascherati e così, grazie alla sua telefonata al 112, due georgiani sono finiti in manette per tentato furto. È accaduto alle 5 della mattina di mercoledì 8 luglio in un condominio di via Rossini a Bergamo. Poche ore dopo il giudice Alberto Longobardi ha convalidato gli arresti e disposto il carcere per entrambi. Il processo per direttissima si celebrerà il 21 luglio.

La proprietaria in ferie

Non è ancora l’alba, quando due sagome vengono avvistate nel cortile del palazzo. Chi le nota si insospettisce e avverte al telefono un condomino. I malviventi nel frattempo hanno cominciato ad arrampicarsi lungo le tubature del metano che raggiungono i vari appartamenti. Arrivano al secondo piano, alzano la tapparella di una finestra, rompono il vetro e si introducono nell’abitazione di una donna che in questo periodo è in ferie lontano da Bergamo. Il rumore del vetro in frantumi è, per l’inquilino precedentemente messo sul chi vive dall’amico, la riprova che sta accadendo qualcosa che non va. Così lancia l’allarme al 112. In pochi minuti in via Rossini arriva un equipaggio della Volante. I poliziotti raggiungono il cortile, a terra vedono i cocci di vetro caduti dal secondo piano. Alzano lo sguardo e all’interno dell’appartamento buio scorgono una torcia in movimento. Uno dei due georgiani si affaccia alla finestra, nota i poliziotti e si ritrae velocemente. Gli agenti chiamano rinforzi per circondare il palazzo e impedire la fuga ai ladri acrobati. Cercano di entrare, ma la porta dell’appartamento è blindata.

L’arrivo delle Forze dell’ordine

Così chiamano i vigili del fuoco che, con un’autoscala, consentono ai poliziotti di accedere all’abitazione attraverso la finestra della camere da letto. Dentro trovano i due ladri e tutto a soqquadro. In un sacchetto ci sono monili, un orologio, monete d’oro, una penna preziosa che i georgiani stavano arraffando. I due, entrambi senza fissa dimora in Italia, ieri si sono avvalsi della facoltà di non rispondere. Pare siano giunti nel nostro Paese un mese fa. In cerca di lavoro, avrebbero confidato. Il primo, 32 anni, dall’Italia era stato espulso nell’agosto 2024 dopo che era stato trovato in possesso di arnesi atti allo scasso. Per questo deve rispondere anche del reingresso illegale sul territorio italiano. Il secondo, 34 anni, è stato recentemente segnalato per possesso di documenti falsi.

Le legali Elena Gambirasio e Giulia Gamba avevano chiesto il divieto di dimora in Bergamasca. Il giudice ha invece accolto la richiesta del pm Antonio Mele e ha disposto il carcere, parlando di «gravità del fatto e delle modalità» ed evidenziando l’ora notturna e i «beni di valore» oggetto della razzia. Tutto ciò, ha spiegato Longobardi motivando la severa misura cautelare, «è fonte di grave allarme sociale ed espressione di professionalità nel delinquere», oltre che «indice di spiccata e spregiudicata indole criminale».

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