Il piacere di leggere / Bergamo Città
Martedì 17 Febbraio 2026
Oltre il frastuono globale, alla scoperta del silenzio come risorsa vitale
LA RECENSIONE. Nicoletta Polla-Mattiot, insegnante di comunicazione, è l’autrice di «Il silenzio è rivoluzione - Ascoltare il suono segreto della vita» e fondatrice dell’Accademia del silenzio. «Il silenzio è quell’istante in cui la vita cessa di essere rincorsa e semplicemente accade».
Siamo immersi quotidianamente in una realtà iperveloce e perennemente connessa, dove il rumore – digitale e sociale – occupa ogni singolo spazio della nostra vita. Occuparsi del silenzio significa perciò compiere un atto estremo e rivoluzionario, scegliendo di nuotare controcorrente rispetto al flusso anonimo e travolgente del rumore quotidiano. Nicoletta Polla-Mattiot ha dedicato la sua vita professionale al tema del silenzio: lavora dal 1988 sul linguaggio non verbale e il silenzio come strumento e tecnica di comunicazione e dal 2019 insegna Silenzio e Comunicazione ed Ecologia del silenzio all’università Iulm di Milano. Con Duccio Demetrio ha fondato nel 2010 l’Accademia del Silenzio – una scuola di pedagogia del silenzio – ed ha scritto sull’argomento diversi libri, articoli e saggi.
Un percorso affascinante
Il mese scorso è uscito per Einaudi il suo ultimo libro dal titolo «Il silenzio è rivoluzione – Ascoltare il suono segreto della vita». Con una scrittura fluida e un approccio confidenziale e spontaneo ma sempre basato sul rigore del metodo scientifico, Polla-Mattiot propone al lettore un percorso affascinante, un viaggio oggi più che mai necessario alla scoperta del silenzio come risorsa vitale, come àncora di salvezza nella vacuità del frastuono globale. E lo fa grazie a una perfetta fusione di arte, neuroscienze, filosofia e sociologia, ma anche attraverso episodi autobiografici, come l’esperienza vissuta in una camera anecoica, una stanza progettata per assorbire quasi totalmente i suoni, creando un isolamento acustico pressochè totale e completamente inesistente nella vita reale.
Produttori
di rumore
Come spiega la professoressa Polla-Mattiot, la specie umana è la più grande produttrice di rumore: l’inquinamento acustico ha ormai inaridito la varietà del panorama sonoro che ci circonda, al punto che abbiamo perso interi paesaggi acustici. Un adulto cresciuto in un ambiente urbano presta attenzione solo a suoni compresi tra i 40 e i 50 decibel, non perché non sia in grado di percepire suoni più deboli, ma perché distratto dal persistente rumore di sottofondo. Diventa perciò necessario introdurre il silenzio come pausa in questo affollamento acustico, per ottenere quello che Polla-Mattiot definisce «un buon esercizio di ecologia mentale», il necessario punto di partenza per «un futuro un po’ più vuoto di parole e un po’ più pieno di senso».
Pause fondamentali
Il silenzio è spesso visto come segno di debolezza, di malattia, di trauma, se non addirittura di morte. Il silenzio disturba, è socialmente scomodo. Il saggio di Polla-Mattiot intende ribaltare questa tesi, per permettere al lettore di avvicinarsi al silenzio senza paura e di scoprire che il silenzio è un alleato fondamentale di una buona comunicazione, una sorta di interruttore che accende e spegne il linguaggio, creando delle pause fondamentali all’ascolto. «Il silenzio denota sempre qualcosa di straordinario e fuori schema – scrive Polla-Mattiot – è un’apertura all’imprevisto, al non detto, al non conosciuto. Si colloca vicino al sublime e il sublime, per sua natura, è terrifico e perturbante. Per questo socialmente risulta scomodo».
Relazioni autentiche
Nel corso della vita ognuno di noi fa esperienza di silenzi completamente diversi - positivi, negativi, comici, paurosi, imbarazzanti – che Polla-Mattiot consiglia di memorizzare attraverso una nota scritta, un disegno, una foto, creando quella che lei definisce come una «raccolta differenziata di silenzi», una serie di piccoli racconti che possono diventare una boccata d’ossigeno in mezzo al rumore quotidiano. In un momento storico in cui ci interroghiamo sul futuro dell’uomo e del nostro pianeta, la scelta del silenzio è fondamentale per conoscere sé stessi e sviluppare relazioni autentiche. Perché, come scrive Polla-Mattiot, «il silenzio è quell’istante in cui la vita cessa di essere rincorsa e semplicemente accade».
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