Cronaca / Bergamo Città
Sabato 10 Gennaio 2026
Una vita spesa nell’attenzione verso l’altro: addio ad Albino Fascendini, padre del 118
IL LUTTO. Neurologo e neurochirurgo, svolse l’intera carriera professionale agli Ospedali Riuniti. La bioetica fu uno dei suo tanti interessi. Contribuì a fondare il Cesvi e l’Hospice della Palazzolo.
Una vita lunga e densa di esperienze, marcate tutte da un filo comune: l’attenzione alla cura dell’altro. Si è spento venerdì 9 gennaio Albino Fascendini, 88 anni, noto neurologo e neurochirurgo degli Ospedali Riuniti, fondatore del 118 a Bergamo e consigliere comunale negli anni del sindaco Vicentini. Affetto da oltre un decennio da Alzheimer, lascia la moglie Rosangela Valenti, le tre amate figlie Anna, Micol e Sara e i tanti nipoti. A tratteggiarne il ricordo è proprio la figlia Sara, che dal padre ha ereditato la passione per la medicina e oggi è direttrice del Centro di eccellenza per l’Alzheimer di Ferb onlus a Gazzaniga. «Ironia della sorte - dice Sara -. Ma papà è stata una grande persona in vita e l’ha dimostrato anche nella malattia. Sebbene con qualche fatica, se n’è andato serenamente, proprio come ha vissuto. È sempre stato un papà molto presente e un papà maestro. Noi sorelle abbiamo seguito le sue orme».
«Papà è stata una grande persona in vita e l’ha dimostrato anche nella malattia. Sebbene con qualche fatica, se n’è andato serenamente, proprio come ha vissuto. È sempre stato un papà molto presente e un papà maestro. Noi sorelle abbiamo seguito le sue orme»
Per «le sue donne», come amava definirle con affetto, è stato un punto di riferimento. Nato nel 1937 a Verceia, in Valtellina, era il primo di sette figli in una famiglia dalle umili origini contadine. «Ha sempre amato lo studio e dopo le scuole superiori al Seminario Vescovile di Como si è iscritto a Medicina a Milano - ricorda Sara -. Nei suoi primi anni ha lavorato come neurologo a Sondrio per poi spostarsi a Bergamo, dove ha vissuto in Santa Lucia sino al 1999 e da lì in avanti in Borgo San Leonardo, a due passi da piazza Pontida. Ha lavorato per l’intera carriera agli Ospedali Riuniti. Aveva due specializzazioni, in Neurologia e Neurochirurgia. Ma si è sempre interessato anche ad altri temi. La bioetica è stata il suo pallino, l’ha messa in tutte le sue esperienze professionali. È stato anche membro del Comitato di Bioetica degli Ospedali Riuniti».
Tra i fondatori di FamigliAperta e Cesvi
Nella sua vita però l’impegno si è esteso anche alla sfera sociale, coltivata sempre insieme alla moglie Rosangela, con cui fondò in particolare l’associazione FamigliAperta, dedicata agli affidi familiari. Fu inoltre tra i fondatori del Cesvi, attraverso il quale partecipò a numerose missioni. Tra i viaggi anche quelli per la cooperazione internazionale per conto del Ministero degli Affari esteri. «Intorno agli anni Novanta si mise in aspettativa dall’ospedale per prendere parte a diverse missioni sanitarie - aggiunge Sara -. Ricordo quelle in Sudafrica e in America Latina a El Salvador del 1988. Quest’ultima fu la più lunga, durò due anni. Poi, una volta rientrato, aprì il 118 agli Ospedali Riuniti».
L’esperienza all’estero e il 118
È questo uno dei grandi meriti per il quale viene ricordato Albino Fascendini, insieme all’apertura, dopo la pensione, dell’Hospice dell’Istituto Palazzolo delle Suore delle Poverelle. «L’attività del 118 a Bergamo partì nel novembre 1993, un anno dopo il decreto del Presidente della Repubblica del 1992 che sanciva l’istituzione delle centrali operative, grazie a un lavoro organizzativo coordinato da Albino Fascendini - spiega Oliviero Valoti, già direttore del 118 -. Fu una sfida culturale, Albino dovette affrontare le resistenze delle associazioni di volontariato del soccorso. Il decreto infatti introduceva una rivoluzione nel concetto di soccorso, che passava dal trasporto diretto del paziente in ospedale alla sua stabilizzazione sul territorio portando all’esterno un pezzo dell’ospedale». Il suo pensiero per Fascendini è affettuoso. «Gli ero molto affezionato. Non era solo un professionista molto preparato nel soccorso sanitario sul territorio, ma anche una persona estremamente equilibrata e posata». I funerali si terranno sabato pomeriggio, alle 15, al Tempio Votivo di Santa Lucia.
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