Quei «soggetti inediti» e la linea del governo

GLI SCONTRI IN PIAZZA. Tutto sta in quelle due parole del Presidente della Repubblica nel comunicato in cui dà la solidarietà «piena» alle forze dell’ordine per le violenze («inaccettabili») da parte di «soggetti inediti».

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Che poi sarebbero quelli su cui stanno concentrando l’attenzione nelle stanze del governo, a Palazzo Chigi, al Viminale e a via Arenula: di questo si è largamente parlato nel vertice di ieri mattina convocato d’urgenza da Meloni e la discussione continuerà oggi in un consiglio dei ministri destinato o a produrre un nuovo decreto sicurezza o ad aggiornare e arricchire quelli già varati.

È pensando a loro che Piantedosi e soprattutto Salvini cercano di delineare nuove figure di reato per un sostanziale avvicinamento dei minorenni, quanto a responsabilità penale, a chi ha la maggiore età

I «soggetti» sono «inediti» non solo per la ragione che si presentano in piazza mascherati con passamontagna e cappuccio delle felpe, ma soprattutto perché sono minorenni. Moltissimi di quelli fermati e portati in questura a Milano erano dei ragazzini anche di dodici anni. È pensando a loro che Piantedosi e soprattutto Salvini cercano di delineare nuove figure di reato per un sostanziale avvicinamento dei minorenni, quanto a responsabilità penale, a chi ha la maggiore età. Ai minorenni infatti si pensa per allargare il fermo preventivo di 24 ore o per l’arresto in flagranza differita, anche se le norme possono riscontrare, oltre alle difficoltà tecniche, margini non indifferenti di incostituzionalità.

In questo lavorio dei ministri, dicevamo, si sta distinguendo Matteo Salvini che rivendica alla Lega proposte per mandare l’esercito su piazza (rafforzamento di «Strade Sicure» con 500 soldati), per l’arresto obbligatorio in caso di reato di devastazione o di lesioni a pubblico ufficiale con procedibilità d’ufficio e pene sino a 5 anni. Salvini sta in qualche modo recuperando spazio sulla destra di Vannacci coi suoi cavalli di battaglia sui migranti illegali e i maranza e si propone come il più intransigente tra gli alleati di governo. Del resto la sua vecchia idea di tornare al Viminale non si è mai spenta; oltretutto in questo momento il suo successore Piantedosi, un tecnico fin qui unanimemente stimato, deve affrontare le critiche dell’opposizioni che lo accusano di non aver previsto ciò che stava per accadere a Milano, a Bologna, a Torino e di non aver dispiegato forze dell’ordine sufficienti per fronteggiare i saccheggiatori dei negozi e i devastatori delle città. Critiche cui Piantedosi ha risposto in maniera anche un po’ piccata.

È tutto il governo che vuole mandare un messaggio di fermezza al Paese, a cominciare da Giorgia Meloni alla quale non deve essere sfuggito il grande spazio che le televisioni russe, chiaramente su input del Cremlino, hanno dato ai disordini di Milano. Immagini commentate da Alexander Dugin come una riprova del fallimento personale della premier. Vedremo però oggi se uscirà il decreto di cui si parla che però, prima di vedere la luce, dovrà sostenere il confronto con il Quirinale sul tema del rispetto della Costituzione soprattutto laddove si toccano i minorenni, appunto i cosiddetti «soggetti inediti» della violenza.

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