Riscaldamenti ko. Lezioni al freddo, sciopero a Treviglio
IL RIENTRO. All’«Archimede» studenti in aula coi giubbotti. Fontanella, oggi si torna dopo due giorni di sospensione. Problemi anche alle elementari e alle medie di Levate.
Nove gradi nei corridoi, 12 nelle aule. Rientro a scuola gelido per studenti e studentesse dell’«Archimede» di Treviglio. «Succede ogni anno al rientro dalle vacanze. Il 7 gennaio ho chiesto pazienza, sperando che il problema fosse solo legato alle poche ore di funzionamento della caldaia, ma anche oggi (giovedì 8, ndr) siamo al freddo», commenta la dirigente scolastica Maria Chiara Pardi, alla guida dell’Istituto tecnico che conta oltre 800 iscritti.
Tecnici al lavoro
«La caldaia è nuova, ha quattro anni», continua, «e non si capisce quale sia il problema. Forse abbiamo il motore di una Ferrari montato sulla carrozzeria di una Topolino», ipotizza, chiamando in causa l’età dell’impianto e caloriferi che restano tiepidi per tutto il giorno. La segnalazione alla Provincia e all’azienda incaricata della manutenzione hanno attivato i tecnici fin dal primo giorno. L’ipotesi è la rottura di un componente: si tenta ora una «soluzione ponte» per tamponare l’emergenza, ma solo nella mattinata di oggi si capirà se l’intervento ha avuto successo. «Mi trovo nella difficoltà di classi che seguono la lezione al freddo e di personale che lavora in condizioni inaccettabili, per di più senza una spiegazione». Si salvano solo gli uffici, dotati di condizionatori che possono essere utilizzati come pompe di calore. Intanto gli studenti ieri si sono riuniti assemblea e hanno deciso per uno sciopero di protesta contro la Provincia, essendo – sostengono – che non è il primo anno che il problema si presenta. «È comprensibile che qualche studente ritenga personalmente insostenibile stare a scuola in queste condizioni», precisa Pardi, ma «il servizio di istruzione non può essere interrotto e le lezioni proseguono regolarmente; confidiamo che le nostre insistite segnalazioni e proteste portino a un miglioramento della situazione fin da domani (venerdì 9 gennaio per chi legge, ndr)».
A Fontanella
Supplemento di vacanze, imprevisto e forzato, invece, per i circa 300 alunni delle scuole elementari e medie di Fontanella, che né mercoledì 7 né giovedì 8 gennaio hanno potuto fare lezione. Colpa dell’impianto di riscaldamento che, andato in blocco, ha lasciato al freddo sia l’edificio di via Lazzari (che ospita la primaria) che quello di via Aldo Moro (che ospita le medie). Oggi le lezioni riprenderanno ma il danno è maggiore di quanto si potesse pensare.
«Capiamo il disagio delle famiglie»
«Attorno al 2008 – racconta il sindaco Mauro Brambilla – l’impianto di riscaldamento dei due edifici scolastici è stato unificato. Significa che esiste un’unica caldaia, quella della scuola media, che serve i due istituti, collegati da tubazioni che passano sotto la strada che li divide. Questi tubi sono vecchi e, oltre a causare dispersione di energia, portano nella caldaia quella quantità di sporco sufficiente a mandarla in blocco, nonostante la presenza dei filtri». Lunedì 5 gennaio, durante le prove di riaccensione, l’impianto funzionava. Mercoledì 7, alla ripresa delle lezioni, invece no e quindi bambini e ragazzi sono stati rimandati a casa. «Appena siamo stati avvertiti – prosegue Brambilla –, ci siamo subito recati alle scuole per le prime verifiche. I tecnici sono subito intervenuti e in giornata il problema sembrava risolto. Giovedì 8 gennaio però, quando i tecnici sono tornati sul posto, alle 6,30, l’impianto era di nuovo fermo. Non ci è rimasto altro da fare che comunicarlo all’istituto comprensivo di Covo, che ha disposto la sospensione delle lezioni. Capiamo il disagio delle famiglie».
Il problema della riqualificazione dell’impianto di riscaldamento delle scuole è all’attenzione dell’amministrazione comunale da tempo. «Stiamo lavorando a un progetto di riqualificazione della scuola media – sottolinea il sindaco – che preveda anche la riqualificazione degli impianti di riscaldamento».
Anche a Levate
Riscaldamento ko, giovedì 8 gennaio, anche alle scuole primaria e secondaria di primo grado (si trovano nello stesso stabile) di Levate. Informata del fatto che la temperatura nelle aule era scesa a 8 gradi, la sindaca Paola Agazzi ha emesso un’ordinanza con cui è stata disposta la sospensione delle lezioni e la chiusura dell’edificio scolastico. Tutti i circa 320 alunni della primaria e della secondaria di primo grado, quindi, si sono visti costretti a fare ritorno a casa.
Individuato il guasto
Subito dopo l’Ufficio tecnico comunale ha chiesto l’intervento dei tecnici deputati che, nel giro di alcune ore, sono riusciti a individuare il guasto alla caldaia (un problema di filtri, a quanto risulta). L’impianto di riscaldamento è stato quindi fatto poi ripartire in tempo per scaldare tutta la scuola in vista delle lezioni di venerdì 9 gennaio. «Domani (oggi per chi legge,ndr) quindi – sostiene la prima cittadina – gli alunni potranno tornare regolarmente in aula. Ci dispiace per quanto accaduto. Purtroppo, in questo periodo, non siamo molto fortunati con il riscaldamento negli edifici pubblici».
Il riferimento della prima cittadina è che nei giorni scorsi, per una perdita d’acqua, si è bloccata anche la caldaia dell’edificio in cui si trovano la biblioteca e la sala consiliare. In questo caso, però, ci sono voluti alcuni giorni per la riparazione del guasto.
In città
Giovedì 8 gennaio anche al liceo classico Sarpi di Bergamo alcune classi hanno interrotto le lezioni per un paio d’ore per protesta contro il freddo nelle aule. Il rientro dalle vacanze era già stato al freddo mercoledì e ieri la situazione non è migliorata. Il dirigente scolastico, Claudio Ghilardi ha incontrato gli studenti e chiarito che il freddo era dovuto al lungo periodo di inattività dell’impianto, una criticità che si ripresenta da anni.
© RIPRODUZIONE RISERVATA