Caravaggio, cade in monopattino: il primo a soccorrerla il sindaco Bolandrini

L’INCIDENTE. La donna, 39 anni, nella caduta ha riportato gravi traumi: il 112 l’ha trasportata al «Papa Giovanni».

È rimasta ferita gravemente, anche se per fortuna non sarebbe in pericolo di vita, la donna di 39 anni che giovedì pomeriggio, a Caravaggio, mentre viaggiava sul suo monopattino elettrico è caduta sul fondo in cemento della ciclopedonale che costeggia viale Europa Unita (la statale 11). Il primo a soccorrerla è stato il sindaco Claudio Bolandrini, insieme a un altro cittadino, che hanno chiamato il 112.

È accaduto intorno alle 13 quando la donna, residente a Treviglio, era sul suo monopattino, senza il casco. Forse per il cemento scivoloso della pista ciclopedonale o per alcune sconnessioni del fondo, ha perso il controllo del velocipede cadendo a terra di testa all’altezza del gommista Minoia Gomme. Il monopattino ha invece arrestato la sua corsa fra la stessa pista e la carreggiata di viale Europa Unita. «Quanto l’ho vista riversa a terra – racconta il primo cittadino – sono subito corso da lei. Insieme a me è accorso un altro cittadino che si è subito premurato di chiamare il 112. Io allora ho iniziato a parlare con la donna. A un certo punto sembrava assopirsi, così ho cercato in tutti i modi di mantenerla vigile». Poco dopo sul posto, sono intervenuti i vigili del fuoco di Treviglio (che stavano effettuando sul territorio anche un altro servizio), la polizia locale e i mezzi di soccorso il cui personale ha prima stabilizzato la trentanovenne, per poi trasportarla in codice rosso all’ospedale «Papa Giovanni» di Bergamo.

Le sue condizioni sono serie: finendo a terra ha riportato un trauma cranico, al volto, al torace, alla schiena e a un arto superiore con cui avrebbe cercato di attutire la caduta. Il punto dove è avvenuto l’incidente fa parte del tratto della ciclopedonale su cui il Comune ha recentemente dato il via a un intervento di sistemazione. «In realtà – afferma ancora Bolandrini – non la si potrebbe nemmeno definire una vera e propria pista ciclopedonale. Non a caso di quest’opera non abbiamo trovato alcun documento che attesti il collaudo. Il fondo è sconnesso e i tombini non sono in quota: ecco perché abbiamo deciso di intervenire».

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