Cronaca / Valle Brembana
Lunedì 05 Gennaio 2026
Trafugata due volte a Ornica, dopo 5 anni
ritrovata la Madonnina del rifugio
LA SORPRESA. Domenica 4 gennaio, Gianmario Fois di Ornica l’ha ritrovata sul sentiero, appoggiata al paletto che indica la direzione del rifugio.
Chi partecipò alla sua posa ha pochi dubbi: è lei, la stessa che venne trafugata cinque anni fa. La ricomparsa ha suscitato quantomeno sorpresa: si tratta della statuetta che venne posizionata dopo che una prima Madonnina, installata nel 2012, venne ritrovata distrutta in un dirupo.
L’iniziativa fu dell’associazione Valbrembanaweb di Gino Galizzi, degli alpini di Ornica e in collaborazione con il Cai. Sul sentiero che porta al rifugio Benigni, in territorio di Ornica (partendo dalla strada per i Piani dell’Avaro) fu realizzata una nicchia e all’interno posata una prima Madonnina di 40 centimetri in gesso, trasportata in elicottero nel 2012, con la benedizione del parroco. La stessa venne però divelta e trovata distrutta in un dirupo poco distante, 20 giorni dopo la sua installazione. Volontari e alpini non si persero d’animo e venne realizzata una seconda madonnina, in vetroresina.
La Madonnina rimase al suo posto, nella nicchia, a protezione degli escursionisti, fino all’estate 2020, quando scomparve di nuovo. Ma questa volta non fu più ritrovata. Anche in questa occasione alpini e volontari insistettero: venne così posizionata una effigie della Madonna in metallo, più difficile da asportare. A fianco anche una targa a ricordo di Gino Galizzi di San Giovanni Bianco, fondatore di Valbrembanaweb e fotoreporter per L’Eco di Bergamo, morto nel 2020 a 60 anni, che per primo volle la Madonnina nel lontano 2012.
Domenica 4 gennaio, Gianmario Fois di Ornica l’ha ritrovata sul sentiero, appoggiata al paletto che indica la direzione del rifugio. «Forse era lì già da qualche giorno – dice – ma di certo la sua ricomparsa è stata una sorpresa». A quanto pare intatta, è stata lasciata sul sentiero, visto che nella nicchia ora è presente la Madonnina di metallo.
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