Adrara San Rocco piange Mattia, morto in bici contro una moto. Il sindaco: una tragedia per il paese
L’INCIDENTE . Il ricordo di Mattia Signorelli, il 25enne, vittima dello schianto sui Colli di San Fermo la mattina di domenica 22 marzo.
Empatico, incapace di giudicare e sempre con la parola giusta per tutti. Così viene descritto Mattia Signorelli, il 25enne di Villa di Serio e da poco trasferitosi a Gazzaniga per convivere con la fidanzata, morto domenica mattina 22 marzo sulla provinciale dei Colli di San Fermo, ad Adrara San Rocco, nello scontro con una moto.
Un dono forse raro, questa empatia, che rendeva Mattia un «ragazzo davvero speciale». Uno di quelli che viveva ogni giorno con responsabilità, altruismo e lo sguardo rivolto ai tanti progetti ancora da realizzare, spezzati tragicamente sull’asfalto.
Classe 2000, cresciuto a Villa di Serio, a novembre si era trasferito a Gazzaniga, dove conviveva con la fidanzata Caroline. Si erano conosciuti quasi sei anni fa tra le mura del McDonald’s di Nembro, dove Mattia aveva lavorato per quattro anni durante gli studi universitari. Dopo la laurea triennale in Informatica all’Università Bicocca di Milano, stava completando il percorso magistrale: gli mancavano un esame e la tesi. Un traguardo ormai vicino, rimasto sospeso.
Ora lavorava nell’azienda di famiglia, la Essesistem di Ranica, specializzata in impianti industriali, dove si era inserito con impegno e dedizione. Le parole della fidanzata Caroline, insieme a quelle di mamma Daniela e papà Samuele, restituiscono il ritratto di un giovane maturo, con la testa sulle spalle ma allo stesso tempo «curioso ed esplosivo».
(Foto di San Marco)
Animo buono, legato alla famiglia
Aveva un modo tutto suo di avvicinarsi alle cose, fatto di domande e voglia di capire: i suoi «Sai perché?» erano diventati un tratto distintivo, capace di coinvolgere chiunque gli stesse accanto. Un animo buono, profondamente legato alla famiglia, ai genitori, alla sorella Andreaelisa - di sei anni più giovane - e alla nonna.
L’amore per la bicicletta, invece, lo aveva ereditato dal nonno. «Non gareggiava a livello agonistico – continuano – ma si poneva obiettivi personali e si preparava con attenzione, aiutato anche da un amico negli aspetti tecnici della bicicletta». Da poco aveva preso anche la patente per la moto: il sogno era quello di comprarne una tutta sua. Non c’è stato il tempo.
Martedì 24 marzo i funerali
La notizia della sua scomparsa si è diffusa rapidamente a Villa di Serio. Le campane della chiesa, suonate a lutto, le hanno sentite tutti. Anche il sindaco Mario Morotti. «La scomparsa di un ragazzo così giovane – commenta il primo cittadino - è una tragedia che lascia un segno profondo, non solo nella famiglia ma in tutto il paese. Mi stringo davvero al loro dolore». Un ricordo condiviso anche da don Paolo Piccinini, che martedì 24 marzo, alle 10, celebrerà i funerali nella parrocchiale di Santo Stefano.
Una tragedia che lascia un segno profondo, non solo nella famiglia ma in tutto il paese. Mi stringo davvero al loro dolore
«Era un ragazzo mite e buono – racconta il parroco – che partecipava alle attività dell’oratorio e faceva l’animatore al Grest, mentre si dava da fare con piccoli lavori per mantenersi». Poi sono subentrati gli studi, i lavori, la vita ha preso una direzione diversa. L’ultimo incontro è stato a settembre, in occasione dell’ordinazione a diacono di don Andrea Lavelli, un suo caro amico. Ma il ricordo rimarrà, indelebile.
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