Parrocchiale gremita a Mozzanica per l’ultimo saluto a Daniel Pelucchi

L’ADDIO. L’abbraccio della comunità alla famiglia dell’imprenditore che ha perso la vita in un tragico incidente sul lavoro in un cantiere di Cassina de’ Pecchi.

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Mozzanica

Le comunità di Mozzanica e Spirano assieme ai parenti e agli amici di una vita hanno dato l’ultimo saluto a Daniel Pelucchi. Mercoledì 8 luglio, alle 15, la chiesa parrocchiale di Mozzanica era gremita in ogni ordine di posto per l’addio all’imprenditore 42enne, morto lo scorso 25 giugno in un tragico incidente sul lavoro in un cantiere di Cassina de’ Pecchi.

Daniel Pelucchi viveva da circa dieci anni a Mozzanica insieme alla moglie Stefania e ai due figli mentre era cresciuto a Spirano, dove vive la sua famiglia e aveva molti amici. Alla funzione religiosa, oltre alla moglie e alla figlia, hanno preso posto in prima fila i genitori, Antonio e Roberta, la sorella Giada e il fratello Fabio.

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L’ultimo saluto a Daniel Pelucchi

«Il 3 giugno del 2016 Daniel e Stefania entravano in questa chiesa - ha rivelato durante la predica monsignor Davide Pelucchi, Vicario generale della Diocesi di Bergamo e parente della famiglia - per celebrare il loro matrimonio davanti al signore. Fu un giorno di gioia per i molti amici e parenti che erano presenti a quella celebrazione. I due sposi erano pieni di gioia, di sogni, di prospettive, di felicità. Ognuno dei due aveva deciso di fare una sorpresa all’altro: Daniel era arrivato su un trattore, Stefania su una carrozza. Pochi giorni fa è avvenuta una sorpresa molto dolorosa. Rispetto alle due che ho appena ricordato, la morte improvvisa di Daniel sul cantiere dove stava lavorando. Oggi Daniel e Stefania sono presenti entrambi in questa stessa Chiesa, ma Daniel non è più vivo fisicamente come 10 anni fa. Oggi non stiamo vivendo in sentimenti della gioia, ma i sentimenti del dolore».

Numerosissimi gli amici e i conoscenti giunti per stringersi attorno alla famiglia in un momento di dolore condiviso da entrambe le comunità. Tra i presenti anche numerosi colleghi e rappresentanti dell’arma dei Carabinieri, corpo di cui Pelucchi aveva fatto parte durante il servizio militare.

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«La parola di Dio ci dà speranza»

Don Pelucchi, poi, ha citato la famosa poesia «A Silvia» di Giacomo Leopardi, che parla di un amore molto simile a quello tra Daniel e la sua Stefania: «Traducendolo in prosa la poesia è come se la risposta di Leopardi fosse: perché da ragazzo mi hai fatto sperare, una infinità di gioie belle. E poi invece tutto è stato tradito. Una promessa non mantenuta. Le parole di un poeta possono interpretare dubbi e domande che in certi momenti nascono anche dentro di noi. Ma oggi noi siamo tornati in questa chiesa per ascoltare un’altra parola. La parola di Dio, che è l’unica capace di darci speranza». Al termine della funzione, la bara di Daniel Pelucchi è stata accompagnata verso il tempio crematorio, tra gli applausi e la commozione di chi lo ha conosciuto e amato in questi anni, mentre al cielo sono stati liberati dei palloncini bianchi con i nomi di figli e nipoti.

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