Aggredita a Ponteranica, sabato l’interrogatorio del 37enne per la convalida d’arresto

IL CASO. Il racconto della giovane assalita in casa da un 37enne straniero: «Ancora scossa». La sindaca: «La comunità le è vicina». Sabato 20 giugno l’interrogatorio per la convalida dell’arresto dell’uomo.

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Mentre la sua storia ha fatto il giro di Italia in poche ore, alla ribalta delle cronache nazionali, la notizia più bella la dà direttamente lei, a un manipolo di pochi cronisti locali incontrati fuori dalla sua abitazione, in via Valbona a Ponteranica. «Sono riuscita a dormire un po’, sto bene, ma sono ancora molto provata e scossa dalla violenta aggressione che ho subito», ha raccontato la ragazza di 23 anni, all’indomani dell’episodio che ha scosso l’intera comunità di Ponteranica e non solo.

Nel pomeriggio di giovedì, la ragazza era stata aggredita da un uomo - un 37enne richiedente asilo di origine tunisina - che, dopo essersi aggirato sospettosamente in zona e aver fatto irruzione nell’abitazione probabilmente con l’intento di rubare, ha cercato di violentare la giovane, salvata solo dal provvidenziale intervento dei vicini.

L’arresto

L’aggressore è stato quindi bloccato al termine di una concitata colluttazione e affidato ai carabinieri della compagnia di Zogno: arrestato per violenza sessuale (avrebbe toccato parti intime della 23enne) e lesioni alla ragazza, lesioni e resistenza a un carabiniere, violazione di domicilio e rapina (ha strappato la collanina alla giovane), sabato mattina, assistito dall’avvocato Barbara Bruni, sarà sentito nell’interrogatorio di convalida in carcere a Bergamo.

La prognosi

«Quello che mi è successo è stato assurdo e surreale – è la testimonianza della ragazza, assistita dall’avvocato Omar Massimo Hegazi –. Ero tranquilla in casa, al primo piano da sola, e stavo per fare la doccia prima di andare all’allenamento quando ho sentito dei rumori sospetti all’ingresso e la porta scorrevole aprirsi. Insospettita, mi sono messa immediatamente un top. Sapevo che era un estraneo perché mio papà era al lavoro. Il primo istinto è stato quello di chiamarlo, dicendogli di venire subito perché qualcuno aveva forzato l’ingresso e stava salendo in casa. Fortunatamente sono riuscita a mantenere quel minimo di lucidità per fare un video al mio aggressore, mentre si avvicinava e diceva frasi incomprensibili in arabo. Il video l’ho consegnato alle forze dell’ordine».

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«Ho urlato, i vicini mi hanno sentita»

Braccata dall’uomo, la ragazza ha cercato di divincolarsi e scappare verso l’esterno, mentre lui raggiunta in giardino le ha strappato i vestiti. La 23enne ha riportato 7 giorni di prognosi per lesioni varie tra cui cuoio capelluto, gambe e collo. «Ho urlato a squarciagola, fortunatamente alcuni vicini mi hanno sentita e sono intervenuti, bloccando il mio aggressore e salvandomi dalla sua furia – prosegue la giovane –. A loro va il mio grazie più grande, sono stati provvidenziali».

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In Italia dal 2023

L’uomo, che sarebbe in Italia almeno dal 2023, è senza fissa dimora, non ha precedenti e non risulta in carico a servizi psichiatrici. Sconosciuto a Ponteranica, non è chiaro perché abbia colpito proprio lì. Stando alle prime ricostruzioni, giovedì avrebbe agito probabilmente sotto effetto di stupefacenti. Durante l’arresto ha causato lesioni a due militari della compagnia di Zogno, refertati in Pronto soccorso con un giorno di prognosi a testa.

Stando a quanto è stato possibile apprendere, l’uomo ha passato la notte tra giovedì e ieri nella cella di sicurezza della caserma di Zogno ma ad un certo punto della notte si sarebbe sentito male e così sarebbe stato portato in ospedale. Visitato e dimesso con zero giorni di prognosi è stato riportato in cella di sicurezza e poi ieri mattina trasferito in carcere. Il pm Maria Esposito ha mandato la richiesta di convalida dell’arresto al Gip Beatrice Purita.

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«Pronti ad aiutare»

Nel frattempo la comunità di Ponteranica è ancora provata dall’accaduto, stretta intorno alla giovane e alla sua famiglia. «È un fatto gravissimo, una cosa inimmaginabile per un paese come il nostro, dove non era mai successo niente del genere – commenta la sindaca Susanna Pini, che giovedì, sentite le sirene, è accorsa in via Valbona –. L’episodio ha lasciato un segno profondo a Ponteranica, ma ha anche mostrato la capacità della comunità di reagire e di non voltarsi dall’altra parte di fronte a una situazione di emergenza. Devo davvero ringraziare, a nome dell’amministrazione e di tutti, i vicini intervenuti, che hanno tutta la nostra stima. Tra loro c’erano persone di varie età, giovani e adulti, uomini e donne, anche un cittadino di origine straniera: credo che dimostrino alla perfezione la forza della nostra comunità».
«Quando succedono queste cose – aggiunge – la reazione è di disperazione, siamo tutti scossi, ma la risposta della comunità è stata immediata, nel segno della vicinanza alla giovane e alla sua famiglia». La sindaca ha voluto rivolgere anche un messaggio alla giovane e alla sua famiglia, oltre che ai ragazzi del paese: «Non bisogna lasciarsi prendere dal panico. È un evento gravissimo, ma sporadico. L’amministrazione è assolutamente disponibile a offrire supporto. Abbiamo uno sportello psicologico gratuito, a disposizione della ragazza e dei familiari qualora ne sentissero la necessità. È attivo e disponibile già da subito». .

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