Val di Scalve sotto i 4mila abitanti. Il «caso» Schilpario

NEL 2025. L’unico Comune che registra una crescita, grazie però al solo saldo migratorio (58 nuovi residenti).

Il segno meno domina quasi dappertutto, ma i segni di speranza e l’intraprendenza del territorio non mancano. La Valle di Scalve nel 2025 fa registrare, ancora una volta, un bilancio negativo nei saldi demografici, sia quello naturale sia quello migratorio, dei suoi Comuni. Fa eccezione solo Schilpario, dove c’è una forte perdita nei dati del saldo naturale (tre sole nascite, a fronte di ben 26 morti), ma una crescita ancor più alta nel saldo migratorio (58 immigrati, a fronte di soli 19 emigrati), che nel complesso porta a un aumento della popolazione residente: al 31 dicembre 2025 era di 1.138 persone, contro le 1.122 dell’anno precedente.

I numeri

Sul fronte delle nascite, se ne registrano solo due in tutto l’anno nel centro più piccolo, Azzone, dove invece i morti sono stati otto. Sono piccoli, qui, i numeri dei trasferimenti: cinque immigrati e sei emigrati. Si perdono, dunque, complessivamente sette residenti e il Comune scende a 353 abitanti. Piccola discesa anche a Colere, dove lo scorso anno si sono registrati sette nati e dieci morti, 16 immigrati e 25 emigrati, e la popolazione si attesta ora a 1.077 abitanti (cala di dodici unità rispetto all’anno precedente). Anche Vilminore – che resta il Comune più popoloso della Valle di Scalve grazie ai suoi 1.427 abitanti – le morti (dieci) superano le nascite (nove) e gli emigrati (30) superano gli immigrati (25).

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