In viaggio con i pendolari: «L’Odissea via Carnate» - Foto

IL REPORTAGE. Il racconto di cinque viaggiatori sul treno da Ponte San Pietro a Milano Porta Garibaldi: «Negli anni il servizio ha subito un’involuzione».

Il treno parte puntualissimo e con un lungo sbuffo, quasi percepisca anche lui quella strana – e con ogni probabilità autoindotta – tristezza che caratterizza il blue monday, il terzo lunedì di gennaio. Sono le 7 in punto: sul regionale 25824 di Trenord, che da Ponte San Pietro arriva a Milano Porta Garibaldi passando da Carnate, come ogni mattina salgono i pendolari diretti al lavoro nel capoluogo lombardo. Saliamo insieme a Maria Cristina Lorenzi e al marito Marco Ferrari (di Valbrembo), a Giovanna Goisis di Brembate Sopra, a Chiara Ciniselli di Ponte e a Federica Carneto di Treviolo: si sono conosciuti in treno, tra un ritardo e l’altro. È Maria Cristina, pendolare dal 1989, a fare da «portavoce». Poco prima di salire sul treno ci aveva indicato la stazione di Ponte, «da mesi impacchettata per i lavori di adeguamento, con la sala d’attesa chiusa e pochi parcheggi. Negli anni ho utilizzato anche la via Treviglio. Purtroppo, partendo da Ponte San Pietro, ora non mi è più possibile per la chiusura del tratto Ponte San Pietro-Bergamo».

Il viaggio

Le carrozze sono vuote. «Salendo al capolinea – dice Chiara – la mattina siamo fortunati e c’è posto a sedere. Ma al ritorno, partendo da Milano, capita spesso di viaggiare in piedi appiccicati alla porta». In ogni caso, «anche di mattina si riempie strada facendo», promettono i pendolari. La prima fermata porta a Terno. Intanto, la discussione è virata sui disagi che la linea via Carnate «regala» ogni giorno o quasi a chi la utilizza. «Dal 1989 – assicura Maria Cristina – non c’è stato alcun miglioramento, semmai un’involuzione del servizio. Quando prendevamo la via Treviglio, facevamo anche parte del Comitato pendolari: allora venivamo ascoltati di più anche dalle istituzioni. Tanto che sulla via Treviglio è stato realizzato il raddoppio del binario da Bergamo». L’impressione, invece, è che la via Carnate, a tratti a binario unico, sia «dimenticata. A volte – osserva Giovanna – il treno su cui siamo adesso, che prima di partire da Ponte arriva da Milano, viene soppresso: ogni mattina ci sia alza con l’ansia di controllare l’app e vedere se il treno ha lasciato la stazione di Milano». I ritardi, dicono in coro i cinque compagni di viaggio, «sono all’ordine del giorno. Così come i guasti alla linea o quelli al treno. D’altronde, si tratta di mezzi vecchi, è difficile vedere su questa linea i “Caravaggio”».

Detto, fatto. Dall’app di Trenord arriva un avviso: «La circolazione della direttrice è rallentata per un guasto alla linea ferroviaria di Milano Porta Garibaldi», annunciando possibili ritardi fino a 30 minuti. Poi diventeranno sessanta. E, nel frattempo, il convoglio Bergamo-Milano (da prendere in caso di «emergenza», arrivando a Bergamo con i bus sostitutivi o con mezzi propri), con partenza alle 7,40, è stato soppresso, sempre per un guasto alla linea (questa volta è la via Treviglio).

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