L’ex campione in guerra con la banca: «Quei tassi da usura»

COLOGNO AL SERIO. Causa milionaria sul prestito concesso dalla Bcc Ghisalba (poi Oglio e Serio) per realizzare il centro di tiro al volo «Cieli aperti».

L’ombra dell’usura sul tasso applicato dalla Bcc di Ghisalba, in seguito incorporata dalla Bcc dell’Oglio e del Serio, sui due mutui accesi nel gennaio 2010 da Renato Lamera per poter realizzare il centro di tiro a volo «Cieli aperti» a Cologno al Serio. Nella consulenza tecnica d’ufficio, disposta dal tribunale, il tasso soglia di riferimento utilizzato (quello variabile sui mutui ipotecari) era del 4,38%. «Avendo la banca applicato il tasso del 4,625 a entrambi i mutui oggetto di analisi fin dalla data di pattuizione – si legge nella relazione del Ctu – è da ritenersi che entrambi i mutui siano viziati da usura dalla data del 22 gennaio 2010 (data di pattuizione)». Nel dicembre 2015 le parti sottoscrissero un accordo per rinegoziare il mutuo, con la riduzione al 3,25% del tasso variabile che «non può considerarsi usuraio». Su queste percentuali si giocano milioni di euro, ma la questione principale su cui il giudice Francesca Bresciani dovrà esprimersi, è se il tasso inizialmente applicato dalla banca sui due mutui sia o meno usuraio.

Le richieste risarcitorie

L’avvocato Luigi Ferraro (del Foro di Milano), che assiste i Lamera, ritiene che «come accertato dal Ctu, ci sia stata usura». Il legale ha chiesto che la banca risarcisca ai suoi clienti con oltre 2 milioni e 780mila euro. Una cifra che comprende tutti gli interessi versati per entrambi i mutui, anche in seguito alla rinegoziazione (solo nei primi cinque anni sfiorano un milione e 430mila euro). «Riteniamo che debba applicarsi il tasso zero per tutto il periodo contrattuale – ha evidenziato l’avvocato Ferraro – in quanto già al momento della stipula del contratto vi era usura». Il legale ricorda che la rinegoziazione del mutuo, avvenuta cinque anni dopo la stipula iniziale, fu concessa «perché i miei clienti si erano accorti che pagavano tassi troppo alti e avevano quindi fatto fare due perizie». Abbassati i tassi, «la banca non ha però restituito gli interessi percepiti illecitamente e non dovuti».

L’avvocato ha poi commentato con amarezza: «Una banca del territorio dovrebbe essere vicina ai clienti, invece in questo caso hanno avuto un atteggiamento ostile. Anzi, gli hanno paventato l’ipotesi di farli fallire se avessero proseguito nella contestazione». Inoltre, «anziché cercare un accordo, si stanno esponendo a una condanna per usura, che non fa esattamente curriculum per una banca».

Intanto, a novembre del 2020, la Bcc dell’Oglio e del Serio ha ceduto i credito alla Bcc Npls 2020, posseduta «da una società con sede ad Amsterdam». Un’operazione legale, ma che per l’avvocato dimostra come «la legge sulla cartolarizzazione favorisce le banche», perché nonostante ci sia una causa civile pendente «la banca ha potuto cedere il credito a una società che, se non fossimo di fronte a un’ipotesi di usura, potrebbe chiedere ai miei assistiti di restituire subito il credito residuo». Un credito «non esigibile subito in un’unica soluzione», che ammonta a circa quattro milioni e mezzo di euro. Raggiunta telefonicamente, l’avvocato Sabrina Piazzoli, che assiste la Bcc, non ha rilasciato dichiarazioni.

Il sogno del campo

Renato Lamera, 72 anni, alle spalle un primato mondiale di tiro a volo dinamico, ha concretizzato il sogno di realizzare il campo nella Bassa. La sua passione per questo sport, poi trasmessa al figlio Adriano, è cresciuta negli anni insieme alle loro vittorie. La sua vita è trascorsa tra lavoro, famiglia, sport. E così è proseguita, fino a quando non ha trovato quel campo tanto desiderato dove ha infine creato il campo di tiro a volo, che è «una delle strutture più rinomate in Europa». Per acquistare il terreno e poi costruire le strutture necessarie, quindi, «ho firmato due contratti per i mutui». Erano passati 12 anni dal momento in cui prese la decisione di creare questa realtà. Poi «parlando con alcuni colleghi imprenditori ho capito che forse i tassi applicati erano un po’ alti», ha spinto per la rinegoziazione e poi si è rivolto a un legale. «È giusto che la gente sappia che un buon padre di famiglia possa avere il coraggio anche di andare contro le banche».

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