Scorte idriche ancora in calo: giù del 9,5%. E arriva il super caldo

IL REPORT. In una settimana le riserve scese da 974 milioni di metri cubi a 881 milioni. Beduschi: stress importante, mercoledì è stato convocato un altro Tavolo in Regione.

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Nonostante i temporali e le grandinate dei giorni scorsi, la situazione delle riserve idriche superficiali rimane difficile o, per usare le parole dell’assessore regionale all’Agricoltura Alessandro Beduschi, di «stress importante». L’ultimo bollettino sulle riserve idriche lombarde (che tengono conto di tre elementi: manto nevoso, azzerato già a metà giugno, acqua presente nei bacini idroelettrici, e livello dei laghi naturali come Sebino, Garda e Como) ha registrato un’ulteriore diminuzione rispetto alle misurazioni del 12 luglio: in una settimana, le scorte sono diminuite di un ulteriore 9,5%, scendendo da 974 milioni di metri cubi a 881 milioni di metri cubi.

La riunione

Vero è che l’ultimo valore registrato è migliore rispetto a quello del 21 luglio 2022 (l’anno della grande siccità): 635 milioni di metri cubi, ma c’è poco spazio per l’ottimismo. Le previsioni del tempo indicano l’arrivo di altre giornate con temperature torride che spingeranno i consumi mandando in ulteriore sofferenza il sistema idrico regionale: per questo motivo, mercoledì 29 luglio in Regione si riunirà nuovamente, per la settimana volta, il Tavolo sulle risorse idriche convocato dallo stesso Beduschi e dal suo collega di Giunta Massimo Sertori.

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I temporali sono molto concentrati, sia per intensità che per localizzazione, e questo vuol dire che una perturbazione non porta pioggia in maniera uniforme su tutto un bacino idrico, ma soltanto a macchia di leopardo, e questo non consente a torrenti, valli e fiumi di accumulare significative quantità di acqua

C’è un altro indicatore che rivela quanto poco stiano incidendo le piogge delle ultime settimane: il livello del lago di Iseo ha terminato la sua discesa a metà luglio, quando è arrivato sotto lo zero idrometrico dopo che il mese prima, a metà giugno, era a 107 centimetri sopra, ma da una settimana si è come appiattito e rimane a 4, 5 o 6 centimetri sotto lo zero idrometrico. Questo vuol dire che le piogge sono abbondanti soltanto apparentemente: i temporali invece sono molto concentrati, sia per intensità che per localizzazione, e questo vuol dire che una perturbazione non porta pioggia in maniera uniforme su tutto un bacino idrico, ma soltanto a macchia di leopardo, e questo non consente a torrenti, valli e fiumi di accumulare significative quantità di acqua.

«Il problema di oggi – ricorda spesso Mario Reduzzi, direttore del Consorzio di bonifica della media pianura bergamasca – è che non riusciamo a “bacinizzare” l’acqua piovana: servono vasche di accumulo per raccogliere l’acqua quando piove in maniera violenta e per rilasciarla quando c’è siccità. Purtroppo vediamo che i tempi sono molto lunghi e conseguentemente aumentano i costi delle opere già progettate».

Sul fronte dell’irrigazione ai campi di pianura, la situazione attuale di deficit si avvicina quindi a quella dell’anno critico 2022 ma con una sostanziale differenza: «I volumi finora erogati a sostegno dell’agricoltura e del primo raccolto – spiega con una nota Anbi Lombardia, l’associazione che riunisce i consorzi irrigui regionali – risultano superiori del 30% rispetto al medesimo periodo di quattro anni fa». Per il mese di agosto si punta a continuare con l’oculata gestione della risorsa idrica fin qui adottata, nella consapevolezza che solo piogge persistenti e non violente risolverebbero le difficoltà di queste settimane.

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