Cronaca / Val Calepio e Sebino
Domenica 08 Febbraio 2026
La sindaca di Sovere porta in Costa d’Avorio le generosità del paese
IL VIAGGIO. Con dirigente scolastico, insegnanti e la madre di Matilde Valeri, Federica Cadei accompagnerà il carico di materiale scolastico per la missione di Agnibilékrou.
Sovere
Tra Sovere e Agnibilékrou, in Costa d’Avorio, ci sono 7 mila chilometri, eppure la solidarietà azzera ogni distanza: venerdì 13 febbraio dal paese dell’alto Sebino partirà una delegazione per raggiungere la città africana.
«Le nostre comunità hanno risposto in modo incredibilmente generoso: tante famiglie hanno voluto acquistare vestiti per mandarli in Africa»
La missione della Diocesi
Qui è presente una missione della Diocesi in cui lavora Walter Negrinotti, volontario originario di Endine Gaiano. È lui il primo anello di collegamento di questa catena: per anni, è stato educatore all’interno dell’istituto comprensivo di Sovere e ancora oggi, ogni estate, torna a casa e incontra i suoi ex colleghi e porta la propria testimonianza negli oratori. A Sovere la sindaca Federica Cadei e il dirigente scolastico Salvatore Lentini, insieme alle insegnanti Marica Zorzi (coordinatrice scientifica dei progetti ispirati al metodo Montessori) e Carmen Scandella (mamma di Matilde Valeri, la 14enne di Clusone stroncata la scorsa estate da un’embolia mentre era in vacanza), hanno deciso di mettersi in gioco per conoscere la realtà ivoriana. Con loro anche Anna Balduzzi, direttore dei servizi generali e amministrativi dell’istituto comprensivo di Rovetta. Porteranno a Agnibilékrou quaderni e pennarelli, biro e zaini da consegnare ai 40 bambini della scuola dove lavora Negrinotti. «Porteremo – racconta Zorzi – anche i materiali sensoriali di sviluppo che produciamo a scuola o che alcune aziende legate all’approccio “scuola senza zaino” ci hanno regalato per insegnare ai bambini a scrivere secondo i principi che cerchiamo di attuare nel nostro istituto».
«Torneremo arricchiti»
«Pensiamo a questo viaggio da mesi – aggiunge Lentini – ci siamo preparati partecipando ad alcuni incontri del centro missionario diocesano. Partiamo quindi senza presunzione, ma con la volontà di confrontarci con una realtà diversa dalla nostra: sarà bello vedere se i nostri strumenti risulteranno utili anche ai bambini africani. Torneremo certamente arricchiti, cambiati, credo migliori per continuare a svolgere il nostro ruolo di adulti-educatori».
Per Carmen Scandella, il viaggio sarà ancora più emozionante e toccante: «Ne avevo parlato a Matilde e mi aveva detto che dovevo assolutamente partecipare: poi ad agosto se ne è andata, lasciando un vuoto immenso. Mio marito mi ha regalato una grande valigia e mi ha detto che quel viaggio doveva essere portato a termine: metterò dentro i vestiti di mia figlia e li porterò alle ragazze che conoscerò in Costa d’Avorio». Di valigie, ne sono state preparate parecchie nell’ultimo mese: la scuola ha lanciato una raccolta di materiali e vestiti che a marzo partirà con un container. «Le nostre comunità – conclude Cadei – hanno risposto in modo incredibilmente generoso: tante famiglie hanno voluto acquistare vestiti per mandarli in Africa. Walter lavora anche in un centro di fisioterapia e riabilitazione specializzato nella cura di bambini disabili, che in Costa d’Avorio vengono ancora trattati con disprezzo. La sua bontà ha smosso i cuori di tutti noi». La delegazione tornerà il 2 marzo, in mezzo 15 giorni e settemila chilometri di solidarietà.
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