Presentati i Bergamo Animation Days: «Progetto in crescita anno dopo anno»

L’APPUNTAMENTO. Dal 14 al 16 maggio negli spazi dell’ex chiesa di Sant’Agostino la tre giorni dedicata al mondo dell’animazione.

Bergamo

«Bad nasce con un’idea molto precisa: mostrare cosa c’è dietro l’animazione». Queste le parole con cui il direttore artistico Andrea Bozzetto ha descritto, durante il suo intervento di questa mattina a Palazzo Frizzoni, il Bad - acronimo di Bergamo Animation Days - ovvero la tre giorni dedicata al mondo dell’animazione che si terrà dal 14 al 16 maggio negli spazi dell’ex chiesa di Sant’Agostino.

«Bad continua a crescere»

«Bad arriva alla quinta edizione - ha proseguito Bozzetto - e continua a crescere. Fin dall’inizio abbiamo costruito una rete di collaborazioni fondamentali con il Comune di Bergamo, l’Università e tutte le realtà che hanno creduto nel progetto e ci permettono di farlo crescere anno dopo anno». Nel corso del suo intervento Bozzetto ha voluto introdurre le novità di Bad 2026: «Quest’anno allarghiamo lo sguardo anche al mondo dei videogiochi, che è strettamente legato all’animazione. Ospiteremo uno studio indipendente che racconterà il proprio percorso creativo e produttivo. Tra le novità c’è la Bad Academy: tre giorni di lavoro durante i quali i ragazzi impareranno a sviluppare e presentare un progetto come avviene realmente nel settore. Le migliori idee saranno presentate davanti a professionisti e produttori».

Bozzetto ha concluso il suo intervento annunciando che Bad assegnerà un premio a John Nevarez, storyboard artist e concept artist che ha collaborato con Pixar e altri importanti studi internazionali e al comico Lillo, grande appassionato di animazione, che sarà protagonista di una masterclass dedicata all’umorismo insieme a Bruno Bozzetto, quest’ultimo presente in sala durante la conferenza.

«Valore aggiunto per la città»

La parola è stata poi lasciata al vicesindaco di Bergamo e assessore alla cultura Sergio Gandi, che ha voluto sottolineare l’importanza di Bad per la comunità bergamasca. «Questo festival - ha spiegato - ha avuto una bellissima evoluzione perché riesce a fare molte cose insieme: valorizza il mondo dell’animazione, crea occasioni formative per i giovani e avvicina il pubblico a un settore spesso poco conosciuto. È importante sostenere iniziative che coinvolgono i giovani professionisti e offrono occasioni di crescita e networking. Qui si crea un contatto diretto tra chi vuole intraprendere questo mestiere e chi già lavora nel settore. Per la città è un valore aggiunto avere un festival internazionale capace di attirare professionisti, pubblico e famiglie, contribuendo anche alla crescita culturale di Bergamo».

«Un’opportunità per i giovani»

È stata poi Simona Bonaldi, vicepresidente fondazione della comunità bergamasca, ad intervenire al microfono, definendosi affascinata dal Bad «per la sua capacità divulgativa ed educativa». Bonaldi ha posto l’accento sui Bergamo Animation Days come eccellenza culturale in grado di valorizzare il territorio bergamasco mantenendo allo stesso tempo una forte dimensione internazionale «La cultura - ha dichiarato Bonaldi - non è soltanto intrattenimento: è formazione, orientamento e anche lavoro. Manifestazioni come questa dimostrano quanto il settore culturale possa creare opportunità professionali per i giovani».

«Solida collaborazione con l’Università»

Infine, in rappresentanza dell’Università di Bergamo, è stato il professor Fabio Cleto ad intervenire, ribadendo la solidità della collaborazione tra l’Ateneo e il festival e sottolineando come questa sia diventata negli anni sempre più importante, perché «in grado di offrire agli studenti un confronto diretto con il mondo reale delle professioni creative e della comunicazione». Cleto ha inoltre definito il tema del Bad 2026, ovvero quello del «dietro le quinte» particolarmente significativo. «Senza il lavoro invisibile che sta dietro alla produzione culturale - ha concluso Cleto - non esisterebbe lo spettacolo finale. Allo stesso modo l’università, come il mondo dell’animazione, vive di lavoro dietro le quinte: ricerca, formazione, crescita personale. Sono processi fondamentali per costruire cittadini consapevoli e professionisti preparati».

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