Tari: Bergamo 13esima città meno cara, ma dal 2020 tassa salita dell’11%

IL REPORT. Nel 2025 in città spesa di 230 euro, la media nazionale è di 350 euro. Il sindacato: «Si sostengano le famiglie». Il Comune: «Impegno per l’equità».

Il trend fa registrare una costante crescita, ma Bergamo resta comunque una delle città meno care per quanto riguarda la Tari, la tassa sui rifiuti, e si classifica al 13o posto su 109, tra i capoluoghi di provincia più economici, come certifica il recente studio del Servizio stato sociale, politiche fiscali e previdenziali e immigrazione della Uil, in merito al carico fiscale della Tari sui contribuenti italiani dal 2020 a oggi.

Le cifre

Stando al report nazionale del sindacato, riferito a un nucleo composto da quattro componenti con una abitazione di 80 metri quadri e con i costi rilevati che sono comprensivi di Iva, tributo provinciale ambientale e delle componenti perequative Arera, la Tari bergamasca nel 2025 equivale a 230 euro, in aumento del 5,4% rispetto al 2024, quando valeva 218 euro. Negli ultimi cinque anni, partendo dal dato Tari di 207 euro del 2020, il «balzo» è del +11%. Nonostante i rincari, Bergamo si conferma comunque tra le realtà virtuose e meno care, visto che la media nazionale, per la Tari 2025, è di 350 euro, con un +3,7% sul 2024. «Bergamo registra fortunatamente un dato ancora contenuto, rispetto ad altri capoluoghi di provincia, al netto del lieve incremento che riflette il caro-smaltimento», analizza Pasquale Papaianni, coordinatore confederale territoriale della Uil di Bergamo.

La Tari bergamasca nel 2025 equivale a 230 euro, in aumento del 5,4% rispetto al 2024, quando valeva 218 euro. Negli ultimi cinque anni, partendo dal dato Tari di 207 euro del 2020, il «balzo» è del +11%

Da Palazzo Frizzoni arriva il commento del vicesindaco e assessore al Bilancio, Sergio Gandi: «Questo report, che ci vede tra le prima città d’Italia, smentisce per l’ennesima volta le polemiche sollevate da qualcuno secondo cui la nostra amministrazione continuerebbe a mettere le mani delle tasche dei cittadini, senza alcun limite – commenta –. Il nostro impegno, in collaborazione con l’assessorato all’Ecologia, è volto a garantire un servizio buono ed equo, venendo incontro alle famiglie e ai cittadini. L’aumento in cinque anni è stato al di sotto del tasso d’inflazione».

Il quadro nei grandi Comuni

A Romano di Lombardia la Tari è diminuita del 5,8%, a Dalmine del 4,9% e a Treviglio del 2,7%, mentre a Seriate è rimasta pressoché uguale

Nella Bergamasca, prosegue il report, i Comuni fino a 20mila abitanti fanno registrare risultati incoraggianti tra 2023 e 2025. A Romano di Lombardia la Tari è diminuita del 5,8%, a Dalmine del 4,9% e a Treviglio del 2,7%, mentre a Seriate è rimasta pressoché uguale, con una crescita quasi impercettibile, del 0,3%. «Il nostro studio è mosso da uno spirito costruttivo – prosegue Papaianni – perché questi dati consentono soprattutto alle famiglie di effettuare una valutazione delle condizioni abitative e dei relativi costi nelle principali città. I numeri rappresentano uno strumento fondamentale per l’azione politica, in particolare nella pianificazione di grandi impianti, come quelli logistici, affinché non si scambi la nascita di nuovi insediamenti con interventi marginali come la realizzazione di una rotonda, ma si punti invece a una politica abitativa strutturata, per favorire famiglie e cittadini, aumentando l’attrattività dei territorio, per esempio con un sostegno al pagamento della Tari. Questa politica dovrebbe muoversi in modo coordinato e sovracomunale con una strategia di insediamento produttivo per incidere positivamente anche sulle condizioni economiche dei cittadini e sul miglioramento complessivo della qualità della vita».

A livello nazionale, la città più economica del 2025 è La Spezia, con una tassa di 180 euro, mentre la più costosa Genova, a quota 518

A livello nazionale, la città più economica del 2025 è La Spezia, con una tassa di 180 euro, mentre la più costosa Genova, a quota 518. «Da anni famiglie e lavoratori subiscono un aumento costante della Tari, senza un corrispondente miglioramento della qualità del servizio, mentre il sistema continua a non garantire né sostenibilità ambientale né giustizia sociale – commenta il segretario confederale Uil, Santo Biondo –. Servono politiche industriali e ambientali serie, investimenti pubblici in impianti moderni, rafforzamento dei servizi pubblici locali e tutela dell’occupazione e delle condizioni di lavoro».

© RIPRODUZIONE RISERVATA