Zone 30 più estese in sei quartieri: coinvolte 115 strade
PALAZZO FRIZZONI. Primi interventi a marzo, interessate anche alcune vie del centro. Saranno coperti altri 21 chilometri. Berlanda: «Obiettivo raggiunto, interventi caso per caso».
Via per via, quartiere per quartiere, il Comune si prepara ad allargare la rete delle Zone 30 in città. Succederà da questa primavera, quando il limite di velocità verrà abbassato a 30 chilometri orari in sei quartieri della città, comprese alcune arterie del centro città e rioni come Borgo Santa Caterina, Borgo Palazzo, Malpensata, San Tomaso e Colognola. Procede quindi come annunciato il piano di estensione delle aree a trenta all’ora di Palafrizzoni, che in questi giorni ha aggiornato la mappa delle strade interessate arrivando alla versione definitiva. Da via Borgo Palazzo a via Pignolo, da via Santa Caterina a via per Azzano San Paolo, da via Tasso a via San Francesco d’Assisi, da via San Bernardino a via San Giovanni Bosco, e ancora arterie minori: via Pitentino, via Fornoni, via Furietti, via Elba, via Galli, via Muzio, via Pascoli e via dei Celestini, tanto per dirne alcune.
Sono 115 le strade interessate - fra vie, piazze e vicoli per un totale di 21 chilometri - in cui entrerà in vigore la misura per la moderazione del traffico veicolare, i cui obiettivi principali sono da sempre l’aumento della sicurezza stradale, la riduzione dell’inquinamento e in generale una maggiore convivenza nello spazio urbano fra pedoni, ciclisti e mezzi privati. Non una novità a dire il vero, dal momento che l’amministrazione Carnevali aveva presentato il programma di ampliamento delle Zone 30 già negli scorsi mesi durante la Settimana Europea della Mobilità. E il piano, in realtà, è ancora più ampio di quello che partirà da marzo, di cui rappresenta la prima di due fasi.
Le strade che entro l’anno saranno a Zona 30 sono 115. Gli obiettivi principali sono l’aumento della sicurezza stradale, la riduzione dell’inquinamento e in generale una maggiore convivenza nello spazio urbano fra pedoni, ciclisti e mezzi privati
Il traguardo fissato dalla Giunta era infatti quello di realizzare una prima tranche di Zone 30 tra la fine del 2025 e l’inizio del 2026 con l’istituzione proprio del pacchetto da 13 distretti di cui qui si parla, completato da un secondo step entro la fine del 2026 con la creazione di altre 18 zone. Per vederle tutte attive ci vorrà ancora qualche mese, ma intanto il Comune procederà con l’istituzione formale. «Entro marzo verranno adottate la serie di ordinanze, specifiche strada per strada, che prevederanno l’istituzione delle prime 13 Zone 30. Saranno poi realizzate nei mesi successivi con la predisposizione della segnaletica e dei cartelli a cura di Atb», spiega l’assessore alla Mobilità, Marco Berlanda.
Con il progetto di implementazione, Bergamo si avvicina così sempre di più al modello della «Città 30» che proprio recentemente è stato definito dalla Commissione Europea come la misura «con maggior impatto per ridurre le morti stradali» nelle aree urbane.
La rete viaria cittadina, dopo gli interventi in programma, passerà dal 73% di strade con limite a 30 km/h del 2025 a circa l’88%, pari a circa 196 chilometri “trentizzabili”. Restano esclusi ovviamente i principali assi del traffico di competenza statale o provinciale e i tratti comunali dove non è possibile per ragioni tecniche scendere sotto il limite di 50 km/h.
L’allineamento della Città dei Mille al quadro di Città a 30 all’ora tuttavia si differenzia da casi eclatanti come quello di Bologna, dove il Tar dell’Emilia Romagna ha annullato il provvedimento della Città 30 spiegando che il Comune non avrebbe dovuto abbassare il limite di velocità con un’ordinanza generalizzata a tutte le strade ma motivare la decisione strada per strada. Una questione non di merito, ma di metodo, che Bergamo ha recepito da subito. «La scelta che è stata adottata in questi anni - spiega l’assessore Berlanda - è stata quella di istituire le Zone 30 una per una con motivazioni e ordinanze specifiche. Quello della Città a 30 all’ora resta l’obiettivo generale, ma attuandolo caso per caso». Bergamo insomma sceglie un modello di città più sicura e sostenibile. E non solo per mezzo delle Zone 30, ma anche con un’altra serie di azioni per contenere ulteriormente il rischio di incidentalità.
Nuovi strumenti di prevenzione
L’amministrazione è al lavoro a tal proposito per predisporre anche un’altra carta, ovvero quella per la collocazione di nuovi strumenti di prevenzione e dissuasione: su tutti cuscini berlinesi, «speed check» - ossia i pannelli elettronici per il rilevamento istantaneo della velocità su strada, la cui azione non è sanzionatoria ma mira a indurre gli automobilisti a maggiore prudenza - e infine i «noise check», vale a dire le colonnine per il rilevamento del rumore, rivolte soprattutto alle moto. «Sono soluzioni poco costose e non risolutive, ma le prassi - conclude Berlanda - dimostrano che sono strumenti sicuramente utili ed efficaci».
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