In 300 a San Gervasio per l’ultimo saluto a Gabriele Cornelli: la bara portata dagli amici

Capriate Folla anche sul sagrato per il funerale del 27enne morto in seguito all’incidente con la sua Suzuki 600 sabato sera a Suisio. Ha donato gli organi. Il parroco don Ezio Rovelli: «Il vuoto del sepolcro è una promessa».

«Dobbiamo pensare che anche nelle ferite vive la vita. Il vuoto che assomiglia a quello del sepolcro è un vuoto di promessa, verso il futuro» ha detto don Ezio Rovelli, parroco di San Gervasio, durante l’omelia al funerale di Gabriele Cornelli, morto a 27 anni in seguito all’incidente stradale con la sua Suzuki 600 Gsr, sabato sera sulla Rivierasca a Suisio.

Leggi anche

Fuori dalla chiesa, venerdì 10 giugno, c’era una folla di gente, in tutto circa 300 persone, molti in piedi perché le sedie, sistemate anche all’esterno, non sono bastate.

«Dio era alla ricerca di Gabriele – ha detto don Ezio – e Gabriele si sarà sorpreso di come lo stesse cercando. Da sempre giochiamo a nascondino con la vita, mettendo maschere e corazze per nasconderci». Ghirlande e ceste di fiori in chiesa e sulla bara di Gabriele, che al termine della funzione è stata portata in spalla dagli amici.

Gabriele Cornelli era un giovane pieno di vita. Ha donato gli organi. Cornelli era appassionato di boxe, che praticava tutti i giorni, di moto e anche di paracadutismo, come il papà che era stato nella Folgore.

Leggi anche

Naturalista convinto, amava gli animali. Da qualche anno lavorava per un’azienda che si occupa dello smaltimento degli acciai all’interno della Tenaris di Dalmine.

Approfondisci l'argomento sulla copia digitale de L'Eco di Bergamo dell’11 giugno 2022

© RIPRODUZIONE RISERVATA