Via l’Imu alle botteghe di montagna: niente imposta per i centri sotto i 500 abitanti

Lo prevede la manovra 2022. Mazzoleni (Uncem): buon segnale. Nel disegno di Legge di bilancio un fondo per la montagna da 100 milioni più 200 dal 2023. Ora è di 10 milioni.

I territori montani e i piccoli comuni italiani non saranno lasciati indietro: per loro 100 milioni di euro per l’anno 2022 e 200 milioni dal 2023, altri 200 milioni per la manutenzione straordinaria delle strade comunali, dei marciapiedi e dell’arredo urbano dei Comuni e, per i negozi e gli artigiani che operano o decidono di trasferirsi nei paesi sotto i 500 abitanti, niente Imu per due anni. È questo uno dei messaggi positivi che emergono dal Disegno di Legge di bilancio 2022 diramato ieri dal Governo. A puntare il faro sull’attenzione riposta nel testo di legge ai territori più marginali è Uncem (l’Unione nazionale comuni comunità enti montani), che si dice soddisfatta delle modifiche inserite nel testo diramato ieri rispetto a quanto previsto precedentemente.

Cosa prevede la bozza? «Rispetto alle anticipazioni di settimana scorsa – dichiara Alberto Mazzoleni, membro della giunta nazionale Uncem –, sulle quali anche noi, come Uncem, eravamo intervenuti, chiedendo ad esempio il prolungamento di tutti i bonus edilizi (richiesta accolta), questo testo contiene specifiche che riguardando la montagna e i piccoli comuni che sono ben gradite. Solo il fatto, ad esempio, che siano stanziati fondi significativi per questi territori, o quanto meno che ci abbiamo pensato, è una buona cosa. Questo vuol dire che l’azione fatta nei giorni scorsi come Uncem, ma anche da Anci e dalle associazioni di categoria, ha fatto capire quali sono le azioni fondamentali da fare per il prosieguo della nostra economia».

Quattro, in particolare, gli articoli contenuti nel Disegno di Legge di cui Uncem si dice soddisfatta. L’articolo 107, inerente la valorizzazione dei piccoli borghi e delle aree interne, in cui viene definito che «al fine di favorire lo sviluppo turistico e di contrastare la desertificazione commerciale e l’abbandono dei territori, gli esercenti l’attività di commercio al dettaglio e gli artigiani che iniziano, proseguono o trasferiscono la propria attività in un comune con popolazione fino a 500 abitanti delle aree interne, possono beneficiare, per gli anni 2022 e 2023, dell’esenzione dall’imposta municipale propria per gli immobili siti nei predetti Comuni, posseduti e utilizzati per l’esercizio dell’attività economica».

«Aiuti concreti»

Si tratta di «un’agevolazione concreta – spiega Mazzoleni – per aiutare a far tornare famiglie e attività nei piccoli comuni. Così come utile è il fondo di 200 milioni di euro stanziato per il 2022 per la manutenzione straordinaria delle strade comunali, dei marciapiedi e dell’arredo urbano dei Comuni». Mazzoleni plaude anche al fondo forestale, «per un totale di 30 milioni di euro per il 2022 e 30 per il 2023 e di 40 milioni a decorrere dal 2024».

Così come importante per la montagna è il «Fondo per lo sviluppo delle montagne italiane» previsto dell’articolo 150, con una dotazione di 100 milioni di euro per l’anno 2022 e 200 milioni di euro a decorrere dall’anno 2023». Che è lievitato, due volte: attualmente la dotazione è di 10 milioni, inoltre «per questo fondo – conclude Mazzoleni – ci avevano promesso 100 milioni e addirittura dal 2023 sono raddoppiati. Siamo quindi soddisfatti. Serve ancora più coraggio, ma come inizio questo è certamente un buon segnale».

Il testo dovrà essere approvato dal Parlamento entro il 31 dicembre, per entrare in vigore il 1° gennaio 2022.

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