Pioltello, il trauma dei sopravvissuti. «Dopo la disgrazia, il sostegno corale»
L’ANNIVERSARIO. Otto anni fa il disastro ferroviario in cui morirono tre pendolari. La Sipem Sos Lombardia Odv ha aiutato 36 persone coinvolte. Brivio: «Flashback dopo l’incidente in Spagna».
«La cosa bella è che qualcuno dei sopravvissuti ancora si tiene in contatto con noi. Lo fanno o tramite Facebook o chiamandoci al telefono: dicono che si ricordano di noi e che ci sono grati». La psicologa bergamasca Roberta Brivio, fondatrice e presidente della Sipem Sos Lombardia Odv (ramo della Società italiana di psicologia dell’emergenza), quella mattina se la ricorda benissimo. Era il 25 gennaio del 2018, ormai otto anni fa, quando verso le 7 il treno pendolari Cremona-Treviglio-Milano deragliò poco dopo la stazione di Pioltello. Il più grande disastro ferroviario in Lombardia, in cui persero la vita tre persone – la 61enne originaria di Caravaggio Ida Milanesi, la 51enne di Fara Gera d’Adda Pierangela Tadini e Giuseppina Pirri, 39 anni di Capralba – e un altro centinaio rimasero ferite.
I traumi psicologici
Ad affiancare queste vittime ce ne furono però molte altre, quasi invisibili. Perché, anche se quel giorno non rientrarono nella conta dei morti e dei feriti, subirono un grave trauma psicologico, avvinghiati da paura, ansia, preoccupazioni. È a loro che Sipem ha prestato il suo supporto nei mesi successivi: 36 sopravvissuti accompagnati in un percorso paziente di recupero psicologico, fatto di cura e attenzione. «Il nostro intervento è durato quasi un anno – spiega Brivio –. Avevamo organizzato delle riunioni in cui avevamo espresso la nostra disponibilità a seguire chiunque ne avesse avuto bisogno. Ringrazio tutti i sindaci della zona, che ci hanno messo a disposizione spazi per accogliere la cittadinanza. E anche la Croce Rossa di Treviglio, che ci ha dato la propria sede per incontrare le persone». Lo sottolinea la psicologa: «Dopo la disgrazia, c’è stato un aiuto corale da parte di tutti per sostenere le persone sopravvissute».
Il supporto
L’aiuto della Sipem verso le persone che quel giorno si trovavano sul treno regionale si è concretizzato in appuntamenti e colloqui di sostegno. «Erano persone con un trauma importante, ed era perfettamente normale – premette Brivio –. Spaventarsi è una reazione sana. Abbiamo applicato diverse tecniche che si utilizzano anche in caso di lutti gravi e diagnosi di malattie importanti. Sono situazioni in cui in certi momenti è normale provare rabbia e rifiutare l’aiuto». Una situazione simile – nonostante la profonda differenza tra i due eventi – a quella che la psicologa ha incontrato a Crans-Montana, dove ha aiutato i genitori delle giovani vittime della tragedia. «In questo caso c’è stata anche la difficoltà di accompagnare nell’attesa. Per il caso di Pioltello, invece, uno dei problemi adesso è l’effetto flashback che il disastro ferroviario in Spagna potrebbe causare nei sopravvissuti». Tanto più che per molti «è rimasta per un po’ di tempo la paura di prendere il treno e i mezzi di trasporto, con conseguenze anche sul piano lavorativo. Noi siamo sempre a disposizione».
Le commemorazioni
Domenica 25 gennaio Roberta Brivio sarà a Pioltello per partecipare alla commemorazione organizzata dal Comune. Le vittime saranno ricordate anche a Caravaggio e a Capralba. Nel Comune bergamasco alle 11 sarà celebrata in parrocchia una Messa di suffragio. Al termine saranno deposti dei fiori al memoriale in largo Pittori Cavenaghi e alle pietre di inciampo alle stazioni di Caravaggio e Capralba.
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