Ex Acciaierie di Cortenuova, tra i ladri (anche di giorno) e rischiose scalate di ragazzi

IL REPORTAGE. «Furti quotidiani di rame». I rumori dai parcheggi interrati e l’emulazione degli esperti dell’«urbex».

Cortenuova

«Qui gli accessi dei ragazzini, soprattutto nei fine settimana, sono purtroppo frequenti: si arrampicano sulle grate delle scale eterne ed entrano. Per non parlare dei furti e dei saccheggi. Anzi, forse ne stanno facendo uno proprio anche ora». La ragazza che cammina con l’amica, come quasi tutti i pomeriggi, accanto a quel che resta dell’ex centro commerciale «Acciaierie», tende l’orecchio verso il parcheggio interrato: e, in effetti, da lì sotto si sentono dei colpi ripetuti, come se qualcuno stesse staccando qualcosa. «Meglio allontanarsi, prima che escano armati», precisa. E guardando di sotto, dalla parte del parcheggio che, pur a livello meno uno, è scoperto, è possibile scorgere, al limitare della parte coperta, dei cavi srotolati il cui capo parte dal controsoffitto.

«Cercano il rame»

E, di fianco, un carrello del supermercato messo in verticale. «Ecco, cercano il rame lì sopra», dice ancora la ragazza, mentre con l’amica si incammina lungo la ciclabile che porta a Santa Maria del Sasso, la frazione di Cortenuova che dista circa un chilometro da questo complesso commerciale immerso nella campagna, chiuso dal 2014 e oggi affiancato dalla logistica di «Md», con conseguente viavai di mezzi pesanti.

Ma i rumori insistono e così contattiamo il numero della vigilanza privata presente sulle numerose telecamere – una sorta di «fototrappole» – collocate tutt’intorno alla struttura. L’operatore ringrazia per la segnalazione e spiega che «i furti e i vandalismi lì sono frequenti: nel caso manderemo una nostra pattuglia o avviseremo i carabinieri». Tutt’intorno sono presenti le parti in plastica dei cavi sfilacciati, verosimilmente rubati dalla struttura e privati del loro «cuore» in rame.

L’accesso è piuttosto semplice

Accedere a piedi all’edificio, perlomeno agli ex parcheggi interrati, non sembra così complesso: sul davanti la scalinata è «chiusa» soltanto da una catenella con tanto di lucchetto, ma che anche un bambino riuscirebbe a scavalcare o a passarci di sotto. E chi vuole impossessarsi di ciò che c’è dentro ha vita facile, tanto appunto che i furti avvengono anche in pieno giorno e l’area è talmente grande che anche i continui passaggi dei carabinieri e della stessa vigilanza privata – che dopo la nostra segnalazione, però, non abbiamo visto arrivare – sembrano non aver risolto il problema delle intrusioni abusive. «Si vede sempre gente che entra e che esce – conferma un altro passante che vive a Santa Maria –: di notte i ladri, nei fine settimana i ragazzini». Già, perché l’altro problema di questa struttura – che è di proprietà di Intesa Sanpaolo, che l’ha messa in vendita da anni (assieme al confinante ex «City park») a 36 milioni, senza che per ora si siano fatti avanti dei potenziali acquirenti – è l’ingresso, oltre che dei malintenzionati, anche dei ragazzini che praticano – in modo però del tutto amatoriale e, dunque, molto pericoloso – il cosiddetto «urbex», l’esplorazione di strutture urbane abbandonate.

«Sanno che non gli fanno niente»

E la memoria – con un brivido – corre allo scorso 14 dicembre quando, ad Alzano, il diciannovenne Daniel Esteban Camera Garcia, morì cadendo durante una di queste esplorazioni all’ex Italcementi. Su Youtube e sui social sono presenti diversi giovani che si dedicano a queste esplorazioni, ma lo fanno con cognizione di causa e con una preparazione «da professionisti». Tra l’altro in uno di questi video, risalente all’agosto 2024 e visto da oltre seicentomila persone, due esploratori entrano proprio nelle ex Acciaierie, pur non citandole mai, sorprendendo a loro volta dei ladri: dunque il tema è tutt’altro che nuovo. Più che altro è persistente: i residui in plastica dei cavi sono un po’ dappertutto, negli ex stalli interrati, in quelli a pianterreno e pure nei cespugli incolti, nei quali si rifugiano i conigli selvatici, che balzano fuori come ci si avvicina. I ladri, di sotto, invece no: restano imperturbabili da auto che si fermano, portiere che si aprono e vociare. Il mantra, tra chi passeggia, è un po’ il solito: «Tanto sanno che non gli fanno niente».

I ragazzini e il «parkour»

Alcune parti della struttura hanno ancora la corrente, visto che, al calar del buio, l’area sul retro – che si affaccia su una vasta area dove sono in corso dei lavori di movimentazione del terreno – è illuminata. Chi emula i «professionisti» dell’urbex – magari per praticare il cosiddetto «parkour», le arrampicate e i salti su strutture urbane – rischia di farsi davvero male: alle ex Acciaierie dei ragazzini sono stati visti più volte arrampicarsi sulla griglia in ferro delle scale antincendio esterne per poi accedere all’edificio, compreso l’ex albergo e il vicino ex cinema. Qualcuno giura di averli scorti anche sul tetto. Per vedere cosa, poi? Chilometri infiniti di prati.

© RIPRODUZIONE RISERVATA