Cronaca / Valle Cavallina
Sabato 17 Gennaio 2026
Olimpiadi invernali al via con Edo e Beatrice, tedofori della rinascita
LE STORIE. Sono i tedofori della rinascita: una perché sta recuperando una vita normale dopo essere stata preda di una malattia rara; l’altro perché, nonostante la disabilità, non ha mai rinunciato ad essere atleta.
Si chiamano Beatrice ed Edoardo e sabato 17 gennaio saranno tra le staffette che porteranno la fiaccola olimpica di Milano-Cortina 2026.
La storia di Beatrice
Beatrice Testa, 22 anni, di Zandobbio, aveva un’esistenza come tante: era studentessa di Diritto per l’Impresa all’Università di Bergamo, praticava sport e guardava al futuro. A dicembre 2023, però, i primi segnali: un forte mal di testa e mal di stomaco che sembravano passeggeri. La situazione precipita improvvisamente con convulsioni. Da lì l’inizio di un incubo. Le viene diagnosticata una encefalite autoimmune da anticorpi anti-recettori Nmda, una malattia rara che provoca una grave infiammazione del cervello. Beatrice viene ricoverata all’ospedale Papa Giovanni di Bergamo, dove resta cinque mesi, di cui tre in coma farmacologico. Successivamente viene trasferita al centro di riabilitazione di Mozzo, dove affronta un lungo e delicato percorso di guarigione.
«Per me quel fuoco ha un significato enorme. Essere scelta come tedofora è la dimostrazione che, nonostante prove durissime e grandi difficoltà, dalla sofferenza possono nascere cose bellissime»
«Fino al 2023 la mia vita era normale. Poi, all’improvviso, una malattia rara si è manifestata senza preavviso – racconta –. Tre mesi di coma farmacologico e mesi di ospedale ti cambiano profondamente. Ma quando sono uscita, il 30 agosto 2024, ho deciso che avrei ricominciato con tutto». E così è stato. Una volta tornata a casa, Beatrice ha ripreso gradualmente le sue attività: nuoto, palestra, yoga, lunghe camminate in montagna e una quotidianità attiva, sempre a Zandobbio. Un ritorno alla vita che è anche simbolo di forza e determinazione.
«Non appena uscita dall’ospedale, grazie al link che mi ha mandato mia mamma, ho deciso di candidarmi. Ci è piaciuta l’idea, l’abbiamo fatto insieme, senza troppe aspettative», spiega. La conferma arriva in ottobre, con una mail che Beatrice ricorda benissimo: «Ero a casa quando mia mamma l’ha letta: ero stata scelta. È stato un momento fortissimo».
Oggi, indicativamente alle 16,50, Beatrice percorrerà 300 metri con la fiaccola olimpica, in una tappa che si svolgerà a Iseo, sulla sponda bresciana del lago. «Ci hanno spiegato tutto, anche che se la fiamma dovesse spegnersi non è un problema – dice la giovane –. Ma per me quel fuoco ha un significato enorme. Essere scelta come tedofora è la dimostrazione che, nonostante prove durissime e grandi difficoltà, dalla sofferenza possono nascere cose bellissime».
Sabato, accanto al giovane, ci saranno familiari, volontari, amici di Feel Sport e dello Sci club Sarnico
La storia di Edoardo
Edoardo Rovetta, trentenne di Brescia, porterà la fiamma olimpica nel passaggio previsto oggi a Sarnico. Il tratto che percorrerà è in via Suardo, con transito fissato per le 15.10. Rovetta è atleta della Feel Sport Ssd, associazione che opera nel campo dello sport accessibile e della partecipazione delle persone con disabilità. Da anni pratica diverse discipline, dalla ginnastica alla corsa assistita, in contesti che mettono insieme persone con e senza disabilità. Ha inoltre partecipato ad attività sulla neve grazie con lo Sci club Sarnico, realtà sensibile ai percorsi sportivi integrati. Un legame che rende particolarmente significativo il suo passaggio da tedoforo nella cittadina sebina.
La candidatura è maturata senza clamore ed è stata confermata in autunno. «Ci abbiamo provato, senza aspettative», racconta il padre Giovanni Battista che sarà da supporto al figlio durante il tragitto. «La risposta positiva è stata una sorpresa grande, per Edoardo e per tutti noi», confida il papà. Sabato, accanto al giovane, ci saranno familiari, volontari, amici di Feel Sport e dello Sci club Sarnico.
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