Frode fiscale da 12 milioni tra Bergamo e Brescia: arrestata coppia di Grumello
L’OPERAZIONE. La guardia di finanza ha indagato 41 persone per reati fiscali, riciclaggio ed estorsione. Al centro dell’inchiesta una presunta organizzazione guidata da una coppia di origine cinese residente a Grumello del Monte.
Bergamo
Maxi operazione della guardia di finanza tra le province di Bergamo e Milano contro una presunta organizzazione dedita a frodi fiscali e riciclaggio. Dall’alba di oggi 60 finanzieri di Bergamo e Milano stanno eseguendo 4 misure cautelari personal i, sequestri per 8,6 milioni di euro, perquisizioni domiciliari e acquisizioni documentali in diverse imprese.
L’indagine, coordinata dalla procura della Repubblica di Bergamo e condotta dalla dalla guardia di finanza di Grumello del Monte, riguarda complessivamente 41 persone indagate.
Frode fiscale da 12 milioni di euro
Secondo gli investigatori, al centro del sistema ci sarebbe una coppia di coniugi di origine cinese residente a Grumello del Monte. L’uomo è stato portato in carcere, mentre la donna è stata posta agli arresti domiciliari.
I due avrebbero gestito diverse ditte individuali operanti nel settore manifatturiero delle confezioni, formalmente intestate a connazionali prestanome e con sede nello stesso indirizzo. Le società sarebbero state utilizzate per emettere fatture per operazioni inesistenti a favore di aziende delle province di Bergamo e Brescia.
Contanti e riciclaggio
Le false fatture, secondo l’accusa, consentivano alle imprese clienti di evadere le imposte e ottenere denaro contante, restituito dagli organizzatori del sistema trattenendo una percentuale come compenso.
Il denaro sarebbe provenuto dalla gestione di sale slot e da soggetti di etnia cinese e indiana coinvolti nel riciclaggio di contanti derivanti da attività illecite. Contestati anche reati di riciclaggio per oltre 3 milioni di euro, somministrazione illecita di manodopera ed esercizio abusivo dell’attività finanziaria.
Contestate anche estorsioni
Nel corso delle indagini sarebbero emersi anche episodi di violenza e intimidazione nei confronti di connazionali utilizzati come prestanome delle imprese coinvolte nel sistema fraudolento. Ai membri del sodalizio vengono contestati anche episodi di tentata estorsione.
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