«Ossessionato dal bello, Valentino sapeva leggere la femminilità»

IL RICORDO. Filippo Cavalli, manager bergamasco, ha lavorato per la maison 4 anni. «Un uomo ossessionato dalla bellezza, la sua era una naturale propensione per il bello. Era un uomo assolutamente devoto alla causa del lavoro».

Per quattro anni, dopo essersi occupato delle licenze e delle partnership della maison Zegna, ha diretto Red Valentino, la linea più giovane e contemporanea della casa di moda romana, che ha gestito a livello mondiale dal 2014 al 2017. Filippo Cavalli, manager bergamasco, ricorda molto bene gli anni da Valentino: «Ero al contempo direttore delle licenze della Valentino Prima Linea: il brand in quegli anni era già sotto il controllo di una holding finanziaria del Qatar, ma il maestro era comunque presente nello stile, nella storia della celebre maison fondata con Giancarlo Giammetti nel 1957. È stato un onore lavorare in un’azienda di quel lustro e la figura di Garavani permeava qualsiasi aspetto anche dopo che Valentino ha lasciato la direzione creativa».

«Il maestro», così era chiamato nella maison, dagli addetti ai lavori di quel magico mondo della moda di cui Valentino è un pilastro indiscusso: «L’ho incrociato a diversi eventi, soprattutto a Parigi. Il suo spirito, i principi fondanti della sua creatività sono rimasti indelebili nella casa di moda». Come il suo gusto per il bello, la sua passione per l’arte: «La sua moda ci ha fatto e ci fa sognare: alla base l’estro e l’artigianalità, con il potere evocativo che contraddistingue questo brand e la sua passione per il raffinato, il sofisticato».

Il pensiero va al quartier generale romano di Palazzo Mignanelli: «Gli arredi magnificenti delle sale, ovunque è tangibile la sua presenza imprenditoriale nella sede della direzione creativa dove è nato il brand: ricordo le opere d’arte, l’atelier dell’alta moda con le sarte che sono cresciute con lui e che non hanno mai smesso di ricordare la sua arte».

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«Un uomo ossessionato dalla bellezza, la sua era una naturale propensione per il bello. Era un uomo assolutamente devoto alla causa del lavoro, che entrava nella sua vita privata attraverso il jet-set che frequentava, il mondo del cinema e dello spettacolo»

E aggiunge: «Un uomo ossessionato dalla bellezza, la sua era una naturale propensione per il bello. Era un uomo assolutamente devoto alla causa del lavoro, che entrava nella sua vita privata attraverso il jet-set che frequentava, il mondo del cinema e dello spettacolo».
Lui che amava vestire le donne per celebrane la bellezza, «è stato il più bravo ad enfatizzare gli aspetti peculiari di ogni donna, con una capacità personalissima di leggere la femminilità».

Cavalli sottolinea il valore di un talento unico: «La sua moda era sogno e poesia. Era arte, quella che ha continuato a portare avanti con la Fondazione Valentino». «PM23», dove la bellezza diventa cultura, un progetto che andrà avanti, ora che anche l’ultimo imperatore della moda italiana, maestro di un’eleganza senza tempo, se n’è andato.

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