Cronaca / Val Calepio e Sebino
Giovedì 29 Gennaio 2026
Tetti in fiamme, un rogo ogni due giorni
IL FENOMENO. Dal 1° novembre a mercoledì 28 gennaio 34 incendi di canne fumarie su un totale di 301 interventi dei vigili del fuoco. I casi con danni più ingenti a Romano, Boltiere, Rovetta, Mezzoldo e Valverde. L’ultimo a Sovere: due famiglie sfollate.
L’ultimo episodio in ordine di tempo risale all’alba di mercoledì 28 gennaio, nel cuore di Sovere: un incendio partito da una canna fumaria ha distrutto il tetto di un’abitazione e i due appartamenti sottostanti sono stati dichiarati inagibili. Due famiglie, per un totale di quattro persone, sono così state sfollate. Ma il rogo di Sovere è soltanto l’ultimo, in ordine di tempo, degli incendi di tetti di abitazioni che in questo inverno si stanno registrando nella Bergamasca, spesso con persone sfollate, ustionate o intossicate. Gli incendi più corposi, come quello di Sovere, sono balzati agli onori delle cronache e sono avvenuti a Romano, Boltiere, Rovetta, Mezzoldo e Valverde a Bergamo. Ma sono soltanto – passi il paragone – la punta dell’iceberg. I dati di questo «inverno rovente», del resto, parlano chiaro: dal 1° novembre dell’anno scorso i vigili del fuoco del comando provinciale sono intervenuti per domare 301 incendi in tutta la Bergamasca.
Più del 10% relativi a canne fumarie
Di questi, 34 riguardavano tetti ed erano stati verosimilmente causati dalle relative canne fumarie. Significa, in media, un incendio ogni poco più di due giorni (precisamente ogni 2,59 giorni, stando alla media aritmetica). Ciò significa anche che, negli 88 giorni considerati, ogni settimana si registrano – sempre in media – 2,7 incendi e ogni mese 11,6.
L’incendio di Sovere: due famiglie sfollate
L’ultimo incendio di tetto, come detto, mercoledì 28 gennaio a Sovere. Un’alba di fuoco, letteralmente: l’incendio, probabilmente partito dalla canna fumaria di una stufa a pellet, ha distrutto il tetto di un’abitazione del centro storico, al civico 8 di via Trento, danneggiando i due appartamenti sottostanti, dichiarati inagibili.
L’allarme lanciato attorno alle 7, quando un ragazzo che aspettava il pullman per andare a scuola ha notato delle fiamme levarsi dal tetto di una casa
Non possono così rientrare a casa due famiglie, per un totale di quattro persone. I danni, però, avrebbero potuto essere maggiori: solo il pronto intervento dei vigili del fuoco ha infatti evitato che le fiamme si propagassero alle abitazioni limitrofe. Sul posto sono arrivate le squadre di cinque distaccamenti: Lovere, Clusone, Gazzaniga, Bergamo e Darfo Boario Terme, nel Bresciano. L’allarme è stato lanciato attorno alle 7, quando un ragazzo di Sovere che aspettava il pullman per andare a scuola alla fermata del municipio, ha notato delle fiamme levarsi dal tetto di una casa vicino alla chiesa: ha visto anche che nell’ufficio della polizia locale la luce era già accesa e allora è andato da loro a segnalare quanto stava accadendo.
Così è partita la chiamata al 112 e l’Areu ha mobilitato i vigili del fuoco e poi mandato a supporto l’autoambulanza della Croce Blu di Lovere e l’auto con a bordo il medico dell’ospedale.
Nessun ferito, ma tanta paura
«Nessuno è rimasto ferito e le case vicine non sono state danneggiate. Per questo saranno dichiarati inagibili soltanto i due appartamenti del sottotetto bruciato»
Fortunatamente nessuno si è fatto male. Uno dei residenti, Taut Vasile, 42 anni, avvolto in una coperta, ha raccontato: «Abito qui a Sovere da sei anni: lavoro nel settore alberghiero, prima al Collina di Clusone, adesso a Trieste. Ieri ero appena rientrato dopo un lungo periodo di lavoro e verso le 21 ho acceso la stufa: non riuscivo a prendere sonno, all’una e mezza ho portato in strada i bidoncini dell’immondizia, poi sono andato a letto. Alle cinque e mezza mi sono svegliato e non c’era nulla di strano. Alle sette invece è venuto Sebastian (il vicino di casa, con un appartamento nello stesso edificio, ndr) che mi ha svegliato e c’era già fumo dappertutto. Sono scappato. Adesso non so cosa succederà...». La sindaca Federica Cadei gli si avvicina per rincuorarlo: «Abbiamo verificato – spiega poi la prima cittadina –: nessuno è rimasto ferito e le case vicine non sono state danneggiate. Per questo saranno dichiarati inagibili soltanto i due appartamenti del sottotetto bruciato. Cercherò di contattare il ragazzino che si è accorto dell’incendio e ha permesso un intervento rapido dei vigili del fuoco».
Gli agenti della polizia locale avevano invece citofonato a tutte le case adiacenti, chiedendo alle persone di uscire dalle loro case e di mettersi in sicurezza in strada. Hanno portato in salvo anche un’iguana, che si trovava nell’appartamento di Sebastian, mentre il gatto di Vasile ancora non si trova.
L’escalation di roghi a gennaio
Quello di Sovere è appunto stato l’ultimo di una lunga serie di roghi di tetti che hanno aperto il 2026. Soltanto domenica 25 gennaio, nel centro di Boltiere, un altro rogo aveva distrutto un caseggiato, con l’intero isolato evacuato, famiglia sfollata e due intossicati lievi. Lunedì 19 gennaio due case erano state interessate da un rogo in via Valverde a Bergamo, mentre due sere prima, sabato 17 gennaio, a Rovetta un incendio di un’abitazione del centro aveva causato ustioni al volto alla residente, l’ottantacinquenne storica presidente della Pro loco Milena Oprandi, ricoverata per una notte e poi dimessa.
Soltanto poche ore prima, attorno alle 2 della notte tra giovedì 15 e venerdì 16 gennaio un altro incendio era scoppiato a Mezzoldo, in una palazzina di tre piani: quattro le persone inizialmente sfollate e ospitate per la prima notte dalla sindaca Stefania Siviero. Infine, tornando all’inizio dell’anno, l’8 gennaio un incendio era scoppiato a Romano, in alcuni appartamenti ricavati all’interno dell’ex Montecatini, con un bilancio di 16 sfollati, la metà dei quali bambini.
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