Cividate, la grandinata ha fatto strage di pannelli solari e coperture

LA CONTA DEI DANNI. Si stima mezzo milione di euro. Calcio, cifra ancora da definire. Colpiti molti edifici pubblici, ma anche le auto non sono state risparmiate.

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Ammontano ad almeno mezzo milione di euro i danni che Cividate al Piano ha riportato a causa della grandinata che si è abbattuta sulla Bassa lo scorso 28 agosto. Questo è il risultato della prima quantificazione dei danneggiamenti alle strutture pubbliche del paese: le scuole elementare e media, l’asilo nido, il municipio e la palestra. La problematica maggiore riscontrata è che i chicchi di grandine, grandi come delle palline da golf, che sono caduti sul paese, hanno bucato tetti e soprattutto i pannelli solari degli impianti fotovoltaici di cui tutti gli edifici pubblici sono attrezzati.

È pure franata una porzione della strada che porta a Cascina Bosco: «Tutti gli impianti fotovoltaici degli stabili comunali – afferma senza giri di parole il sindaco Nicola Moioli – sono praticamente da buttare via. Sono stati dieci minuti terribili durante i quali la grandine caduta sul nostro paese ha causato danni inimmaginabili al pubblico ma anche al privato: non c’è un’auto che si è salvata». La grandine non ha bucato solo pannelli solari ma anche le coperture dei tetti degli edifici comunali. Ciò ha causato infiltrazioni all’interno dell’asilo nido e della palestra comunale. In questi due casi l’amministrazione, per permettere il pronto utilizzo degli spazi pubblici, si è vista costretta a dare il via a interventi di emergenza.

I chicchi di grandine, grandi come delle palline da golf, che sono caduti sul paese, hanno bucato tetti e soprattutto i pannelli solari degli impianti fotovoltaici di cui tutti gli edifici pubblici sono attrezzati.

Per quanto riguarda invece i danni agli impianti fotovoltaici ora il Comune sta valutando come procedere. Moioli fa sapere che sono in corso gli adempimenti previsti per la procedura «RiSC» («Richieste di somma urgenza comunali»), relativa agli interventi urgenti di messa in sicurezza e ripristino delle strutture pubbliche danneggiate: «Ci aspettiamo un aiuto dallo Stato e dalla Regione – sostiene ancora il sindaco –. Tutti gli edifici danneggiati sono fortunatamente assicurati. Non possiamo però pensare di aspettare i tempi lunghi delle assicurazioni per intervenire. È chiaro che se non avremo nessun aiuto dovremo procedere con le nostre risorse e ciò implicherà una riprogrammazione del nostro piano di investimenti».

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Nel frattempo, comunque, la ricognizione dei danni alle strutture pubbliche non si è ancora conclusa. Moioli, attraverso Facebook, ha rivolto un appello alla popolazione: «È stata avviata – scrive – la procedura “Ra.S.Da.” (“Raccolta schede danni”), attraverso la quale vengono segnalati ufficialmente i danni verificatisi sul territorio comunale. Per questo motivo chiediamo la collaborazione di tutti i cittadini. Qualora venissero riscontrati danni, anomalie o situazioni di potenziale pericolo sul territorio comunale riconducibili alla grandinata, chiediamo di inviare una segnalazione, possibilmente corredata da fotografie, all’indirizzo [email protected]».

Il violento nubifragio del 28 agosto si è abbattuto anche su Calcio e ha provocato ingenti danni al patrimonio immobiliare comunale, con una stima dei danni ancora in fase di definizione ma già quantificabile nell’ordine delle centinaia di migliaia di euro. A darne conto è il sindaco Marco Gazzaniga, che ha fatto il punto sulla situazione degli edifici pubblici colpiti. Tra gli immobili maggiormente danneggiati figurano il Palazzetto dello sport, dove l’impianto fotovoltaico è andato distrutto, e la caserma dei carabinieri, il cui tetto ha riportato danni tali da richiedere un intervento urgente per scongiurare infiltrazioni d’acqua. Pesantemente colpito anche il vecchio palazzo comunale, sede della biblioteca e delle associazioni: delle sette cupole che sovrastano l’edificio, cinque sono andate distrutte, mentre le vetrate della facciata sono andate in frantumi. Il danno più consistente riguarda la scuola elementare di via Primo Maggio, dove circa 1.200 metri quadrati di copertura risultano completamente compromessi. Danni più contenuti si registrano alla piazza polivalente, alle scuole medie e al cimitero. Il Comune ha dato mandato ad alcune ditte per la raccolta dei preventivi necessari a definire l’entità complessiva dei danni.

Gazzaniga ha inoltre richiesto il riconoscimento dello stato di calamità naturale, iniziativa coordinata con gli altri Comuni della Bassa bergamasca colpiti dal medesimo evento atmosferico. Questa misura potrebbe garantire un ulteriore ristoro economico qualora venisse accolta

Gazzaniga ha comunque assicurato che «gli immobili comunali sono coperti da una polizza assicurativa con un massimale in grado di coprire i danni subìti». La solidità del bilancio comunale, ha spiegato il sindaco, «consentirà di anticipare le spese più urgenti senza attendere i tempi, potenzialmente lunghi, dei rimborsi assicurativi». Il Comune ha inoltre richiesto il riconoscimento dello stato di calamità naturale, iniziativa coordinata con gli altri Comuni della Bassa bergamasca colpiti dal medesimo evento atmosferico. Questa misura potrebbe garantire un ulteriore ristoro economico qualora venisse accolta.

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