Tentato rapimento a Bergamo: «L’uomo l’ha presa per le gambe sollevandola, io l’ho tenuta per il tronco. Matteo l’ha bloccato»

AL SUPERMERCATO. Il racconto della mamma della bimba di un anno e mezzo afferrata da un 47enne mentre usciva dall’Esselunga con i genitori. La sindaca: «Fatto di estrema gravità, aumentano le situazioni di disagio».

La loro bimba di un anno e mezzo dovrà tenere il gesso per un mese e lo spavento è stato grande, per lei e per i suoi genitori. Ma domenica 15 febbraio giocava a casa e sembrava aver superato il trauma. Mamma Laura e papà Matteo, lei 44 anni e lui 50, residenti in città, hanno vissuto sabato 14, all’uscita dall’Esselunga di via Corridoni, l’incubo di ogni genitore: una figlia strappata dalle mani della mamma da uno sconosciuto, a che scopo lo potrà dire solo il 47enne romeno che è stato arrestato per tentato sequestro di persona aggravato dall’età della vittima e lesioni aggravate, visto che prendendola per la gamba destra le ha provocato la frattura di un femore.

«Stavo uscendo con la bimba mano nella mano quando quello sconosciuto l’ha presa per le gambe, sollevandola e facendola roteare»

Lunedì 16 febbraio il pm Giulia Angeleri chiederà la convalida del provvedimento. L’uomo, senza fissa dimora e incensurato, non parla italiano e non si sa da quanto tempo fosse in città. Non risulta essere in cura per problemi psichiatrici, ma gli accertamenti sono in corso. È assistito dall’avvocato Erika Pasinetti che approfondirà questo aspetto, anche perché su quello che è successo c’è un video che lascia poco spazio a dubbi o interpretazioni.

Il racconto dei genitori

«Quell’uomo è stato immobilizzato dal mio compagno e da un cliente dell’Esselunga – spiega la mamma –. Stavo uscendo con la bimba mano nella mano quando quello sconosciuto l’ha presa per le gambe, sollevandola e facendola roteare. Io sono riuscita a tenerla per il tronco senza mai lasciarla e ho chiesto aiuto. Quando è stato bloccato, io sono caduta a terra con addosso la bimba che non ha battuto la testa ma si è messa a piangere ininterrottamente». «Mi sono reso conto dell’istinto di sopravvivenza quando si vede in pericolo la propria figlia. A quel punto non pensi, intervieni, fai – ha raccontato papà Matteo al Tg1, ringraziando quanti sono intervenuti – è stata una frazione di secondo, il supermercato era pienissimo e non ti aspetti assolutamente una cosa del genere. Per me quell’uomo si stava semplicemente accovacciando per legarsi i lacci delle scarpe, invece ha preso la bambina sollevandola verso l’alto». La guardia addetta alla sicurezza del supermercato e altri clienti si sono gettati sul 47enne, poi arrestato dalle Volanti della questura. Madre e figlia sono state visitate al pronto soccorso e le radiografie hanno riscontrato la frattura del femore alla piccola. «L’episodio è sicuramente molto grave, ma ha messo in luce un sistema che ha funzionato in termini di sicurezza – ha commentato il dirigente della Squadra Mobile Marco Cadeddu – evidenziando in primis le tante persone che vi hanno assistito e che sono intervenute a difesa della bambina e della madre, poi un intervento immediato anche da parte della Polizia e dell’autorità giudiziaria che ha permesso di arrestare l’uomo. L’episodio mi ha colpito anche personalmente, sia perché era coinvolta una bambini sia perché parlando con i genitori ho capito l’impatto emotivo molto forte che hanno subito».

«Fatto di estrema gravità»

«È un fatto di estrema gravità quello avvenuto sabato, all’ingresso del supermercato di via Corridoni dove, grazie all’intervento della vigilanza dello stesso store e dei cittadini, si è potuto sventare il tentativo di rapimento di una bambina, bloccare il responsabile e consegnarlo alla Polizia – ha dichiarato la prima cittadina Elena Carnevali –. Da sindaco, oltre che da mamma, voglio esprimere, a nome mio e dell’intera Amministrazione comunale, la più sincera vicinanza alla bambina ferita e alla sua famiglia, che ha vissuto momenti terribili, difficili anche solo da immaginare. È un episodio molto grave, che colpisce l’intera comunità cittadina, riferibile a un cittadino comunitario di nazionalità rumena, quindi col diritto di libera circolazione sul territorio europeo, non residente a Bergamo. Dopo il trasferimento in carcere, confido pienamente nel lavoro della questura e nelle decisioni che la magistratura vorrà assumere, affinché siano adottati tutti i provvedimenti, anche di verifica psichiatrica, necessari a evitare il rischio di reiterazione del reato. Questo episodio si inserisce in un contesto più ampio in cui registriamo, come in molti territori bergamaschi e nella nostra città, un aumento delle situazioni di fragilità e disagio sociale, che non possono però tradursi in reati. È una situazione che riguarda l’intero Paese, in cui le molte amministrazioni locali non possono essere lasciate sole ad affrontare fenomeni così complessi».

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