Il Comune con più alta percentuale di stranieri: «Dai problemi al dialogo. Verdellino è la casa di tutti»
IL RECORD. Sono il 25,97%. Zanoli: «Tante le difficoltà, ma abbiamo costruito un modello di integrazione».
Verdellino
Verdellino, con il 25,97% di abitanti di nazionalità straniera (dato Istat aggiornato al 1o gennaio 2025), è il Comune bergamasco che registra la quota più alta di residenti non italiani: 2.003 persone su 7.713 abitanti. In pratica uno su quattro. Una presenza che negli anni ha rappresentato una sfida complessa, soprattutto in alcune aree del paese, ma che oggi viene raccontata dall’amministrazione comunale come una convivenza in lento ma concreto miglioramento.
«Nel 2016 situazione problematica»
«Quando siamo stati eletti nel 2016, abbiamo ereditato una situazione problematica, con spaccio, occupazioni abusive e appartamenti sovraffollati, criticità concentrate soprattutto nella zona di Zingonia e nel complesso residenziale delle Quattro Torri, che oggi è riqualificato ma per anni è stato l’epicentro del degrado», racconta il sindaco Silvano Zanoli. La linea scelta è stata quella di un equilibrio tra sicurezza e dialogo: da un lato un’azione repressiva chiara, fatta di controlli, ordinanze, verifiche sugli appartamenti e pattugliamenti costanti; dall’altro un grande lavoro sociale e di rete con associazioni, parrocchia e scuola. All’inizio la distanza era forte. «C’era una diffidenza totale da parte di molti stranieri – spiega il primo cittadino – anche per la scarsa conoscenza delle istituzioni. Poi abbiamo avviato un percorso fatto di dialogo e confronto, che ha generato un cambiamento profondo».
Oltre 60 nazionalità
Oggi a Verdellino convivono oltre 60 nazionalità. Le comunità più numerose sono quelle provenienti da Marocco, Senegal, Pakistan, Albania e India, e ogni anno si registrano circa 100-120 acquisizioni di cittadinanza italiana. Nelle scuole la presenza degli studenti (stranieri di seconda generazione) è arrivata fino all’80%.
«Un cambio di rotta importante»
Accanto all’azione educativa sono stati attivati diversi progetti di inclusione, come il portierato sociale nel quartiere delle Quattro Torri, pensato anche per sensibilizzare sul tema della raccolta differenziata e creare occasioni di incontro, il doposcuola e lo spazio compiti, affiancati dal lavoro delle cooperative sociali, con il progetto Orizzonte Zingonia e i percorsi di mentoring per le famiglie. «Tutte queste attività, insieme ai controlli – conclude il sindaco – hanno cambiato la percezione delle regole e riportato gradualmente una situazione di normalità. C’è ancora molto da fare, ma il modello ha funzionato, e mi fa piacere quando incontro ragazzi stranieri per strada che mi riconoscono e mi salutano: vuol dire che le istituzioni hanno lasciato un segno, che qualcosa è stato fatto nel modo giusto. È stato un cambio di rotta importante, ora c’è una base di rispetto reciproco e di ascolto, su cui continuare a costruire».
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