Molte Fedi 2026: non solo lectio. Tra le novità le Living Library e i Death Spritz

L’INTERVISTA. Davide Tintori, tra gli organizzatori della rassegna storica delle Acli Bergamo, racconta un percorso costruito su incontri, nuovi format e una rete di volontari che ne rappresenta l’ossatura.

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La «promessa» come atto fondativo capace di unire generazioni, religioni e comunità. È da questa idea che prende forma l’edizione 2026 di «Molte Fedi sotto lo stesso cielo», la rassegna culturale delle Acli di Bergamo.

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A raccontarne impostazione e obiettivi è Davide Tintori, componente del Comitato scientifico e tra gli organizzatori. «In un momento oscuro per la storia, segnato da conflitti e da una crisi generalizzata, abbiamo bisogno di ricordarci qual è l’atto fondativo su cui si basa la comunità», spiega.

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Molte Fedi 2026, quattro grandi temi

Il programma nasce quest’anno da una collaborazione più ampia con associazioni e realtà del territorio. Accanto agli incontri principali, sono stati individuati quattro filoni che spesso si intrecciano: ambiente, geografia, storia e il tema della morte.

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Proprio quest’ultimo rappresenta una delle novità più significative. «È qualcosa di cui si parla poco e quasi mai in maniera costruttiva», osserva Tintori. L’obiettivo è affrontarlo attraverso competenze e punti di vista differenti, superando il tabù.

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Dai concerti alla Living Library

Alle presentazioni di libri e alle lezioni magistrali si affiancano concerti, spettacoli teatrali e format sperimentali. Dopo la Living Library, dedicata quest’anno al carcere, debuttano i Death Spritz, ispirato ai Death Café europei: incontri informali per parlare di morte con professionisti del settore

La rassegna guarda inoltre sempre più oltre Bergamo città. «Vogliamo intercettare nuove fasce di pubblico e raggiungere anche la provincia», sottolinea Tintori. Un progetto sostenuto da una rete di volontari e volontarie che, conclude, rappresentano «l’ossatura effettiva della rassegna».

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