All’aeroporto di Valbrembo si torna a volare. «In campo anche un team di psicologi»
LA RIPRESA. Dopo la tragedia del 1° giugno: «Abbiamo scelto un percorso graduale, con un progressivo aumento dell’attività e un monitoraggio costante».
Lettura 1 min.Il dolore resta vivo, ma all’aeroporto di Valbrembo è iniziato il delicato percorso verso la ripresa dopo la tragedia costata la vita a Daniel Taino, il 26enne istruttore di volo della provincia di Cremona morto il 1° giugno nello schianto del Cessna 152 della scuola Cantor Air durante un volo di addestramento: l’aereo - su cui viaggiava insieme ad un allievo 19enne - è precipitato in via Don Bosco, a poche centinaia di metri dalla pista e vicino alle abitazioni, dove ora è posato un mazzo di fiori.
In campo psicologi specializzati
Un primo passo, a pochi giorni dall’incidente, è stato compiuto nel pomeriggio di venerdì 5 giugno nell’hangar della scuola, dove circa 200 persone tra istruttori, allievi, tecnici e personale hanno partecipato a un incontro con un team di psicologi specializzati nel settore aeronautico: un momento dedicato all’elaborazione del trauma e alla gestione delle conseguenze emotive di un evento che ha colpito profondamente l’intera comunità della Cantor Air. «In aviazione esistono professionisti specializzati per affrontare queste situazioni – spiega il direttore della Cantor Air, Roberto Magnani –. Abbiamo attivato un servizio di supporto psicologico: per noi è stato un passaggio fondamentale. Siamo ancora scossi e continuiamo a stare vicini alla famiglia di Daniel. Nel dolore emerge anche il forte senso di comunità. Siamo una grande famiglia, qui si cresce insieme e si formano i piloti commerciali di domani. Al funerale saremo presenti con una rappresentanza molto numerosa. Il nostro pensiero va anche al giovane allievo che era a bordo con lui: continuiamo a fargli visita in ospedale».
«Percorso graduale»
La ripartenza è già iniziata, ma con grande prudenza. «Qualche volo è stato effettuato, soprattutto per gli allievi che si trovano nella fase conclusiva dell’addestramento e devono sostenere gli esami finali – prosegue Magnani –. Abbiamo scelto un percorso graduale, con un progressivo aumento dell’attività e un monitoraggio costante. È importante riprendere anche dal punto di vista psicologico, seguendo linee guida precise e nel massimo della sicurezza. Per tutti i piloti è difficile tornare a volare dopo una tragedia simile, ma Daniel, con la sua passione per il volo, avrebbe voluto che continuassimo, con rispetto e professionalità». La scuola prevede di ampliare progressivamente le attività già dalla prossima settimana, reinserendo poco alla volta tutti gli allievi fino al ritorno alla piena operatività.
Il dibattito
Intanto attorno allo scalo si riaccende il dibattito pubblico. Su Change.org sono attive due petizioni contrapposte: «Proteggere l’aeroporto di Valbrembo», nata dopo l’incidente per sostenere il futuro dell’infrastruttura, ha superato le 1.300 firme; «Rivalutazione ambientale dell’aeroporto di Valbrembo», che chiede una revisione delle autorizzazioni e delle attività dello scalo, ne ha invece raccolto oltre 900.
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