L’autunno del Governo col fantasma elettorale
ITALIA. Quando l’autunno politico entrerà nel vivo, la battaglia tra destra e sinistra sul caso Ranucci si ricorderà come una delle solite scaramucce legate alla tv di Stato.
Lettura 2 min.E il motivo è che i problemi da affrontare, da Palazzo Chigi al ministero dell’Economia a via XX Settembre, a Palazzo Baracchini sede del ministro della Difesa, saranno ben più seri. Per cominciare il 1 settembre scadrà il termine per la presentazione degli emendamenti dei senatori alla tanto discussa nuova legge elettorale.
Scritta inizialmente per garantire alla destra vincente una maggioranza parlamentare inattaccabile anche nella prossima legislatura, si va diffondendo sempre di più la domanda se lo strumento non finisca per rivelarsi un boomerang regalando alla sinistra, in leggero vantaggio nonostante le lotte interne, una facile vittoria (quindi con premio di maggioranza) la cui unica alternativa per il centrodestra sarebbe l’alleanza-cappio al collo con Vannacci.
L’avanzata delle destre
Certo nel 2027 è verosimile che le destre-destre tipo Vannacci vinceranno un po’ dappertutto in Europa, per cui sarebbe difficile pensare ad un isolamento italiano rispetto alla Germania dominata dal’AfD primo partito, ad una Francia guidata da Marine Le Pen e ad una Spagna che con Ceuta ha già archiviato Sanchez.
Però lo scorno per Meloni sarebbe pesante, anche perché allearsi con Vannacci (oggi intorno all’8 per cento) farebbe fuggire i voti moderati di centro dissanguando una Forza Italia già preda di una lotta interna pari solo a quella nella Lega contro Salvini. Quindi il primo problema di Giorgia Meloni è non cadere in una trappola costruita con le proprie mani.
All’orizzonte la Finanziaria
Secondo step fondamentale per le elezioni: con l’autunno si comincia a discutere di legge di bilancio per il 2027, cioè per l’anno elettorale. Finora le finanziarie sono state scritte «col braccino corto» cercando di mettere da parte risorse utili nell’anno in cui ci saranno le elezioni.
Ma il vento spira al contrario, bisogna far fronte in maniera strutturale ai rincari dell’energia (si aspetta un boom delle bollette autunnali) e dei beni alimentari ( +3%) che scontano i costi della crisi climatica, delle guerre (fertilizzanti aumentati ai livelli del 2022), della rete di distribuzione su strada. Le famiglie italiane pagheranno un tributo a questa crisi dalle molte facce e il governo non ha le risorse sufficienti per correre ai ripari in tempo utile.
L’aiuto all’Ucraina
Terzo, le armi a Kiev. All’ultima riunione dei Volenterosi Meloni è sgusciata via promettendo impianti elettrogeni (per quanto fondamentali nell’Ucraina bombardata), ma presto bisognerà predisporre un altro pacchetto di aiuti in armi a Zelensky.
Meloni dovrà passare sopra le riserve di Salvini ma anche gli attacchi da parte di Vannacci che con i suoi slogan populisti dal sapore antico («più grano e meno cannoni agli ucraini») cercherà altri voti di pacifisti filo-russi o comunque indifferenti a quel che succede a Kiev. Mandare armi in segreto in Ucraina non è una strada percorribile a lungo.
Gli equilibri nel centrodestra e le elezioni
Conclusione. In questi giorni in cui Salvini e Tajani litigano sul prelievo a carico degli extra-profitti di banche, assicurazioni e società energetiche, non si assiste al clima migliore nel governo per pensare a come affrontare quelli che un tempo Tremonti, da ministro dell’Economia, chiamava «i mostri che vengono fuori uno dopo l’altro».
E quindi sarà necessario da parte di Giorgia Meloni un esercizio molto energico della leadership. Pare che sul voto che, dopo il Senato, ci sarà ancora alla Camera sulla legge elettorale la premier abbia avvertito tutti: se il testo salta ancora una volta per i franchi tiratori, la legislatura chiude e si va subito a votare. E forse per lei non sarebbe una cattiva idea.
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