Laterizi, sacchi, gomme: la campagna costellata di rifiuti abbandonati
IL FENOMENO. Numerosi scarichi selvaggi di immondizia nella zona tra Verdello, Comun Nuovo, Urgnano, Spirano. Dai margini delle provinciali fino alle stradine sterrate.
Pianura
C’è chi perlomeno (manco fosse un’attenuante) preferisce addentrarsi nelle stradine laterali e sterrate e scaricare lì il proprio furgone o camioncino: perché è difficile pensare che cumuli di rifiuti così consistenti possano essere trasportati su delle semplici automobili. Ma c’è anche chi, invece, non si preoccupa di scaricare cumuli di immondizia direttamente ai lati delle strade provinciali.
Un fenomeno in crescita
Un fenomeno che nell’ultimo periodo ha registrato una vera escalation soprattutto – ma non solo – nel grande «quadrato» di campagna compreso tra gli abitati di Verdello, Comun Nuovo, Urgnano e Spirano. Un’area piuttosto vasta e che diverse persone hanno preso per una pattumiera a cielo aperto. Resta anche da capire il perché, visto che ormai praticamente ogni Comune ha una propria piattaforma ecologica che consente non solo lo smaltimento di
Resta anche da capire il perché, visto che ormai praticamente ogni Comune ha una propria piattaforma ecologica che consente non solo lo smaltimento di ogni genere di materiale ma, nella stragrande maggioranza dei casi, anche il suo riciclo e recupero
ogni genere di materiale ma, nella stragrande maggioranza dei casi, anche il suo riciclo e recupero. Invece, a girare nelle strade provinciali di questa zona della media pianura bergamasca, ci si rende conto che l’abitudine di disfarsi di ciò che non serve più lasciandolo letteralmente per strada è tristemente diffusa. E i cumuli di rifiuti sono variegati e numerosi e per il loro smaltimento i costi extra ricadono ovviamente sull'intera collettività. L’esempio più emblematico è la via Verdella, proprio al centro di questo crocevia di paesi e strade nella campagna della pianura: intorno ci sono soprattutto aziende – anche importanti, come la Heineken – che a loro volta sono danneggiate sul piano dell’immagine per tutto quello che c’è attorno.
Scarti dell’edilizia
Ovvero dai classici sacchi dell’immondizia, quelli usati per la raccolta di quelli che un tempo erano genericamente chiamati «rifiuti solidi urbani», spesso pieni di scarti di lavorazioni artigianali, soprattutto nell’edilizia, fino a pannelli del tutto simili a quelli realizzati con il cartongesso. Fino a montagne di pneumatici usati e abbandonati proprio a margine della provinciale, con alcuni rotolati giù dalla scarpatina laterale e finiti in mezzo al campo. Altrove nella pianura – come sulla tangenziale Sud o sulla nuova Bergamina – sono state piazzate delle «fototrappole», almeno nei pressi delle piazzole di sosta laterali. E lì, grazie a questi strumenti, il fenomeno è quasi sparito.
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