Il bullismo in Bergamasca, una serie di podcast vicini ai giovani e alle famiglie

In vista della «Giornata mondiale contro il bullismo e il cyberbullismo» del prossimo 7 febbraio, L’Eco in queste settimane tratterà il tema con interviste, dati, informazioni, consigli dei vari enti e organismi coinvolti, in un’inchiesta pubblicata sul giornale e sul sito tutti i mercoledì. Contestualmente verrà realizzata una serie di podcast sull’argomento.

Podcast con interviste e interventi a esponenti delle forze dell’ordine, delle scuole, delle associazioni, gli stessi ragazzi e i vari enti che hanno organizzato, negli anni e in vista del prossimo 7 febbraio, iniziative di sensibilizzazione sull’argomento.

Prima puntata: le forze dell’ordine a fianco delle scuole

Nel primo podcast intervengono il questore Stanislao Schimera e il primo dirigente Andrea Sandroni, a capo della divisione Anticrimine della Questura. «La diffusione di Internet e dei social – spiega il questore nel podcast – ha portato a cambiare il rapporto tra i giovani stessi e degli adulti con i giovani, che prima era diretto, mentre ora si parla meno direttamente con le nuove generazioni. Da una parte, dunque, le informazioni sono più rapide e più globali rispetto al passato, dall’altra si è persa la relazione diretta con la gente».

Ascolta "Le forze dell'ordine a fianco delle scuole" su Spreaker.

«Anche la nostra attività – aggiunge Schimera – si è trasformata e oggi passiamo molto tempo a indagare anche sui social, che ci consentono di individuare quali possano essere gli ambiti di intervento per venire sempre più incontro alle esigenze dei ragazzi. L’asse si è spostato da ambiti localizzati a qualcosa che va ben oltre il locale. E spesso Internet diventa un luogo dove nascondersi».

Seconda puntata: «Bullismo, iperconnessi si rischia»

«Dopo una certa ora, quando i figli vanno a letto, è bene che non abbiano più a disposizione lo smartphone: perché altrimenti restano svegli fino alle 3 o alle 4. Questo è purtroppo un fenomeno estremamente diffuso: i genitori, anche con il supporto delle scuole in modo che non siano soli in questo, devono poter intervenire con i loro figli ed evitare che questo accada, perché il cyberbullismo non ha ora e lo abbiamo visto soprattutto durante la pandemia». Focalizza il suo pensiero sui rischi della cosiddetta «iperconnettività» Sabina Albonetti, psicologa e psicoterapeuta bergamasca di indirizzo psicoanalitico, specialista in Psicologia e dottore di ricerca in Psichiatria.

Ascolta "Così nascono il bullismo e il cyberbullismo" su Spreaker.

«Il bullismo è un insieme di atti di prevaricazione che possono essere verbali o fisici, ai danni di una vittima che si trova in condizione di fragilità – spiega Albonetti –. Atti che abbiano carattere intenzionale e ripetitivo e una intensità diversa dalle normali scaramucce tra adolescenti».

Terza puntata: «Da studenti ad attori (al cinema) contro il bullismo»

Terza puntata della nostra serie contro il bullismo e il cyberbullismo: una puntata registrata live nella classe terza del liceo Economico sociale dell’istituto Oberdan di Treviglio, i cui studenti sono diventati i protagonisti di uno spot che sarà trasmesso dal 7 febbraio 2024, «Giornata mondiale contro il bullismo e il cyberbullismo», nelle sale cinematografiche del circuito Anteo, oltre che su diversi siti e piattaforme e canali televisivi.

Ascolta "Da studenti ad attori (al cinema) contro il bullismo" su Spreaker.

Intervistati dal giornalista de L’Eco di Bergamo Fabio Conti, oltre ai ragazzi della classe, attori e attrici dello spot - Letizia Sangalli, Alessandro Amore, Aleandro Brigliadori, Agata Ferrari, Riccardo Casagrande -, l’aiuto regista Andrea Cuni e il rappresentante di classe Lorenzo Manenti, intervengono anche il regista Davide Loria, lo sceneggiatore Ruben Ardenghi, il professor Claudio Buttinoni, referente del bullismo per l’istituto, e Antonio Durante, rappresentante dell’Associazione Clementina Borghi che ha supportato - con il Comune di Treviglio - il progetto.

Quarta puntata: «Io, bullo già a 10 anni. Poi risse, droga e armi»

«Già a 10 anni, dopo la morte di mio padre, ho iniziato a cercare l’attenzione delle persone più grandi: alle medie ho cominciato con le risse, i furti, perché volevo farmi notare dai grandi. Nel giro di qualche anno sono finito in giri più pesanti: gente che gestiva anche droga e armi. Oggi ai ragazzi, sia bulli, sia bullizati, dico: fatevi aiutare, non c’è niente di male, anzi. Qualcuno, tra genitori, docenti e psicologi, capace di darvi una mano c’è. Bullismo e droga portano solo al degrado». Michael (il nome è di fantasia, ma la storia è reale) ha 17 anni ed è ospite alla Comunità di recupero dalle dipendenze «Aga» di Pontirolo Nuovo. La sua, come le altre, è una storia che mescola l’abuso di sostanze stupefacenti – cannabis nel suo caso – con atteggiamenti da bullo. La sua storia la racconta in prima persona al giornalista Fabio Conti – assieme ad altri due ospiti della stessa comunità – nella quarta puntata della nostra serie podcast dedicata al bullismo e al cyberbullismo.

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